Comune di Latina, ridurre i costi della politica del 10% per finanziare start-up innovative. La mozione

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Il Consiglio comunale di Latina

Spesi in trenta giorni 24.327 euro in gettoni. Per chi fa i salti mortali per arrivare a fine mese, e sono in molti anche nel capoluogo pontino, la cifra che il Comune di Latina assicura per l’esercizio dello svolgimento dei compiti istituzionali dei propri consiglieri democraticamente eletti in maggioranza e opposizione, pur se legittima, appare una beffa. La somma di 24.327 euro è relativa alle presenze dei consiglieri nelle sedute dell’assise civica e delle commissioni nel solo mese di aprile 2017.

Marina Aramini
Marina Aramini

Per “fortuna”, guardando alle finanze comunali, il mese scorso a Latina non ci sono state riunioni di Consiglio comunale ma solo di commissione. Il che significa che se il peso sulle casse municipali è mediamente ridotto rispetto ad altri periodi di osservazione, dal punto di vista politico l’amministrazione non ha dato il meglio di sé: completamente assente nel massimo consesso civico. Ma tant’è. E paradossalmente chi è più operativo rischia di apparire il più gravoso per le casse comunali. E’ il caso dei consiglieri più presenti nelle commissioni di aprile, Marina Aramini, Massimiliano Carnevale, Emanuele Di Russo, Celestina Mattei, Giovanna Miele e Nicoletta Zuliani che hanno totalizzato tra le 16 e le 13 presenze. Eccellono in termini di risparmio e quindi di inattività Giorgio Ialongo e Laura Perazzotti, il primo con zero presenze e la seconda con due presenze.

Damiano Coletta e Felice Costanti
Damiano Coletta e Felice Costanti

L’importo di aprile moltiplicato banalmente per 12, sfiora la ragguardevole cifra di 300mila euro in un anno. E di fronte a tale importo spiace assistere alle assenze: oggi nella seduta di question time l’assessore Antonella Di Muro chiamata a rispondere ad una interrogazione, poiché impossibilita per sopraggiunto e inderogabile impegno, aveva delegato la sua collega di giunta Cristina Leggio, anche lei però assente di fatto per lo stesso motivo, con la conseguenza che la discussione dell’argomento è stata rinviata ad altra data con un possibile costo aggiuntivo di seduta di Consiglio a cui il consigliere interrogante non potrà mancare. Tornando alla cifra dei 300mila euro la stessa non esaurisce il costo annuo della politica. Vanno aggiunte le indennità di carica spettanti al sindaco, agli assessori e al presidente del Consiglio comunale. Anche queste tutte legittime. Come legittimo risulta il rimborso che il Comune per legge è tenuto a riconoscere ai datori di lavoro privati o enti pubblici di natura economica presso i quali gli amministratori comunali svolgono la loro attività lavorativa. Solo per fare un esempio, per il primo bimestre 2017 il Comune di Latina paga alla multinazionale Monsanto 2.970 euro per i permessi che concede all’assessore alle Attività produttive e Agricoltura Felice Costanti, farm manager della compagna americana, per lo svolgimento del suo incarico nell’esecutivo del sindaco che per questo percepisce specifica indennità. Sia ben chiaro, tutto lecito e legittimo. Ma ciò non toglie che in periodi di carestia il costo della politica risulta stonato. E chi prova a contestarlo viene tacciato di populismo.

Ne sa qualcosa il candidato sindaco di Sabaudia Giada Gervasi che, per aver messo nero su bianco di ridurre, se eletta, le indennità e il valore attribuito ai gettoni di presenza e di abolire i rimborsi per le spese di benzina degli amministratori, è oggetto di continui attacchi talvolta anche al di fuori della normale dialettica politica.

Alessandro Calvi e Nicola Calandrini
Alessandro Calvi e Nicola Calandrini

I consiglieri comunali di Latina Nicola Calandrini e Alessandro Calvi, entrambi all’opposizione di Latina Bene Comune, hanno depositato una mozione con la quale chiedono ai colleghi dell’assise civica di impegnare, attraverso gli atti necessari, se stessi, il sindaco Damiano Coletta e la sua giunta, per quanto di competenza, alla riduzione di indennità e gettoni di presenza “per sostenere finanziariamente nuove iniziative imprenditoriali sul territorio comunale”. “L’attuale situazione di crisi economica nazionale – osservano i sottoscrittori della mozione – ha colpito duramente anche la nostra città creando notevoli difficoltà economiche alle famiglie, soprattutto a causa di un preoccupante incremento della disoccupazione, in particolare giovanile, e la la pubblica amministrazione, anche a livello locale, ha il dovere di promuovere la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, l’occupazione”.

Calvi e Calandrini ritengono che l’amministrazione comunale possa contribuire al raggiungimento di tali obiettivi attraverso la programmazione di azioni tese a rendere Latina una città più aperta all’innovazione e più protesa verso un futuro nel quale a chiunque, cittadino giovane e non giovane, sia concessa l’opportunità di trasformare il proprio talento in iniziativa imprenditoriale. “A tal fine – scrivono – è necessario destinare risorse finanziarie che, considerata l’attuale critica situazione economico-finanziaria del Comune Di Latina, possono essere reperite attraverso la riduzione dei costi relativi alle indennità spettanti al sindaco, agli assessori comunali e al presidente del Consiglio e dei gettoni di presenza spettanti ai consiglieri”.

Nel concreto gli esponenti di opposizione di Fratelli d’Italia e Lista Calvi propongono la riduzione di indennità e gettoni nella misura del 10% e a “destinare le economie determinate, alla concessione di contributi a fondo perduto finalizzati a promuovere la nascita di startup innovative capaci di sviluppare progetti ad alto valore tecnologico in grado di generare crescita economica ed occupazione, in particolare giovanile”.

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