La bella e la bestia, una trasposizione fedele e maestosa ma con poca originalità

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Uscito nel lontano 1991, La bella e la bestia entrò di diritto nella storia del cinema in quanto primo film d’animazione ad ottenere una nomination agli Oscar come miglior film, stupendo intere generazioni e divenendo da subito un classico Disney senza tempo. La Disney si prende dunque il rischio di una fedele riproposizione in carne ed ossa per inseguire il successo delle recenti trasposizioni (Maleficent, Cenerentola, Il Libro della giungla), e ammaliare la nuova generazione di spettatori.

Nel paesino di Villeneuve, immerso nella provincia francese, la vita di Belle (Emma Watson) scorre lenta e monotona. Sognando per sé una vita avventurosa, come quelle di cui legge nei suoi amati libri, si troverà a viverla nel momento in cui entrerà in contatto con la Bestia (Dan Stevens) che vive in un castello poco lontano. Scoprirà così dell’incantesimo che vige su quel luogo e i suoi abitanti, e che forse lei è l’unica a poterlo spezzare.

Fedelissima riproduzione della versione originale, con sequenze e inquadrature pressoché identiche, il film gioca sull’effetto nostalgia per coloro che ben conoscono la celebre favola e sull’effetto sorpresa per coloro che invece ci si avvicinano per la prima volta. Il film infatti si presenta visivamente maestoso, una vera e propria esplosione di colori, con grandissima cura per le scenografie, i costumi, la messa in scena e le coreografie, il tutto orchestrato dalla regia di Bill Condon, attento a cogliere la magia di ogni singolo momento e in grado di soddisfare il fanciullo che è in noi. Tuttavia questa eccessiva fedeltà castra l’originalità, rendendo estremamente concreto il rischio di deja-vu, che si accompagna ad una durata probabilmente eccessiva e che in più momenti risulta stancante. L’opera riesce a risollevarsi da un ritmo altalenante grazie ai diversi momenti topici, tra cui vi sono alcune delle celebri canzoni che riescono nella loro vivacità a conquistare lo spettatore, Stia con noi su tutte. Sullo stile del classico musical hollywoodiano, il film si avvale infatti della colonna sonora del veterano Alan Menken, già compositore per l’originale del 1991, che rielabora i temi scandendo il ritmo del film con splendidi componimenti.

Apportando delle considerevoli rivisitazioni al suo personaggio, Emma Watson rende Belle più emancipata, accanita lettrice e curiosa inventrice. Il suo è un volto perfetto per questo personaggio, e anche se all’inizio si mostra lievemente rigida nel ruolo, riesce poi a sciogliersi con il susseguirsi degli eventi, e finendo con il risultare molto adatta ad un personaggio che reinventa in parte su propria misura. Incisivo anche il personaggio della Bestia, così come Lumiere, Tockins, Mrs. Bric, Chicco e gli altri, aiutati da una CGI mai stonata e capace di rendere bene la credibilità dei personaggi e dei loro dettagli all’interno della favola. Essi si trovano però penalizzati da un doppiaggio italiano a dir poco fastidioso. Estremamente apprezzabile è poi il Gaston portato in scena da Luke Evans, ben caratterizzato e costruito nella sua personalità sopra le righe. Allo stesso modo Le Tont, primo personaggio omosessuale della Disney, risulta estremamente gradevole nei suoi inserti comici.

Se da una parte il film mantiene inalterati i temi che caratterizzano la storia, dall’accettazione del diverso alla bellezza interiore, e si afferma per il suo grande gusto visivo, manca tuttavia nel ricercare una propria originalità, che gli avrebbe forse consentito di conquistare ancor di più il pubblico. Mantenendosi in bilico su quest’aspetto, l’opera è la conferma di come un eccessivo autopilota possa generare una carenza di emozioni, tenute vive forse giusto dall’effetto nostalgia e dalla rielaborazione visiva.

La bella e la bestia, diretto da Bill Condon con Emma Watson, Dan Stevens e Luke Evans è in sala dal 16 marzo nei cinema di Latina (Corso Multisala, Oxer, Supercinema), Aprilia (Multiplex Village Cinemas), Fondi (Super Cinema Castello), Gaeta (Cinema Teatro Ariston), Terracina (Rio Multisala).

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