Danno erariale al Circeo, Schiboni si difende: un castello accusatorio creato ad arte

Giuseppe Schiboni
“Tutte le ipotesi formulate dalla Corte dei Conti si fondano su indagini ed esposti firmati dal segretario generale Francesco Zeoli, sul quale già nel passato avevo espresso dubbi di correttezza sull’azione amministrativa”. Giuseppe Schiboni, uno dei destinatari degli atti giudiziari della Procura regionale presso la Corte dei Conti, con i quali si ipotizza un danno erariale di 676mila euro a fronte di emolumenti ritenuti illegittimi percepiti dai dipendenti del Comune di San Felice Circeo, si difende e passa al contrattacco. Schiboni, consigliere comunale di opposizione, già sindaco e oggi candidato alla carica di primo cittadino del Circeo alle elezioni dell’11 giugno, accusa il segretario generale dell’ente municipale ricordando di averlo già denunciato per altri fatti.
Invitato dalla Procura regionale presso la Corte dei Conti a dedurre rispetto ai fatti contestati, Schiboni in un lungo comunicato afferma quanto segue: “Si è come al solito davanti all’ennesimo tentativo di incidere sulla politica del paese tirando in ballo fatti e circostanze che partono addirittura dal 2004. Tutto questo per arrivare a costruire un castello accusatorio messo su ad arte, omettendo di evidenziare atti e circostanze che dimostrano la corretta buona fede dell’operato delle passate amministrazioni. Gli esempi da fare in ordine alle ottanta pagine inviate la dicono lunga quando parlano di progetti finalizzati che non hanno prodotto nulla per il paese e soprattutto non hanno portato vantaggio alle casse comunali. Il progetto finalizzato relativo alle celebrazioni dei matrimoni civili citato ad esempio nella richiesta della corte dei Conti parla di attività ordinaria che non ha realizzato nessun aumento della produttività del personale e soprattutto non ha portato vantaggi all’ente. Bene, quel progetto ha previsto la possibilità di celebrare i matrimoni di sabato e domenica (aumentando la produttività) e soprattutto ha realizzato entrate cospicue a fronte del pagamento di un paio d’ore di straordinario al personale impiegato. Come del resto anche tutti gli altri progetti si sono svolti (ed è dimostrabile dagli strumenti di rilevazione delle presenze) oltre l’ordinario orario di lavoro con un palese aumento della produttività e vantaggi per l’Ente in termini di servizi all’utenza e alla cittadinanza, con un ristoro in termini economici per le prestazioni extra rese. Circostanze tutte nascoste alle Corte dei Conti in modo chiaro e strumentale. Approfondiremo e chiariremo punto per punto tutti i dubbi espressi dalla richiesta a controdedurre che, sarà un caso, arriva esattamente due mesi prima delle elezioni e per questioni in cui a mio parere è intervenuta già la prescrizione. Un modo come un altro per avvelenare la campagna elettorale o per accendere un dibattito sulle elezioni prossime. Piena fiducia nell’operato della magistratura contabile che saprà serenamente valutare le posizioni di ogni singola persona coinvolta”.

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