Ponza, Zannone, il Parco del Circeo e… la propaganda elettorale

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Troppo facile cavalcare le passioni, spesso al limite della legalità, della caccia e della pesca attorno all’isola di Ponza. Ancor più facile se lo si fa nell’imminenza di una campagna elettorale che vede il sindaco uscente, Piero Vigorelli, riproporsi per un mandato bis. E se la propaganda messa in piedi dal primo cittadino amico dei cacciatori – lui stesso non ne ha fatto un segreto – può servire a vincere, allora la carta di uscire dal Parco nazionale del Circeo se la giocano anche gli avversari. Poi si vedrà. Potrebbe essere questo il senso dell’approvazione all’unanimità, avvenuta ieri sera in Consiglio comunale, della mozione che impegna il sindaco ad adottare gli atti conseguenti alla fuoriuscita dal Parco. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, quello che separa Zannone, un fazzoletto di 100 ettari di bellezze naturali annessa al Circeo nel 1979, al continente, sede dell’ente Parco, di Provincia, Regione e Stato.

La battaglia in stile Vigorelli, che lo scorso anno ha sfidato il Corpo forestale dello Stato prima per le vicende del bracconaggio sull’isola di Palmarola e poi dei rifiuti abbandonati sull’isola di Zannone, di strappare definitivamente le regole dell’area protetta a fronte di un ipotetico sviluppo dell’arcipelago, rischia di trasformarsi in una disfatta.

Non è un caso se ieri, giorno dell’assise civica ponzese, sul sito istituzionale dell’Ente Parco, è stata pubblicata la risposta integrale datata 22 febbraio 2017 del ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti all’interrogazione presentata dal deputato Luca D’Alessandro. “Circa l’opportunità di assumere iniziative per escludere l’isola di Zannone dal parco ed affidarne la gestione all’amministrazione comunale di Ponza – si legge nella risposta del Ministro -, si evidenzia che un procedimento di riperimetrazione di un parco nazionale prende avvio con una richiesta da parte del comune all’ente parco interessato e sulla base di un’apposita istruttoria tecnica viene formulata una specifica richiesta al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il quale apre il relativo procedimento. Inoltre, per quanto riguarda la questione del commissariamento dell’ente parco, sulla base degli elementi tecnici in possesso della competente direzione generale, ad oggi, non si ritiene che ricorrano i presupposti”.

Una verità “istituzionale” scritta in punta di penna che non interferisce più di tanto nel dibattito politico locale che al contrario dovrà fare i conti per la mozione approvata all’unanimità con l’Ente Parco, la Regione, la Comunità Arcipelago… prima che il ministro avvii l’istruttoria.

Ponza non resta a guardare. Tra il populismo dilagante si stagliano voci fuori dal coro. Sul portale Ponzaracconta vengono posti interrogativi: “Dove ha fallito il Parco?; Quale reale danno economico hanno avuto direttamente i ponzesi – da quando Zannone è stata inserita nel Parco del Circeo – da imporre l’uscita dal Parco? Quale ricaduta d‘immagine (positiva o negativa) per cui economica, ha avuto Ponza da quando Zannone è governata dal Parco del Circeo e non più in possesso di villeggianti privati tipo i Casati? Quali sono le prospettive di governo da dare a Zannone – una volta eventualmente usciti dal Parco del Circeo – che modificano in senso positivo tutto ciò che di negativo è stato denunciato? Il Comune di Ponza non ha i soldi per gestire Zannone, ricostruire la Villa Comunale per cui bisogna porsi la domanda: a chi daremo la possibilità di ricostruire la Villa Comunale a un privato? Il Comune di Ponza non ha le competenze per il controllo e la protezione del territorio; a chi verrà demandata questa funzione?”. Interrogativi questi rimasti tali anche dopo l’assise di ieri sera. Ponzaracconta, nell’articolo a firma di Vincenzo Ambrosino, veniva lanciato un appello al sindaco di ritirare la mozione e di inserire l’uscita dal Parco nel suo programma elettorale in modo da chiedere fiducia ai cittadini anche su questa base. In caso di rielezione sarebbe stato legittimato a farlo, con cinque anni di tempo per perseguire questo obiettivo e coerentemente riempirlo di contenuti politici e turistici-ambientali.

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