Latina, dati sui tumori al convegno contro biomasse e biogas: scoppia la querelle tra Recall e medici. Quella presunta mistificazione

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Giovanni Maria Righetti

Occhio ai titoli degli eventi. Vai ad organizzare un convegno su “Inquinamento ambientale: centrali a biogas e biomasse” e poi snoccioli i dati relativi ai tumori? Qualcuno potrebbe pensare che vi sia una correlazione, scientifica, tra la presenza di impianti della nuova frontiera di produzione energetica e la malattia. “E’ un’operazione mistificatoria tesa a procurare un allarme sociale ingiustificato”, tuona l’ingegnere Paolo Rinaldi, amministratore delegato della Recall, a margine dell’iniziativa organizzata dall’Isde (Associazione medici per l’ambiente) sabato scorso presso la sede dell’Ordine dei medici di Latina.

Dell’evento ne ha riportato la sintesi il quotidiano “Il Messaggero”, dedicando un ampio spazio con un servizio a firma di Giovanni Del Giaccio. Della correlazione tra biogas-biomasse e il cancro non c’è traccia. Il “pezzo” riportava i dati in crescita raccolti nel Registro tumori di Latina e relazionati dal direttore Fabio Pannozzo. L’articolo di Del Giaccio si chiude con un accenno alle fabbriche dismesse e all’area sede di centrale nucleare, affermando tuttavia che lo studio non ha dimostrato alterazioni importanti della mortalità e dell’incidenza dei tumori radio sensibili né ha evidenziato un’associazione tra distanza degli impianti e i tumori del tessuto linfoematopoietico. Dunque, nessun allarmismo. Ma è proprio questo – paradossalmente – il punto.

La reazione di Rinaldi, che oggi ha formalmente chiesto chiarimenti al presidente dell’Ordine dei Medici Giovanni Maria Righetti – con nota indirizzata per conoscenza anche alla Federazione nazionale degli ordini medici e all’Isde nazionale -, sarebbe giustificata da una sorta di titolo ingannevole dato al convegno. Nella sua nota Rinaldi afferma che il progetto che la società Recall intende realizzare a Latina Scalo per l’istallazione di un impianto di trattamento dell’organico della raccolta differenziata e produzione di biometano, sarebbe stato esplicitamente additato – non viene citato da chi – nel corso del convegno. Ma al di là di ciò, Rinaldi cerca di allentare la cortina fumogena sugli impianti oggetto del convegno con una doppia osservazione. La prima, fuori onda, riguarda l’assenza sul territorio di centrali biogas e biomasse, ad eccezione di tre impianti su carta, motivo per cui sarebbe impensabile riscontrare dati di incidenza delle malattie sul territorio pontino. La seconda, contenuta nella nota di richiesta di chiarimenti, riguarda “l’intervento illuminante dell’ingegner Domenico Gaudioso, in rappresentanza dell’Ispra, ha chiarito come l’inquinamento da polveri sottili – dalle quali possono derivare alcune forme di tumore – dipende in larga misura dalle caldaie domestiche, specie se a legna e pellet”. Recall osserva, attraverso l’amministratore delegato, che “se il riscaldamento fosse tutto a metano e magari fosse a metano anche il carburante almeno dei mezzi pesanti, l’inquinamento da polveri sottili crollerebbe”. Questo per dire che “è quindi paradossale e mistificatorio che si accosti alla parola ‘tumore’ proprio il biometano che invece rappresenta la soluzione del problema inquinamento da polveri sottili: il rifiuto fermenta al chiuso senza essere bruciato e senza emettere odori e il metano prodotto viene immesso nella rete gas Snam”. Certo Rinaldi, che diffida l’Ordine dei medici a causa della presunta mistificazione, ne approfitta in un certo qual moto per promuovere la politica aziendale di Recall con una lunga disquisizione tecnica.

La querelle è appena iniziata. L’ingegnere Rinaldi chiede a Righetti, presidente dell’Ordine dei Medici di Latina, “di assumere una posizione ufficiale e responsabile in merito a quanto accaduto, che non solo ci ha danneggiato ma procura un grave allarme sociale”. E’ una minaccia di querela?

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