Oasi di Ninfa a rischio biogas, Isde e Wwf: non serve un altro mostro inquinante, esistono alternative

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Uno scorcio dell'Oasi di Ninfa, uno dei giardini più belli al mondo

L’Isde di Latina e il Wwf litorale laziale sono contrari alla costruzione di nuovi impianti a biogas alimentati da rifiuti e sottoprodotti: no alla centrale vicina ai Giardini di Ninfa.

La battaglia ambientalista in atto dell’associazione di medici e degli ecologisti del Panda ci concentra, in provincia di Latina, nelle vicinanze dell’Oasi di Ninfa, tra Sermoneta, Cisterna di Latina e Latina Scalo, sito in cui la Regione Lazio ha dato parere favorevole sull’impatto ambientale per la costruzione di un impianto a biogas e al confine tra Latina, Aprilia e Nettuno, in località Le Ferriere, altro sito popolato e dedito all’agricoltura e al rispetto ambientale.

“La provincia di Latina – si legge in una nota stampa a firma congiunta di Pasquale Milo per l’Isde e di Franca Maragoni per il Wwf litorale laziale – ha già pagato a caro prezzo in danni ambientali, essendo una zona delimitata per tanti anni da ben due centrali nucleari, per la presenza di una grossa discarica di rifiuti a Borgo Montello, per l’inquinamento da arsenico nelle acque potabili nella parte alta della provincia, per l’inquinamento da cloruro di vinile nella falda idrica sotto la ex centrale nucleare di Borgo Sabotino. Per cui non è proprio il caso di costruire tale centrale a biogas a 4,5 km dall’ Oasi di Ninfa, un sito paesaggistico, che è nostro patrimonio e ricchezza da conservare per le future generazioni, definito dal New York Times ‘uno dei giardini naturali più belli al mondo’, che dista poco più di 50 chilometri da Roma. Lo sviluppo delle centrali a biogas e biomasse provocherebbe uno sfruttamento intensivo dei terreni agricoli per la coltivazione di materiale, che deve essere poi bruciato e non destinato a consumo umano o animale, determinerebbe inoltre un enorme utilizzo di fertilizzanti e agrofarmaci per tali coltivazioni. Queste centrali a combustione, in particolare, immetterebbero in atmosfera particelle di monossido di carbonio, di biossido di azoto, di polveri sottili, di formaldeide, di anidride solforosa, di anidride carbonica, di idrogeno, di idrocarburi policiclici aromatici, di diossine e ancora  di cadmio, rame, piombo, mercurio nelle ceneri volatili derivanti dalla combustione di legname e di biomasse producendo ulteriore inquinamento dovuto all’aumento dell’utilizzo di mezzi pesanti per trasportare le migliaia di tonnellate di materiale alla centrale”.

L’Isde di Latina e il Wwf Litorale Laziale esortano le istituzioni, Regione Lazio, Provincia di Latina e Comuni di Latina, di Aprilia e così pure i Comuni di Sermoneta, Norma e Cisterna di Latina, che sono posizionati nelle aree a rischio, a fare tutto ciò che è nelle loro possibilità per bloccare la costruzione di tali centrali.

Per le due associazioni le soluzioni alternative a questi “mostri inquinanti” ci sono e vanno ricercate in una rigorosa e corretta gestione dei rifiuti che, se realizzata attraverso la raccolta differenziata “porta a porta” e con una reale politica del riuso, del riciclo e della riduzione dei rifiuti, non ha alcun bisogno della realizzazione di impianti di biodigestione.

“In particolare – fanno sapere Isde e Wwf -, per smaltire le biomasse agricole, i rifiuti dei frantoi e quant’altro di vegetali di scarto, si deve promuovere il compostaggio aerobico domiciliare, di quartiere e industriale, specie in territori prettamente agricoli. Il compostaggio aerobico demolisce la sostanza organica quali residui di potatura, scarti di cucina, rifiuti del giardinaggio, in modo naturale e non produce gas combustibili. Tale sostanza organica produce un fertilizzante ottimo per l’impiego in agricoltura, al contrario l’anaerobico, agisce a caldo con produzione di metano, altri gas e di percolato liquido inquinante.

In definitiva per la produzione di energia pulita basta incrementare le fonti veramente rinnovabili (solare, eolico, moto marino ecc.). Le alternative al trattamento dell’umido, stallatico ed organico sono i biotunnel (per le esigenze delle grandi città o dei grandi allevamenti) oppure le compostiere di quartiere (due compostiere aerobiche Neter ogni 15.000 abitanti circa) e le semplici compostiere da giardino ad uso domestico.

“Noi come Isde Latina e come Wwf Litorale Laziale desideriamo solo che, oltre alle centrali, purtroppo già esistenti,  non ne vengano costruite altre nella nostra provincia soprattutto vicino a Paesi sempre attenti al rispetto ambientale e alla salute dei cittadini”, concludono Milo e Maragoni.

 

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