Circeo, Schiboni: l’organismo di liquidazione ci dà ragione, il dissesto non c’era e chiederemo i danni

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Giuseppe Schiboni
“Lo abbiamo sempre sostenuto che il dissesto finanziario è stato un bluff voluto dall’attuale amministrazione e finalmente la commissione straordinaria di liquidazione con la Delibera n. 2 del 7/4/2017 (pubblicata all’albo pretorio) ha ristabilito l’ufficialità dei numeri. L’attuale amministrazione ha sempre dichiarato che il disavanzo dell’ente era di quasi 7 milioni di euro, determinato a loro modo di vedere da una “mala gestio” delle precedenti amministrazioni Schiboni e Cerasoli. Un falso clamoroso che finalmente viene smentito oggi dalle cifre della relazione finale della commissione di liquidazione ministeriale, che porta al proprio attivo un saldo positivo di 44 mila euro”.
E’ Giuseppe Schiboni, consigliere comunale di opposizione e attualmente candidato sindaco per le elezioni dell’11 giugno, che torna a parlare di dissesto finanziario del comune di San Felice Circeo dopo aver letto la conclusione delle attività poste in essere dalla commissione. “Ora chiediamo che della relazione ne prenda atto ufficialmente il consiglio comunale – ha detto Schiboni – perché vogliamo in maniera chiara stanare le tante bugie raccontate ai sanfeliciani dall’attuale amministrazione: i  risultati ufficiali della commissione ministeriale addirittura restituiscono un attivo di cassa di 44 mila euro quale differenza tra debiti pagati e crediti riscossi. Ma certo a far discutere non solo saldo attivo della situazione esistente alla data del dissesto, ma proprio quella differenza tra le cifre indicate dagli amministratori attuali (7 milioni di euro di debito) all’epoca del dissesto e le cifre esatte conclusive messe nero su bianco nella delibera della commissione straordinaria di liquidazione. Oltre il 50% del debito decantato  dagli attuali amministratori era inesistente, e non solo: nella delibera della commissione ministeriale si attesta anche che a fronte dei debiti  esistevano crediti per un importo ben superiore tali da generare una differenza positiva. Ma è sufficiente un esame più attento della relazione conclusiva della commissione straordinaria di liquidazione per accorgersi di un dato ancora più eclatante: il risultato positivo, ad oggi di 44 mila euro, potrebbe addirittura raggiungere un avanzo impressionante. Infatti la commissione attesta, a pag.6 degli allegati alla relazione finale, che esistono ancora crediti precedenti al 2012 non prescritti e richiesti dalla commissione ministeriale  per un importo di oltre  1.500.000  di euro che, se fossero incassati per intero genererebbero, al netto delle attuali controversie in essere e della restituzione del contributo statale, un risultato positivo per l’astronomica cifra di  1.000.000 di euro .
E’ a dir poco scandalosa la situazione che emerge leggendo gli atti ufficiali della commissione ministeriale. Di certo, visti i dati  emersi, ci faremo promotori di un’azione di risarcimento danni in sede civile e chiederemo che venga fissata la data per la discussione nel merito del ricorso contro il dissesto già presentato nel 2013, ancora pendente. Finalmente la verità sullo stato di salute dei conti del comune di San Felice Circeo lasciato dalle precedenti amministrazioni Schiboni e Cerasoli  è emerso in maniera chiarissima  ed incontrovertibile”.
Concordi con il giudizio severo espresso dal candidato sindaco anche gli altri due consiglieri di opposizione Vincenzo Cerasoli e Monia Di Cosimo.
 “Volevano (si riferisce agli esponenti di maggioranza, ndr) far scattare profili di responsabilità per le vecchie giunte comunali – ha detto Schiboni – in un modo discutibile e temerario che hanno pagato con sacrificio i sanfeliciani, sacrificio sia economico che in termini di immagine del nostro paese. Abbiamo sempre sostenuto con forza l’erroneità delle cifre dichiarate quali debiti dall’attuale amministrazione ed oggi finalmente la verità è venuta a galla. Abbiamo la prova chiara che la fantasia dell’attuale amministrazione ha varcato la soglia del buon senso e del buon padre di famiglia. In cinque anni, invece di produrre a favore della collettività, hanno frenato lo sviluppo ed i servizi per i cittadini che sono stati gli unici ad essere veramente penalizzati”.

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