Rifiuti a Latina, il Comune annaspa e chiede tempo all’Anac per le controdeduzioni. Concessi altri 30 giorni

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Altri 30 giorni di tempo per replicare alle criticità sollevate dall’Anac in merito al servizio di igiene urbana del capoluogo pontino. Il Comune di Latina chiamato, insieme alla Latina Ambiente, a rispondere delle numerose criticità e irregolarità accertate dall’Autorità nazionale anticorruzione attraverso ispezione, ha chiesto una proroga per le controdeduzioni.

L’istanza indirizzata all’autorità presieduta da Raffaele Cantone è partita da piazza del Popolo il 28 marzo, dieci giorni di tempo prima della scadenza, e il 4 aprile ha trovato il suo accoglimento: altri 30 giorni a far data dal 5 aprile. Eppure i rilievi riguardano in massima parte il gestore dei rifiuti a cui viene contestato a 360 gradi in modus operandi nell’affidamento di forniture e servizi.

Numerosi i profili di criticità e reiterate violazioni, ha osservato l’Anac sottolineando in rosso frazionamenti impropri degli appalti, i cosiddetti spacchettamenti, scarse e generiche motivazioni sulla scelta degli operatori, scarso numero di operatori partecipanti ai bandi (sempre gli stessi, pochissimi), tempi troppo stretti – strettissimi – nelle offerte. Insomma, questioni che rinviano direttamente all’operato della governance della partecipata del Comune dichiarata fallita il 7 dicembre 2016, al termine dell’anno di vita ulteriore concesso per la proroga del servizio nelle more dell’espletamento di una gara ad evidenza europea per la scelta del nuovo gestore.

Il Comune ha chiesto tempo, tempo per mettere in fila le proprie controdeduzioni. Sì. Ma soprattutto tempo per sciogliere il nodo che principalmente riguarda in modo diretto l’amministrazione in carica. L’Anac chiede di conoscere nel dettaglio le modalità di prosecuzione del servizio rifiuti di Latina a far data dalla scadenza dell’ultima proroga assegnata alla fallita Latina Ambiente, fissata al 30 giugno 2017. Ultima in ordine di tempo ed anche l’ultima possibile secondo l’Anac. Il rilievo specifico e il quesito sulle modalità di prosecuzione del servizio si scontrano con l’ottimistica previsione dell’assessore all’ambiente Roberto Lessio che in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, riunitosi per l’approvazione del bilancio di previsione dell’Ente, ha palesato l’intenzione di voler guardare al futuro del servizio di igiene urbana attraverso la costituzione di un’azienda speciale, prevedendo tempi di realizzazione oltre il 30 giugno 2017.

Si ricorda, a tal proposito, che la delibera di giunta per la costituzione di un’azienda speciale per i rifiuti è stata approvata il 24 marzo (trattasi di un indirizzo da sottoporre all’esame del Consiglio comunale) e a seguito della stessa è stata concessa ulteriore proroga alla Latina Ambiente dal primo aprile fino al 30 giugno 2017. L’intervento di Lessio durante l’approvazione del bilancio comunale è del 29 marzo, mentre la richiesta di dilazione dei termini per le controdeduzioni all’Anac è del 28 marzo.

Ma torniamo al nodo della futura gestione. Anzi alla matassa che continua a crescere dal giorno della sospensione del bando, il 5 agosto 2016, ad offerte presentate. Sospensione motivata dall’amministrazione comunale – intenzionata a chiedere parere all’Anac sulla legittimità del medesimo bando – per presunte irregolarità dei criteri scelti per la partecipazione degli operatori alla selezione ad evidenza europea e alla presunta scarsità di garanzie in termini di raggiungimento dell’obiettivo di raccolta differenziata al 65%. Passeranno più di due mesi per inviare all’Anac la richiesta di parere. Un dettaglio che poco conta per l’amministrazione di Latina Bene Comune. Anche durante la lunga stagione animata dalla volontà di gestire in house il servizio rifiuti – strada risultata impraticabile con il sopraggiungere del fallimento della Latina Ambiente per gli effetti della riforma Madia -, il sindaco, gli assessori e i consiglieri di maggioranza hanno più volte dichiarato che, indipendentemente dal parere che l’Anac avrebbe espresso, quel bando sospeso non sarebbe stato più resuscitato. “Si procede per l’annullamento”, è stato detto in Consiglio quando Lessio parlava della volontà di costituire l’Azienda speciale di cui non c’è traccia neanche nel Pef 2017 approvato quel giorno stesso.

Ad oggi dell’Azienda speciale resta l’indicazione fornita dalla giunta, che è bastata a prorogare il servizio di altri tre mesi alla società fallita, mentre giugno è ormai prossimo. L’Anac sembra aver messo il dito sulla piaga, concedendo altri trenta giorni di tempo per rispondere al quesito posto al Comune. A sette mesi dalla sospensione della gara l’uscita dal tunnel appare lontana. A meno che l’amministrazione non inserisca il turbo bruciando tutte le tappe del complesso iter per la costituzione dell’azienda speciale, è possibile che dal primo luglio si ricorra ad un affidamento per somma urgenza del più importante servizio della città. E’ già successo a Terracina a seguito del fallimento della Terracina Ambiente, senza alcuna perdita di tempo: il giorno dopo.

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