Intervista col creativo! Anno Secondo. La creatività è un gioco.

269

 

Quante sfumature, quanti significati diversi abbiamo trovato per definire la creatività durante il nostro viaggio con Intervista col creativo!.

Innumerevoli certo , ma tutti calzanti, tutti giusti , perché è impossibile imprigionare la creatività in una definizione scarna e ragionevole.

20141027_183052
Francesca

Creare è come giocare , questo pensa Francesca la nostra ospite di oggi.

Eccovi la sua intervista .

D. Francy ti do il benvenuto ad Intervista col creativo! Si nasce o si diventa creativi? Francy è sempre stata creativa?

Innanzitutto Clelia, voglio ringraziarti per avermi dato la possibilità di raccontarmi e di raccontare il mondo di “Cose di Francy”.

Secondo me si nasce creativi, è un dono che si ha fin dalla nascita, può capitare che lo lasciamo inespresso oppure lo coltiviamo.

Mi viene in mente quando ero bambina, mentre sentivo la musica (fin da piccola ho ascoltato musica classica), immaginavo che ci fossero dei ballerini di fronte a me che danzassero e creassero delle incredibili coreografie, immaginavo di essere in un teatro, in una atmosfera sognante, dove tutto poteva accadere.

Era liberatorio, sentivo un profondo stato di pace e tranquillità!

D. Ho letto che hai seguito un percorso di studi molto particolare : è evidente che sei una persona eclettica , che sa adattarsi e dalle spiccate qualità . Eppure parli di un percorso doloroso e deludente. Ti va di raccontarci qualcosa?

Mi sono laureata a Venezia, allo IUAV, in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali, un corso di laurea che a mio parere è stato molto interessante e costruttivo.

Ho potuto studiare con i migliori professori, e capire in tutte le sue sfaccettature cosa significasse Storia dell’Architettura e Restauro.

Subito dopo la laurea ho avuto l’opportunità di poter lavorare a fianco di mio padre in uno studio di ingegneria.

Ho imparato altre cose, un altro mondo differente dal mio e per dare valore, una testimonianza a quello che avevo imparato, ho sentito la necessità di rimettermi a studiare seguendo un corso serale come Perito elettrotecnico.

Non sono stata accolta bene dai professori ,sia perché lavoravo in un campo che non era mio, sia perché ero donna. Ho dovuto capire con il tempo che non era la mia strada.

Da questa esperienza così difficile ne ho tratto una profonda ricchezza.

Ho capito che la vita va avanti, ci si deve rialzare e ricominciare, ma soprattutto ho scoperto quanto fosse rigenerante studiare.

Amo imparare, capire il perché delle cose e non fermarmi alla prima risposta. In fondo è mantenersi sempre bambini e stupirsi ogni volta di poter scoprire qualcosa di nuovo. Quanto è bello imparare: capire che dietro una porta c’è ancora tantissimo da scoprire! È entusiasmante!

Credo che sia questo il grande dono che mio padre mi ha lasciato: ancora nei suoi 80 anni studia, impara, ricerca.

Certo, adesso io lo faccio in un altro ambito, ma quello che possiamo condividere ancora è la passione per la conoscenza.

D. E ora veniamo alla tua passione per le stoffe: perché proprio i tessuti e il cucito hanno solleticato la tua fantasia e il tuo estro?

Mi viene da ridere, perché è stato casuale.

Mi sono trovata un’estate senza lavoro e mia mamma mi aveva comprato una macchina da cucire. Sempre lei e mia suocera, mi avevano dato della stoffa, cosa farci?

Ho pensato di realizzare una tovaglia. Ho usato per il piano del cotone antico, grezzo, resistente (questo tessuto oggi è praticamente introvabile) datomi da mia madre ( che in moltissime occasioni rappresenta una miniera d’oro perché ha tantissime stoffe, nastri ecc…) e per decorarla ho unito i cataloghi Biggie Best regalatami da mia suocera (è una stoffa di cotone pregiata che al metro costa intorno ai 25 euro!) creando due lunghe strisce che unite al tessuto bianco hanno formato insieme un’allegra tovaglia.

