Inchiesta Olimpia, lo scivolone in Cassazione non pregiudica l’azione penale

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Un momento degli arresti del 14 novembre 2016

Se le rovine di Olimpia testimoniano ancora oggi la grandezza della città dell’Elide, lo scivolone odierno dell’omonima inchiesta non basterà a far sprofondare le accuse – pesantissime – che il 14 novembre scorso sconvolsero Latina con i clamorosi arresti.

Giuseppe Miliano
Giuseppe Miliano

E’ notizia di oggi che la Cassazione ha giudicato inammissibile il ricorso presentato tardivamente dal Pm Giuseppe Miliano contro il pronunciamento del Riesame che aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una parte degli indagati, l’ex sindaco Giovanni Di Giorgi, l’ex consigliere comunale Vincenzo Malvaso, l’ex assessore Giuseppe Di Rubbo, gli architetti Luca Baldini e Ventura Monti e gli imprenditori Massimo Riccardo e Sandra Capozzi, mentre ha accolto il ricorso di Monti contro la misura interdittiva dai pubblici uffici annullandola con rinvio al Riesame.

A giorni un secondo ricorso in Cassazione avverso la libertà degli imprenditori Andrea Di Girolamo, Andrea Capozzi, Fabio e Fabrizio Montico, della funzionaria comunale Elena Lusena, dell’ex dipendente del Comune Nicola Deodato.

L’ordinanza di custodia cautelare aveva coinvolto anche l’ex dirigente comunale Alfio Gentili, Silvano Spagnoli e Roberto Pellegrini di Nuoto 2000 rimessi in libertà dal Gip, oltre il deputato Pasquale Maietta per il quale era stata chiesta l’autorizzazione a procedere.

Pesantissime le accuse, a vario titolo, nei confronti degli indagati. Le investigazioni affidate ai carabinieri del Reparto operativo-Nucleo investigativo avevano messo in luce un sistema associativo finalizzato alla commissione di più delitti contro la pubblica amministrazione ed in particolare i reati di abuso in atti d’ufficio, falso ideologico e turbata libertà degli incanti al fine di agevolare un gruppo particolare di imprenditori, anche e soprattutto con forzature urbanistiche, e la società Latina Calcio.

Un’inchiesta molto complessa, raccolta in oltre 500 pagine dell’ordinanza firmata dal Gip Mara Mattioli, uscita a pezzi dal Tribunale del Riesame, non tanto per la dichiarazione di insussistenza delle esigenze cautelari quanto per l’esclusione dei reati ad eccezione di quelli legati al Latina Calcio. L’occasione di oggi in Cassazione doveva servire al pm a ripristinare la sua visione, soprattutto in ambito urbanistico. Il deposito tardivo del ricorso – per tempo era stato depositato in Cassazione e soltanto successivamente, a termini scaduti, presso il Riesame – lo ha reso inammissibile. Ma questo non significa, al di là della speranza delle persone coinvolte che si pervenga a rapida archiviazione, che il pubblico ministero possa chiedere il rinvio a giudizio di tutti gli indagati anche se i ricorsi incidentali fin qui discussi abbiano trovato soddisfazione delle difese. Le accuse formulate dalla Procura, anche eventualmente rimodulate, potranno essere valutate in sede di processo. E in tanti sono pronti a scommetterci: del resto è nota la determinazione del titolare dell’inchiesta.

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