Latina, manutenzione verde pubblico: a Borgo Carso il parco-foresta per un’avventura unica, qui serve una task force

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Speriamo che gli 11.500 euro messi a disposizione dal Comune di Latina, per le associazioni di volontariato che hanno accettato di provvedere agli interventi “urgenti” di manutenzione del verde pubblico, siano impiegati per Borgo Carso. A segnalare l’emergenza delle emergenze sono i residenti attraverso la pagina Facebook “Borgo Carso, il nostro borgo” con un post ironico quanto drammatico. Le foto a margine rendono bene l’evidenza dello stato di abbandono in cui versa uno degli angoli più caratteristici dell’identità pontina.

“Benvenuti nell’area naturalistica di Borgo Carso – si legge nel post -: ruderi, foreste e praterie vi aspettano per un’esperienza unica. Un posto immerso nella natura che grazie allo sforzo continuo delle autorità è rimasto fuori da ogni tentativo di bonifica da parte dell’uomo. Nel parco è severamente vietato: tagliare l’erba, raccogliere vetri, raccogliere bisogni di cani, inoltre ogni rifiuto deve essere lasciato all’interno per motivi di sicurezza. E’ consigliato portare acqua negli zaini, dato che i beni culturali non hanno dato l’ok a rendere funzionanti le antiche fontanelle risalenti a epoca da definire”.

Ma intanto il ricorso al volontariato per lo sfalcio dell’erba è oggetto di contestazione.

“La normativa – spiega Enrico Tiero, segretario provinciale di Idea-Cuori Italiani – prevede l’utilizzo dei volontari della Protezione Civile solo in casi eccezionali oppure di estrema gravità come catastrofi ambientali o idrogeologiche. È vero che anche io quando ho ricoperto per pochi mesi l’incarico di vice sindaco di Latina ho attinto a questa possibilità ma l’ho fatto per una situazione di estrema emergenza per il blocco degli affidamenti (inchiesta della Procura della Repubblica sullo spacchettamento del verde pubblico, ndr) e in maniera non continuativa. Oggi invece, dopo quasi dieci mesi di governo targati Latina Bene Comune, l’unica soluzione che questa amministrazione ha saputo produrre, per mancanza di programmazione, è quella di utilizzare in maniera sistematica la Protezione Civile. La classica montagna che partorisce il topolino”.

Tiero offre il suo contributo all’amministrazione comunale segnalando che nella sua breve esperienza di vice sindaco aveva “avviato un programma di collaborazione con le categorie degli agricoltori per la cura dei terreni comunali più vasti”. “Purtroppo però non si hanno più notizie di questo programma che potrebbe essere ripreso e messo in atto”, conclude l’esponente politico con un attacco al sindaco Damiano Coletta e a Lbc: “In campagna elettorale ci avevano promesso che ci saremmo abituati al bello, ma solo oggi si sono accorti dell’erba alta e i parchi chiedendo scusa alla città”.

Tornando a Borgo Carso e alla riserva di “giungla” naturale esplosa con la primavera, i residenti si aspettano un intervento concreto. Soprattutto per i bambini. La vicenda della scuola di Borgo Carso è una ferita ancora aperta, una task force contro il degrado sarebbe il primo passo per un’auspicata pacificazione.

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