Latina, Lessio: la bonifica del bacino S0 con i fondi per le indagini magnetometriche, anche se insufficienti al completamento

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L'assessore all'Ambiente Roberto Lessio

In riferimento alle comunicazioni prodotte dall’assessore all’Ambiente del Comune di Latina durante la Commissione Ambiente di ieri, lunedì 27 febbraio, lo stesso assessore, Roberto Lessio, intende precisare quanto segue:

  • I fondi regionali ai quali si faceva riferimento per procedere, d’intesa con la Giunta Regionale, al completamento del progetto di bonifica del bacino S zero non ancora ultimato dalla società Ecoambiente, sono gli stessi messi a disposizione del Comune di Latina per le indagini “magnetometriche” realizzate nell’estate del 2012: indagini comunque legate al progetto di bonifica. Dei quasi 850mila euro stanziati all’epoca dalla Regione, ne risultano spesi molti di meno (circa la metà): il computo esatto non è stato mai rendicontato, ma l’Ufficio regionale competente ha confermato all’Assessore la possibilità di riattivare tale canale finanziario, anche se probabilmente le somme residuanti non saranno sufficienti per il completamento della bonifica.
  • Il fatto che oggi Ecoambiente si dichiari “soddisfatta” dell’intenzione dell’attuale Amministrazione comunale di mettere fine ad una situazione che sta condizionando da decenni la qualità della vita e la salute dei residenti, dimostra semplicemente che la stessa società non ha rispettato gli impegni assunti nell’ormai lontano 2009: cioè quando le fu concessa l’AIA per l’impianto TMB, l’attività di compostaggio e l’ulteriore, imponente, aumento volumetrico della discarica che si è esaurita l’estate scorsa. Fatto per altro constatato e sottolineato anche dalla Provincia di Latina e dai competenti uffici regionali.
  • A favore della memoria collettiva, si ricorda inoltre che l’invaso denominato S zero fu chiuso nel 1987 dal Comune di Latina (che lo gestiva in proprio) a seguito di un esposto inviato alla Procura della Repubblica di Latina: dai controlli effettuati presso la Regione Lazio risultò che quella discarica, collocata proprio sulle sponde del fiume Astura in una zona tutelata dalla normativa ambientale, era sprovvista di qualsiasi autorizzazione.
  • Oltre allo stato della bonifica, buona parte dell’audizione di ieri in Commissione è stata dedicata a chiarire la reale portata degli obblighi legislativi collegati all’impianto di biogas gestito dalla Indeco (da oltre vent’anni ne esiste uno analogo gestito dalla Ecoamabiente). Caso sul quale è stata montata una polemica basata su tesi preconcette (“nuova centrale”, “maxi impianto”, “eco-mostro”, “aumento del traffico veicolare per il trasporto di biomasse” etc..) che hanno prodotto una visione distorta nella pubblica opinione e nella consapevolezza di alcuni Consiglieri comunali di opposizione.
  • L’Assessore ha infine chiarito che allo stato attuale, essendo stata archiviata dalla Regione (su istanza della stessa Indeco) la Valutazione d’Impatto Ambientale per la sopraelevazione del bacino S8, non è in itinere alcuna procedura per ulteriori smaltimenti di rifiuti presso il sito di Borgo Montello.

Tutto questo in attuazione della volontà espressa all’unanimità dal Consiglio Comunale di Latina in data 11 novembre 2016 e che obbliga Sindaco e Giunta ad impedire qualsiasi altra attività che non sia quella della gestione “post mortem” della discarica stessa.

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