In barca per proteggere gli uccelli di Ponza e Palmarola. Lac e Cabs ringraziano l’Arma… aspettando le scuse di Vigorelli

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Volontari in arrivo a Palmarola

“Siamo lieti che anche l’Arma dei Carabinieri abbia deciso di ripristinare i campi antibracconaggio su Ponza e Palmarola”. Così Alexander Heyd, direttore generale del Cabs, l’associazione ambientalista che ha affiancato la Lac nella battaglia antibracconaggio sulle isole pontine, a pochi giorni dall’ultimo blitz dei carabinieri forestali che ha portato al sequestro di armi e munizioni. “Era un segnale da dare – afferma Heyd -. Noi continueremo fino alla fine della migrazione a presidiare le isole, per valorizzarne la grande bellezza naturale, e a collaborare con le forze dell’ordine. Stiamo invece ancora aspettando le scuse del sindaco per i suoi ignobili quanto infantili attacchi contro i nostri volontari, ma evidentemente Vigorelli è più interessato a togliere la protezione a Zannone che ad aumentare quella di Palmarola”.

“Oltre vent’anni di attività di contrasto e denuncia sul campo hanno notevolmente trasformato l’originario inferno degli uccelli migratori rappresentato dalle isole Pontine”, raccontano i volontari della Lac. All’inizio dei campi della Lega per l’abolizione della caccia, affiancata nel tempo dal Cabs, “Ponza e Palmarola erano lo scenario per uccisioni primaverili di migliaia di piccoli uccelli insettivori, tortore e quaglie attuate a fucilate e utilizzando le piccole tagliole innestate con una camola: oggi, grazie proprio ai campi primaverili di protezione degli uccelli questa realtà è stata ricondotta a dimensioni più contenute; ma il problema non è stato di certo superato… anzi”.
Per far fronte alle scorribande di gruppetti di bracconieri ponzesi sulla prospiciente Palmarola, le due associazioni per il 2017 hanno messo in campo anche una barca che ha attraversato il Tirreno per raggiungere i lidi ponzesi. Grazie a questa i volontari possono osservare dal mare e presidiare efficacemente da terra l’isola delle palme nane. “Già a inizio marzo, in pieno periodo di divieto – riferisce un volontario – abbiamo visto un gruppo di cacciatori recarsi sull’isola per sparare a centinaia di tordi di ritorno ai siti di nidificazione.
“Abbiamo raccolto materiale video e trasmesso il tutto al Nucleo Operativo Antibracconaggio dell’Arma dei Carabinieri” – commenta Heyd – Uno a uno li dobbiamo denunciare tutti alle forze dell’ordine, sia chi pensa di poter continuare a sparare e trappolare impunito a Palmarola, sia chi ancora piazza le trappoline su Ponza. Pensano che sia un gioco o un modo di sfidare i controlli, ma non si rendono conto del danno gratuito che infliggono ai migratori. Le isole pontine sono un magnete per la migrazione, forse il sito più importante d’Italia dopo lo Stretto di Messina e non si può accettare che venga depauperato da un manipolo di sconsiderati”.
Cabs e Lac hanno rinvenuto anche quest’anno una decina di trappole su Ponza ed evidenziato alcuni siti sospetti su Palmarola. Sulla base di queste segnalazioni è poi intervenuto il Noa che ha saputo scoprire il deposito di un migliaio di cartucce oltre a tre fucili occultati nella macchia e a cui vanno i ringraziamenti delle due associazioni ambientaliste.
Codirosso rinvenuto con la zampa rotta in una trappola a Ponza
Codirosso rinvenuto con la zampa rotta in una trappola a Ponza

 

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