Non ancora contenta, dagli avanzi dei vari tessuti ho creato delle tovagliette più piccole per i tavolini del soggiorno.

Il lavoro è stato molto impegnativo, ma la mia Brother mi ha accompagnato egregiamente.

Ancora queste tovaglie le uso.

Quando apparecchio la tavola con questa tovaglia mi emoziono ancora, perché ripenso a come è cominciato tutto: unire pezzi di stoffa, giocando con le diverse fantasie.

20140502_113041

 

20140502_112034

 

 

 

 

 

D. Diresti che il tuo amore per la storia del nostro patrimonio artistico abbia influenzato le tue successive scelte di riutilizzo e riqualificazione di materiali?

Assolutamente si. Conoscere significa capire e apprezzare il valore di un manufatto o edificio.

Ecco perché è importante studiare: se non conosciamo non capiamo.

Riportare alla luce un manufatto , non solo ha un valore intrinseco in se, ma ci permette di conoscere tutto il mondo che lo circonda.

In ambito storico artistico, nella nostra amata Italia, conoscere significa amare il nostro territorio, mantenerlo e rispettarlo.

Spesso i più grandi errori si compiono per ignoranza e pigrizia.

Se un tempo un edificio era utilizzato come dimora, oggi non significa che non ne dobbiamo godere più: senz’altro lo faremo in maniera diversa da un tempo (come museo per esempio), riqualificandolo e rispettando la sua originaria destinazione senza stravolgerlo totalmente.

In maniera analoga accade con i tessuti: spesso vengono buttati o messi da parte, senza dargli loro un’altra possibilità: un jeans può diventare una pochette, una borsa; le magliette o gli asciugamani possono trasformarsi in pratici tappeti…e così via.20161202_113748

D. Parlaci di come nasce un tuo progetto creativo

Come quando ero bambina, tutto nasce dall’ immaginazione, da una precisa idea che ho in mente.

Lì comincia la ricerca nelle varie scatole di stoffa che possiedo. Ritorno bambina e incomincio a giocare: provo gli accostamenti, come assemblarle, poi se non sono molto convinta della soluzione che trovo, cerco sul web, perché lavorando con campionari di stoffa realizzo dei pezzi unici.

Generalmente mi accade che vedo prima nella mia mente, quello che voglio realizzare, e poi lo costruisco.

P1030637

20161219_101459

 

 

 

 

 

D. Perché scrivere un blog ? Come è scaturita in te l’idea di scrivere le tue “storie” e condividerle sul web ?

L’idea del blog è nata dal fatto che volevo dare un po’ di ordine alle cose che realizzo, ai materiali che uso, ecc…

Ho imparato a creare borse guardando YouTube, ovvero da altre persone che hanno condiviso le loro conoscenze.

Condividendo si cresce e si crea qualcosa di originale.

Mi piace condividere per dare il mio piccolo contributo a questo grande mondo e chissà, riuscire sia ad incuriosire che poter aiutare a risolvere un piccolo ostacolo.

D. Oggi potresti dire di sentirti realizzata?

Si, finalmente lo posso dire. Posso dire di sentirmi serena perché faccio quello che mi piace fare: creare.

Non ci sono limiti, perché ogni creazione è diversa da un’altra e studio sempre.

P1030707

Quante cose ancora ho da scoprire!!!

D. Quali sono i sogni di Francesca

Che bella domanda! Qui si apre il sogno nel sogno!

Allora: innanzitutto continuare a fare quello che faccio, poi riuscire con questo lavoro ( perché… in piccolo già riesco a vendere le mie creazioni) ad avere un negozio non solo online, ma anche fisico.

Altri sogni? Conoscere e non fermarmi mai. Sono e desidero essere in continuo movimento.

D. Perché , secondo te , le donne amano le borse?

Secondo me, le borse sono un prolungamento della nostra personalità. I modelli sono infiniti come le mille sfaccettature delle donne.

 

P1030610

Con quest’accessorio possiamo permetterci di essere quello che vogliamo, senza eccedere: stravaganti, iper colorate, romantiche, dare l’impressione di essere rigide e distaccate, pratiche e pronte ad ogni occorrenza, sognatrici…

possiamo,  con una borsa , esprimere l’immagine che vogliono trasmettere agli altri.

