Impianto di mitilicoltura a Minturno, fuoco incrociato sulla Regione

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Nicola Zingaretti

“Ancora una volta siamo costretti a rimarcare come destra e sinistra preferiscano rimanere ancorate al ricatto dei privati dimostrando, una volta di più, incapacità politica e inettitudine”. Ad affermarlo è Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, sollecitata a intervenire dalle associazioni ambientaliste, Italia Nostra, Legambiente, Lega Navale Italiana, incontratesi domenica a Scauri di Minturno con il sindaco Gerardo Stefanelli e il presidente del Parco Regionale Riviera d’Ulisse, per dire “no” all’istallazione di un impianto di mitilicoltura di 305.000 metri quadrati nello specchio d’acqua antistante la Baia di Monte d’Oro. “Si tratta – ha aggiunto il consiglire regionale pontino di maggioranza, Enrico Forte del Pd mostrando contrarietà al progetto – di uno degli angoli più suggestivi sotto l’aspetto turistico e paesaggistico del Comune di Minturno, la cui economia si basa prevalentemente sul settore turistico–balneare. Dal 9 gennaio 2014 è in corso l’iter amministrativo che potrebbe consentire alla cooperativa ‘La Marea’, con impianti già esistenti a Gaeta ed a Bacoli, di ottenere una concessione anche a Scauri per la realizzazione di un impianto di mitilicoltura”.

Gaia Pernarella
Gaia Pernarella, consigliere regionale del M5s

“E’ da oltre un anno, attraverso sub emendamenti e question time, l’ultimo a inizio febbraio – lamenta invece il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle –, che chiediamo un intervento chiaro sull’argomento senza che la Giunta Regionale, però, prenda una posizione, così lasciando il mare del Lazio in balia degli imprenditori privati. Ancora una volta siamo costretti ad affermare che la Giunta regionale naviga a vista dimenticando qualsiasi pianificazione e mettendo a rischio la vocazione naturale del territorio: la Regione non ha tuttora una chiara normativa di riferimento. Quello che ha è un articolo riparatore in una legge sulle Ville e dimore storiche in cui con un nostro emendamento abbiamo tentato di imporre un adeguamento alla direttiva europea che disciplina l’uso degli specchi marini a fini commerciali: 180 giorni perché la Regione procedesse alla pianificazione. Oltre ad aver inserito che a questa pianificazione venissero preceduti i pareri vincolanti dei Comuni che del proprio territorio devono necessariamente essere attori e responsabili. Sono trascorsi mesi ma nulla è stato fatto favorendo, di fatto anche giudiziariamente, quei privati che hanno interesse solo a garantirsi un proprio vantaggio a discapito, però, dell’intera comunità che già più volte si è espressa in modo fermamente contrario a queste speculazioni. Fino a oggi siamo stati l’unica forza politica a produrre atti sul tema: degli incontri politici nelle segrete stanze dei partiti che compongono il Consiglio Regionale non è dato sapere nulla, se non l’eco di un desolante silenzio”.

Enrico Forte, consigliere regionale del Pd
Enrico Forte, consigliere regionale del Pd

Ma proprio oggi il consigliere Forte ha preannunciato un’interrogazione al presidente della giunta regionale Nicola Zingaretti e al suo assessore all’ambiente per “conoscere, considerate le molteplici espressioni di dissenso espresse dalla comunità locale, quale sia lo stato reale del procedimento amministrativo suddetto e se non sia necessario avviare al più presto le procedure per il Piano di Classificazione delle Acque, necessario ed indispensabile per qualunque tipo di insediamento nelle località marine nel nostro territorio”.

Di seguito il video del question time in Regione del 1° febbraio 2017

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