Latina, via Francigena. Unesco: volano per l’economia del sud pontino

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Ilaria Borletti Buitoni e Mauro Macale

Dopo anni di attenzione e di impegno per la riscoperta e la valorizzazione della via Francigena, arrivano i primi importanti risultati per l’Unesco, come sottolinea il presidente del club di Latina, Mauro Macale, che insieme agli iscritti sottolinea gli ultimi risultati conseguiti in questi mesi. “A Firenze è stata siglata ufficialmente la candidatura dello storico itinerario a Patrimonio dell’umanità coinvolgendo le sette regioni attraversate dall’antica via medievale: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio; poi la decisione presa all’unanimità dalla regione ha fatto il resto e la rete dei cammini del Lazio ha preso finalmente forma così com’era stato proposto al convegno del 28 maggio voluto dal club per l’Unesco di Latina in collaborazione con l’Accademia Premio Immagine e dai Cavalieri di Pace di Assisi e Malta”.

La storia condivisa con gli studenti

“Nella gremitissima sala del liceo Grassi, alla presenza di molti studenti e con la partecipazione di svariati esperti – prosegue il presidente – si è ricostruito il valore storico religioso nonché economico e sociale del percorso. Era il 990 d.C. quando Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, recandosi a Roma in visita al Papa Giovanni XV segnò ufficialmente l’inizio della Via Francigena. Poi tra il primo ed il secondo millennio, la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente. I luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago del Compostela e Roma, la Via Francigena rappresenta il crocevia delle grandi strade della fede. I pellegrini provenienti da Nord percorrevano la Francigena per dirigersi a Roma ed eventualmente proseguire lungo la via Appia e le altre Consolari, verso i porti pugliesi per imbarcarsi verso la Terrasanta. Ed è proprio la via Appia ad accendere l’entusiasmo del Club per l’Unesco di Latina, il passaggio dei pellegrini può costituire il volano per la conoscenza, valorizzazione e sviluppo del sud pontino e delle zone limitrofe. L’attenzione delle istituzioni, il coinvolgimento dei privati e l’occhio vigile dell’Unesco, faranno sì che a breve la via Francigena del sud Pontino diventi un fiore all’occhiello del nostro territorio”.

 

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