Fumata grigia dal Tribunale: il Latina saprà giovedì se potrà scendere ancora in campo

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La tanto attesa decisione del Tribunale sul fallimento del Latina Calcio non è arrivata. Bisognerà attendere giovedì per sapere se i nerazzurri continueranno a scendere in campo o faranno subito le valigie rinunciando alle partite previste fino a maggio dal calendario della serie B, a partire da quella di sabato con il Carpi. I giudici Linda Vaccarella, Francesco Cina e Catello Pandolfi si sono riuniti in camera di consiglio alle 13.30 ma hanno preferito aggiornare la discussione alle sedute fissate per giovedì. Il 9 marzo sarà dunque la data del responso, dopo altri due giorni di estenuante attesa si saprà se il Tribunale concederà l’esercizio provvisorio e di conseguenza la possibilità di rimanere attivi e mantenere il titolo sportivo, unico reale valore rimasto alla fallita società.

TOMMASI A LATINA, UN SEGNALE FORTE

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Tommasi all’ex Fulgorcavi

Ad auspicare una soluzione della vicenda è stato anche il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, presentatosi all’ex Fulgorcavi insieme al delegato Danilo Coppola per incontrare la squadra e provare a fornire delle rassicurazioni. Un segnale importante quello della presenza di Tommasi a Latina, importante forse per lo stesso Tribunale chiamato a decidere le sorti del club, dei tesserati, ma anche di un intero campionato e di tutto ciò che ne deriva.

Tommasi è partito da una constatazione, se continuano a verificarsi casi simili vuol dire che norme e controlli non sono ancora all’altezza:Personalmente ho un mio cruccio: che una realtà di un valore sociale come una squadra di calcio a livello professionistico debba ricadere su un gruppo di soci che nel bene o nel male possono determinare questo, significa che c’è qualcosa che non torna perché il Latina Calcio è un bene che va oltre l’attività imprenditoriale”. L’ex centrocampista della Nazionale ha precisato che il valore del Latina andrebbe totalmente disperso se non venisse accettato l’esercizio provvisorio, con enormi svantaggi per i creditori, giocatori in primis: Speriamo che sia data questa prosecuzione dell’attività e che si trovi il modo di fare un passaggio di quote della società e dare seguito alla stagione, sapendo che ci sono delle risorse a disposizione. Questa è la speranza, credo che ci possano essere le condizioni. La mia analisi è generale, è successo quest’anno ad inizio campionato col Pisa ed è successo a Parma e Siena. È difficile pensare che una collettività e una passione sportiva, che non è un’attività imprenditoriale e basta, ricada su responsabilità imprenditoriali esclusivamente in capo a una persona che può determinare tutto questo. Auspico che si faccia un ragionamento più ampio rispetto alla semplice gestione aziendale e che i temi e i problemi gravi che ci possono essere dietro questa società non siano così gravi da determinare la chiusura dell’attività!”

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