È altrettanto vero che ogni borsa può essere destinata ad una precisa occasione, per questo le donne cambiano borsa, non siamo sempre uguali, nell’arco della giornata e delle stagioni:: in inverno possiamo desiderare di avere colore (io ne possiedo una rossa) o adeguarci ad uno stile più sobrio, in primavera e in estate i colori e i materiali cambiano, diventano i protagonisti, oppure scegliere una borsa sofisticata per la sera.

P1030677

Dietro ad una borsa c’è tutto un mondo variopinto e complesso che portiamo con noi e lo manifestiamo agli altri.20160416_191959

D. Ti va di regalarci un piccolo progetto per la prossima Pasqua: un lavoretto che possiamo fare anche noi seguendo i tuoi consigli?

Certo! Ho pensato di realizzare un casetta da appendere alla porta in tema pasquale con la tecnica del ricamo a mano libera o free hand machine.

È una tecnica che mi sta appassionando parecchio perché ti permette di riutilizzare i piccoli ritagli che rimangono dalle varie lavorazioni.

Illustrazione 1: il davanti del lavoro dove ricamerò
Illustrazione 1: il davanti del lavoro dove ricamerò
illustrazione 2 : il retro del lavoro trapuntato
illustrazione 2 : il retro del lavoro trapuntato

 Innanzitutto, dopo ho realizzato il cartamodello di ciò che volevo fare, ho ritagliato la stoffa e l’imbottitura, che mi permetterà di dare una certa rigidezza una volta che avrò assemblato tutto.

illustrazione 3 : il piedino per trapuntare e per il free motion
illustrazione 3 : il piedino per trapuntare e per il free motion

Con il piedino da ricamo e abbassando il trasporto della macchina da cucire, ho reso solido il retro della stoffa con l’imbottitura, disegnando una linea che non s’interrompe mai, creando un gioco di forme. Questo l’ho eseguito non solo per decorare il retro del lavoro, ma anche perché mi piace pensare che se s’impolvera, lo posso tranquillamente mettere in lavatrice, senza per questo rovinarsi o spostarsi l’imbottitura. Penso sempre che una casa sia bello decorarla, ma anche la praticità degli elementi decorativi.

 

illustrazione 4 : la casetta completata
illustrazione 4 : la casetta completata

Ho ritagliato i vari pezzi che comporranno la mia composizione sulla stoffa utilizzando una carta termo adesiva e facendo aderire al supporto con il ferro da stiro ( senza vapore mi raccomando!).

Sempre con il piedino del ricamo a mano libera e con il filo nero ho ricamato. Alle finestre e sul bordo del tetto ho aggiunto del merletto.

illustrazione 5 : particolare
illustrazione 5 : particolare

 In seguito ho applicato la fettuccia per appenderlo, e per assemblare le due parti ho utilizzato il piedino doppio trasporto. Quest’ultimo è indispensabile nel cucito creativo perché avendo molti strati di stoffa, ti permette di cucire tutto il sandwich perfettamente, senza che ci siano sbavature.

illustrazione 6 : piedino doppio trasporto ( foto dal web)
illustrazione 6 : piedino doppio trasporto ( foto dal web)

 

illustrazione 7 : particolare
illustrazione 7 : particolare
illustrazione 8 : particolare
illustrazione 8 : particolare

 

Ho lasciato un’apertura in alto per risvoltare che successivamente ho richiuso con la macchina da cucire. Infine ho aggiunto un fiocco in raso con un bottone (di riciclo ovviamente!) per completare il tutto, ed eccolo terminata questa casetta da appendere alla porta!

A tutti Buona Pasqua!

 

illustrazione 9 : il retro della casetta
illustrazione 9 : il retro della casetta

E con questo bellissimo progetto di Francesca vi lascio , sulla scia del suo entusiasmo e della sua fame di sapere che sento così vicina a me!

Vi auguro un fine settimana sereno e pieno di tutto quello che vi piace di più!

Un abbraccio a tutti

Clelia

Intervista col creativo! è anche sul mio blog

 

LE VOSTRE OPINIONI

commenti