Un tè con l’autore. Claudio Volpe: scrivere è come respirare.

Un tè con l’autore ospita oggi un giovane scrittore Claudio Volpe.

Così dice di lui Dacia Maraini : “sa raccontare con una così incisiva  carica narrativa il dolore umano e fornire uno sguardo viscerale sul mondo . sulla sofferenza e su quel vuoto che ogni essere umano ha sentito almeno una volta dentro di sé”. 

Ecco invece cosa ci ha raccontato lui stesso.


D. Benvenuto Claudio. Sei molto giovane ed hai già al tuo attivo diverse pubblicazioni e alcuni prestigiosi riconoscimenti: come è iniziata la tua carriera di scrittore ? Hai sempre saputo che  nel tuo futuro ci sarebbe stata la scrittura?


Ho iniziato a scrivere fin da piccolo perché per me la scrittura è stata sempre un modo di affrontare la vita, di comprendere, quasi un sinonimo di respirare.
All’età di ventuno anni pubblicai il mio primo romanzo e venni notato da Dacia Maraini la quale volle presentarlo al Premio Strega.
Per tale ragione dico di essere stato scoperto da lei perché è stata proprio questa grande scrittrice  a permettermi di entrare nel mondo letterario italiano e di provare a diventare
scrittore.
La scrittura fa parte di me da sempre, da quando ne ho memoria e sono certo che mi accompagnerà per il resto della vita perché su di essa io mi poggio per esistere.
Il mio ultimo lavoro è “La traiettoria dell’amore”, romanzo candidato al premio Strega di
quest’anno.IMG_1818
D. Parlaci del tuo incontro con Dacia Maraini.

Come dicevo, Dacia Maraini ha notato il mio primo romanzo e lo presentò al Premio Strega. Nel tempo ho stretto con lei un rapporto di profonda amicizia, di stima e collaborazione che si è manifestato e si manifesta tuttora nel viaggiare insieme, nel confrontarci, nell’andare a teatro.

Per me lei è un fondamentale punto di riferimento come scrittrice e come persona.
Ogni giorno mi insegna cosa voglia dire essere scrittori che lottano per dare il proprio contributo alla crescita di una società.Banner_Premio_Strega_Volpe
D. Nel tuo ultimo libro , e non solo, si parla di rapporti omosessuali : un tema delicato ed attuale che riesci ad affrontare con forza e delicatezza al tempo stesso. Quanto è importante per te parlare di omosessualità? Credi che la letteratura possa essere il giusto mezzo per parlare di alcuni particolari argomenti ed arrivare al cuore della gente?
 
Credo che la letteratura abbia il dovere di parlare di tutto e di raccontare soprattutto l’indicibile purché con parole giuste.
Lo scrittore ha il compito di trovare le parole adatte per raccontare la vita e le sue contraddizioni, di dare voce a chi voce non ha perché umiliato o escluso.
Il tema dell’omosessualità è di grande importanza e attualità. Non è ammissibile nel 2017 che ancora ci siano pregiudizi in merito.
L’omosessualità non è una malattia e l’amore è sempre amore a prescindere dall’orientamento sessuale.
Raccontare storie relative a questo tema consente a chi legge di scoprire una realtà che spesso ignora del tutto e giudica solo in base a pregiudizi dovuti all’ignoranza.
La vita è qualcosa di meravigliosamente complesso e questa complessità va rispettata. E amata.

D. Claudio e la felicità
 
La felicità è ciò attorno a cui mi interrogo e indago nei miei libri.
Cosa essa sia, come raggiungerla.
Ad oggi credo che la felicità sia uno stato di serenità, un essere sazi delle proprie giornate,
appagati dalla bellezza delle cose.
Soprattutto credo che la felicità possa essere tale solo se condivisa.
D. Quanto e quale lavoro c’è dietro la stesura di un libro ?
Molto. Bisogna vivere in primis.
In secondo luogo raccontare la vita che si è vissuta, le cose viste, le esperienze fatte, i dolori
provati o scoperti.
Un testo va letto e riletto, scritto e riscritto.
La scrittura è imitazione della realtà ma la realtà è qualcosa di estremamente complesso e inafferrabile.
La difficoltà sta nel correre dietro ad essa per poterla poi raccontare.
D. Quali i tuoi progetti futuri ?
Scrivere, scrivere, scrivere.
D. Se potessi dare un consiglio ad un giovane che volesse intraprendere la carriera di scrittore cosa potresti dirgli?
Leggere, leggere, leggere. E poi leggere ancora.
Solamente dopo iniziare a scrivere ed esercitarsi molto nella scrittura,quotidianamente.
D.  Quindi un buono scrittore è anche un buon lettore e viceversa?
Uno scrittore che possa dirsi tale è innanzi tutto un ottimo lettore, un lettore vorace che sa perdersi tra storie e parole.
Non esistono scrittori che non siano lettori.
Se uno vuole scrivere senza amare la lettura è già sulla strada sbagliata.
D. I tuoi libri preferiti
Non ne ho uno preferito.
Amo specialmente scrittori, o meglio scrittrici come Margaret Mazzantini, Alda Merini, Melania Mazzucco, Dacia Maraini.
D. La giornata tipo di un giovane scrittore
Svegliarsi e leggere per ore. Poi scrivere tutto il giornoIMG_2029
Questa foto ritrae Claudio ospite a Canale 5 per presentare il suo ultimo libro.
E’ proprio così che io l’ho scoperto e sono andata alla ricerca di notizie più approfondite .
Poi , ovviamente, è scattata la voglia di conoscerlo meglio, visto che tra l’altro vive in provincia di Latina quindi vicinissimo a me,   e di presentarlo a voi .
Non è soltanto un giovane autore. E’ , secondo me , un grande autore: dotato di una sensibilità straordinaria , della capacità di immedesimarsi nel dolore e nella felicità altrui al punto di sentirli propri e di sentire la necessità di rappresentarli in un racconto .
I suoi personaggi sono vivi e veri , come vivo e vero è il suo entusiasmo per la scrittura.
Come sempre per me è stata una bellissima esperienza.
Non mi resta che ringraziarlo e dare a tutti voi appuntamento a presto.
Io vado a leggere La traiettoria dell’amore  🙂
 
Clelia 

 

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