Marina di Latina, 120mila euro per riparare le passerelle: scandalo al sole aspettando la Vas, Bandiera Blu addio

L’hanno chiamata “Latina anche città di mare”, ma l’omonimo mega progetto a firma degli assessori Gianfranco Buttarelli e Cristina Leggio, pensato per incamerare finanziamenti pubblici, rischia di trasformarsi in una colossale beffa. Ne è convinta Rita Schievano, attivista del meet-up cinque stelle “256 i grilli e le cicale” che da tempo segue con particolare attenzione le sorti della Marina di Latina denunciando situazioni di degrado e proponendo soluzioni che possano favorire il rilancio economico del litorale.

Rita Schievano
Rita Schievano

“E’ passato anche il primo maggio – commenta la ‘cicala’ – e su 28 lidi ad oggi sono stati aperti 2/3 stabilimenti. Alla faccia dell’ordinanza di mini-destagionalizzazione, che come ho denunciato tempo addietro resta inapplicabile: a fine marzo si dava la possibilità ad aprire dal primo aprile ma una struttura balneare non può essere ‘rimontata’  in 48 ore, necessita di impianti elettrici, idraulici, oltre ovviamente al posizionamento ligneo della struttura; e per le Scia commerciali si devono attendere i tempi dell’ufficio. E purtroppo resta inapplicabile anche la delibera di settembre 2016 relativa alla destagionalizzazione: è necessaria una conferenza servizi con la Provincia, ente che deve rilasciare il parere idrogeologico su cui tanto si è dibattuto”. L’attivista cinque stelle non vuole passare per una “Cassandra” ma è sicura che per la Marina i mesi bui sono tutt’altro che terminati: “Il ripascimento resta un miraggio. Se non si provvede subito l’intervento programmato per via Massaro resterà una cattedrale nel deserto, mentre è già sfumata l’occasione di un’altra Bandiera Blu. Quest’anno Latina se la potrà scordare. La verifica Fee avrà luogo entro la fine di maggio e le passerelle stanno peggio di due anni fa. E il verde pubblico che circonda le aree di sosta sono diventate una giungla come nelle altre zone della città. Senza la Bandiera Blu non vi sarà obbligo di differenziare i rifiuti”.

Nicola Calandrini
Nicola Calandrini

Il consigliere Nicola Calandrini, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha fatto proprio l’appello lanciato il 31 marzo da Rita Schievano finalizzato a chiedere un question time a tema per pretendere risposte da chi sta governando la città di Latina in merito all’iter avviato per la Valutazione ambientale strategica necessaria all’approvazione del nuovo Piano di utilizzazione degli arenili, ritenuto indispensabile per una vera destagionalizzazione. “Attraverso un’interrogazione a risposta immediata rivolta al sindaco Damiano Coletta – ha fatto sapere Calandrini il 29 aprile scorso -, ho chiesto di conoscere tutti gli aspetti relativi alla Vas ed al Pua, e come l’amministrazione si stia muovendo in tal senso. Ho un gran timore però che, ancora una volta, questa maggioranza non sia andata oltre le solite enunciazioni di principio e che, per gli operatori della nostra Marina, si prospetti ancora un lungo e buio periodo di attesa.” L’esponente di opposizione ha chiesto di conoscere come stiano procedendo gli atti amministrativi relativi allo strumento volto alla lottizzazione di nuove aree ed al completamento dell’edificazione nelle zone di espansione, che dovrebbe andare a sostituire quello del 2007, “senza il quale non potrà esserci nessun tipo di intervento atto a rilanciare la vita e le attività economiche sulla Marina e chi ne sia il tecnico responsabile”. Calandrini ha chiesto anche di conoscere se a seguito dell’ordinanza del 28 marzo 2017 (mini-destagionalizzazione) sono state autorizzate opere di sistemazione delle strutture medesime e se “no” per quale ordine di motivi ed inoltre se le passerelle che consentono il regolare accesso all’arenile, siano state adeguatamente mantenute operative ed utilizzabili da tutti senza pericoli.

L’interrogazione del capogruppo di Fratelli d’Italia stimola ulteriormente Schievano a mettere in luce un altro aspetto oscuro della Marina sul fronte delle passerelle. “Mi chiedo se non ci troviamo difronte ad un caso da Procura. Nell’estate 2015 – spiega l’attivista cinque stelle – il Comune di Latina (periodo Barbato) ha aggiudicato la gara ‘100’, importo di circa 78mila euro, che prevedeva la posa delle torrette per il salvamento e il ripristino delle passerelle. Ebbene, non sembra che sia stato eseguito alcun lavoro. Abbiamo documentazione fotografica che attesta lo stato delle passerelle di allora; oggi versano nello stesso stato e in alcuni casi anche peggio. Dopo i sequestri e in vista della verifica Fee per la ricandidabilità di Latina Bandiera Blu, nella primavera del 2016, è stata indetta un’altra gara (periodo Barbato), importo di 38mila euro, vinta da altra ditta. L’unico intervento svolto, per un importo di 6.500 euro, ha riguardato la messa in sicurezza della passerella davanti al lido Amarilly, consistente in una corda attaccata ad una recinzione limitrofa per assicurare la copertura in legno. Mi domando come è stato possibile che dopo due gare per il ripristino e messa in sicurezza delle passerelle oggi risultano ancora rotte e pericolose per gli utenti del mare. Non basta esporre un cartello con su scritto ‘struttura pericolosa’. Il bene comune è anche garantire ai cittadini e ai suoi ospiti l’accesso alla spiaggia visto che, per altro, una parte del litorale è fatto di duna ‘incalpestabile’ ai sensi dei vincoli del Parco e delle convenzioni internazionali di tutela ambientale. Il bene comune è anche garantire l’esercizio delle attività economiche mettendole in condizioni di operare in un’ottica di sostenibilità. Oggi le passerelle versano in uno stato pietoso. Ecco perché dico che quest’anno la Bandiera Blu ce la potremo soltanto sognare”.

Ad aprile 2016 Rita Schievano, a proposito delle passerelle, del degrado della Marina e del problema dell’erosione lanciò una petizione attraverso Change.org (leggere qui).

 

 

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