Latina, arrestato pedofilo ai giardinetti. Era andato al suo primo appuntamento con la vittima prescelta, un ragazzino di età inferiore ai 14 anni

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E’ stato arrestato ai giardinetti di Latina al suo primo appuntamento con la vittima prescelta, un ragazzino di età inferiore ai 14 anni. A finire in carcere con l’accusa di tentata violenza sessuale aggravata è stato un 35enne di Velletri che nel tardo pomeriggio di ieri ha raggiunto il capoluogo pontino, per incontrare l’adolescente adescato su Facebook e contattato attraverso la relativa applicazione messanger. Un appuntamento trappola. Quando è arrivato al parco Mussolini ha visto il ragazzino, riconosciuto dalla foto del suo profilo Facebook, lo ha chiamato per nome, lo ha avvicinato e lo ha condotto verso la sua automobile. Ma all’apertura degli sportelli i carabinieri, appostati in borghese e usciti allo scoperto in quel momento, hanno fatto scattare le manette. L’arrestato è risultato già noto alle forze dell’ordine per adescamento e corruzione di minori e atti osceni in luogo pubblico. Davanti ai militari ha tentato di giustificarsi: “Io volevo solo scherzare”.

Il blitz dei carabinieri del Nucleo investigativo e della stazione di Latina è scaturito da una breve indagine, coordinata dal sostituto procuratore Luigia Spinelli, avviata qualche giorno fa grazie alla denuncia dei genitori del ragazzino. Era stato proprio lui a confidarsi con loro, mostrandogli le conversazioni avute con l’uomo attraverso messanger nelle quali il 35enne gli faceva richieste esplicite in cambio di denaro. Su suggerimento dei carabinieri, l’adolescente consapevole del rischio a cui andava in contro ha accettato di collaborare mantenendo in vita il contatto. Poi l’appuntamento ai giardinetti in una condizione di massima sicurezza. Presenti ieri oltre venti militari pronti anche ad un inseguimento nel caso in cui il pedofilo avesse agito con rapidità e i genitori del ragazzino per un pronto sostegno affettivo.

L’operazione dei carabinieri mostra ancora una volta quanto sia importante rivolgersi alle istituzioni. In questo caso va segnalata anche la sensibilità dei genitori attenti alla crescita e all’educazione del proprio figlio capace, nonostante l’età, di percepire il pericolo e di affidarsi a loro. La rete internet è una porta costantemente aperta attraverso la quale passa il bene e il male. Indispensabile quindi il contributo offerto in questi ultimi anni dall’istituzione scolastica, organizzando incontri tra i ragazzi e le forze dell’ordine sul rischio a cui si espongono attraverso l’utilizzo dei social.

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