Latina, l’ex caserma all’università: “Ok, ma vogliamo vedere il progetto”. Chiesta garanzia di rigenerazione urbana

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Nel riquadro Matteo Coluzzi

L’8 febbraio scorso, la Sapienza Università di Roma ha raggiunto un accordo con l’Agenzia del Demanio per la concessione d’uso gratuito per diciannove anni degli edifici della ex caserma “82 Fanteria”. Mentre una parte del complesso in questione è divenuta la sede dal Conservatorio Statale di Musica “Ottorino Respighi”, quella che passerà in gestione al primo ateneo romano versa da anni in un infruttuoso stato di incuria e abbandono, e prima del suo effettivo utilizzo sarà sottoposta a lavori di ristrutturazione e ammodernamento che la renderanno fruibile agli studenti.

“La notizia non può che rallegrarci per svariati motivi – commenta il consigliere comunale Matteo Coluzzi in sintonia con il comitato Progetto Latina Oltre -: da sempre auspichiamo un miglioramento dei servizi per gli studenti del Polo Pontino, la seconda Città del Lazio merita un’Università efficiente che possa rappresentare una valida alternativa al preponderante pendolarismo verso la Capitale. Ci piacerebbe che l’ampliamento della sede di Latina in senso logistico fosse accompagnato nel prossimo futuro dall’ampliamento dell’offerta formativa, ad oggi ristretta a pochi corsi di Laurea”.

Ma per Progetto Latina Oltre e per lo stesso consigliere Coluzzi questo ampliamento andrebbe “realizzato ponderando accuratamente le peculiarità del territorio con l’andamento del mercato del lavoro”. “La nostra città, già vessata dalla disoccupazione giovanile – spiegano – non può permettersi di formare delle figure professionali che avranno scarsa possibilità di trovare lavoro una volta completati gli studi. Per favorire lo sviluppo del Polo Pontino riteniamo necessario un dialogo costruttivo tra l’ateneo e gli enti locali, in particolare il Comune di Latina che negli anni a venire sarà chiamato a rendere la nostra città ‘a misura di studente’. Cogliamo l’occasione per ricordare che in Italia le eccellenze accademiche non risiedono solamente nelle principali città della nazione, ma anche in capoluoghi di provincia che hanno avuto il coraggio e la lungimiranza di credere ed investire nell’Università come fonte di sviluppo”.

Coluzzi evidenzia anche che “la riqualificazione della ‘82 Fanteria’ accende i riflettori su un altro dei temi a noi più cari, quello della Città di Fondazione”. “Se andrà in porto – afferma il consigliere -, il progetto della Sapienza restituirà dignità ad un edificio abbandonato a se stesso, in futuro sarà necessario procedere in maniera analoga anche con altri edifici storici che versano in condizioni simili per evitare che il patrimonio architettonico della nostra Città rimanga abbandonato all’incuria anziché rappresentare un’importante risorsa. Molti edifici di fondazione hanno una spiccata vocazione per l’istruzione e la cultura, si ricordi in proposito l’utilizzo cui era preposta una parte di Palazzo M fino a pochi decenni fa, e sarebbe poco intelligente non sfruttare questa loro peculiarità che apporterebbe benefici sia alle strutture in se stesse, sia alle istituzioni che potrebbero avere sede al loro interno. A questo riguardo però, preferiamo mantenere le nostre riserve sul progetto di ristrutturazione della ex caserma che sarà presentato dall’Università: se da una parte confidiamo nella capacità dell’Ateneo di preservare il valore storico di edifici come questi, essendo stata la Città Universitaria Romana fondata negli stessi anni della nostra Città, seguendo principi architettonici molti simili; non possiamo dimenticare le troppe deturpazioni subite dagli edifici di fondazione fino a pochi decenni fa, a causa dell’assenza di una legislazione tutelare adeguata e della diffusa reticenza nell’attribuire il giusto valore storico-culturale alle opere architettoniche realizzate nella prima metà del secolo scorso”.
“Per concludere, questa rara occasione di cooperazione armoniosa tra istituzioni dello Stato che operano in settori differenti – concludono il Comitato e il consigliere -, porterà benefici ai cittadini di Latina anche in ottica di riqualificazione urbana: il quadrante della Città in cui sono localizzate quasi tutte le strutture del Polo Pontino, eccezion fatta per la facoltà di Medicina, ha avuto a che fare negli anni con diverse situazioni di degrado; la sua posizione a ridosso della circonvallazione e i suoi collegamenti rapidi al centro della città e alla stazione ferroviaria potrebbero favorire in futuro una sua rinascita come ‘quartiere universitario’. Senza sbilanciarci eccessivamente con delle previsioni, ma tenendo ben salda l’idea di Città in cui vorremmo vivere in futuro non possiamo che accogliere positivamente questi primi passi mossi in questa direzione”.

 

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