Rifiuti a Latina, il “no” di Coletta al bando europeo e la strada in salita verso l’azienda speciale

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Il sindaco Damiano Coletta

Il sindaco di Latina Damiano Coletta si è mostrato pienamente soddisfatto della bocciatura, da parte dell’Anac, del bando europeo per l’assegnazione del servizio di igiene urbana: “Il parere dell’Anac – ha dichiarato – ha confermato le nostre perplessità sulle criticità del bando europeo per i rifiuti, predisposto dagli uffici in età commissariale”. Ma il primo cittadino non ha mostrato alcuna intenzione di accogliere l’invito dell’Anac a rimuovere le illegittimità evidenziate nel parere fornito e di procedere alla gara pubblica di evidenza europea. Anzi, ha rilanciato l’ipotesi di Azienda speciale: “Il parere dell’Anac ci conforta di aver intrapreso la strada giusta verso l’azienda speciale”.

Una contraddizione in termini, perché il parere espresso dall’Autorità nazionale anticorruzione si poggia sui principi comunitari del libero mercato. L’Anac – oltre a ritenere incongruo il requisito della capacità finanziaria concernente il frazionamento orizzontale dei fatturati che non rispecchia la prevalenza dei servizi specifici oggetto di gara – afferma che il requisito richiesto per la partecipazione alla gara (esperienza triennale e per almeno 12 mesi consecutivi del medesimo servizio in una città con popolazione non inferiore a 125mila abitanti) “manifesta ictu oculi una portata irragionevole restrittiva della concorrenza e come tale illegittima”. Il parere dell’Autorità anticorruzione si conclude invitando l’amministrazione a comunicare entro 30 giorni le iniziative che intende adottare in merito alla gara sospesa, precisando le modalità di una nuova gara ovvero l’adozione di atti a costituire una società in house per la gestione del servizio. “Il ricorso l’in house providing – sottolinea tuttavia l’Anac – costituisce un modulo gestorio dei servizi pubblici in deroga all’approvvigionamento ordinario di beni e servizi incentrato sulla gara e sul confronto competitivo da svolgere nel rispetto degli equilibri concorrenziali del mercato europeo”. Non c’è dubbio quindi che l’Autorità segnala la gara europea come la ricetta più rispondente ai principi comunitari del libero mercato.

E’ facoltà dell’amministrazione comunale intraprende una strada diversa se prevista dalla normativa e per questa ragione, visto che il parere dell’Anac non è vincolante, il sindaco, la giunta e la maggioranza di Latina Bene Comune andranno avanti con gli atti necessari – che presuppongono anche passaggi in Consiglio comunale – all’azzeramento della gara in favore della costituzione di un’azienda speciale che, al pari della società in house, impone al Comune di organizzare e gestire in proprio il servizio di igiene urbana. Alla base di tutto ciò c’è il piano industriale che l’amministrazione dovrà approvare il prima possibile, considerando i tempi stretti dovuti all’esercizio provvisorio concesso alla fallita Latina Ambiente che svolge il servizio. Oltre ai benefici di cui è convinta Lbc, ci sono costi e rischi da valutare anche alla luce di quanto affermato dai curatori fallimentari della Latina Ambiente convocati la scorsa settimana in commissione Trasparenza. Al di là del famigerato rapporto crediti/debiti tra il Comune di Latina e la sua società fallita, che non si sa ancora come sarà risolto e quanto sarà il conto che l’ente e quindi la città dovrà pagare, sono emerse le difficoltà a cui il Comune potrebbe andare incontro nella partecipazione alle aste dei beni della Latina Ambiente ammesso che l’amministrazione comunale voglia prendervi parte. Diversamente, il Comune dovrà programmare un investimento sostenibile per un’azienda nuova di zecca. Un progetto ambizioso ma pieno di insidie.

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