Mancini si è ripreso il Latina Calcio. E ci crede davvero!

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In un’affollata sala congressi del Park Hotel di Latina il nuovo presidente nerazzurro Benedetto Mancini ha svelato e ripetuto programmi e propositi per la gestione presente e futura della sua ritrovata società. Ha potuto farlo dopo che i curatori fallimentari hanno aperto la busta contenente la sua offerta, l’unica presentata per il terzo esperimento di vendita, ad una base d’asta di 720mila euro.  Tra i vari argomenti trattati, il più ricorrente è stato quello della serie B: secondo Mancini la salvezza è ancora alla portata, tutti devono crederci. A partire da Vivarini.

DETTAGLI SULLA “MENS SANA”  E SUI LEGAMI “BULGARI”

Mancini ha chiarito che è la “Mens Sana Latina Srl” la nuova società aggiudicataria del titolo, comunque in attesa di ratifica al termine di un iter che dovrebbe concludersi a giugno. Il neonato club ha come numero di matricola il 94662 ed è  affiliato alla Figc grazie alla disponibilità del Nuovo Latina “che non abbiamo acquisito ma che ci ha messo a disposizione il suo campo”. Mancini ha anche precisato che la Mens Sana è sua al 90% , mentre il 10% è detenuto dalla Cmt, società di marketing e comunicazione legata a Daniele Moscariello, presente al fianco del patron insieme all’avvocato Renato Archidiacono. Mancini ha poi parlato di progetto internazionale: “C’è un accordo con il mio partner bulgaro, con il quale condivido svariate iniziative in un lavoro che mi impegna ormai da cinque anni, che prevede uno scambio di azioni con il Levski Sofia: il club acquisirà una parte di quote del Latina e noi faremo altrettanto. E’ un progetto internazionale che porterà allo scambio di giocatori, all’organizzazione di partite all’estero e a tante altre iniziative”.

“I LEONI TORNANO A RUGGIRE”

Mancini ha invitato tutti a credere in un progetto importante, a partire da una salvezza tutt’altro che compromessa: “La matematica è dalla parte nostra e gli altri non sono fenomeni, ci sono 18 punti in palio e non temo le penalizzazioni, quindi possiamo farcela. Porteremo avanti un progetto sui giovani e sulle scuole calcio per far sì che questa società sia un fiore all’occhiello per il calcio italiano. Potevamo aspettare la quinta asta ma non lo abbiamo fatto perché abbiamo fiducia nella squadra. Mi farebbe piacere vedere i leoni tornare a ruggire, magari con l’aiuto di tutti e con uno stadio nuovamente pieno”.

TROPPI SOLDI PER UNA LEGA PRO? IMPORTANTE E’ PIANIFICARE

Mancini ha anche ribadito che in caso di retrocessione si lavorerà per allestire un organico all’altezza,  in grado di riprendersi subito la cadetteria. Per sanare i debiti sportivi bisognerà affrontare spesa almeno quattro volte superiore al valore della terza serie, ma questo non preoccupa l’imprenditore romano: “E’ un normale rischio di impresa, si fa un progetto pensando a pro e contro. Tutto sta nello spalmare il debito che vai ad accumulare. In B lo recuperi in tre anni, in Lega Pro in cinque. Il nostro progetto aziendale e sportivo ha un ritorno in X anni con la B, in Y anni con la Lega Pro. Ogni cosa deve essere certificata, valutata e confortata. Il ritorno, se fatto bene, ce l’hai sempre”.

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