La casa viola. Capitolo Ottavo

158

Eccomi finalmente con l’ottavo capito della mia storia.

Vi lascio come sempre i link ai capitoli precedenti per consentirvi di recuperarli nel caso in cui non li aveste ancora letti o voleste semplicemente riprendere il filo del racconto.

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO 

CAPITOLO SESTO 

CAPITOLO SETTIMO

Non mi resta che augurarvi buona lettura .PicsArt_03-02-01.32.32 (1)

Capitolo ottavo

L’incidente

Greta era consapevole del fatto che stava cacciandosi in un guaio: ma non ne poteva più di passare tutti i suoi pomeriggi chiusa in casa.

Sara era ancora impegnata con i preparativi per la cena.

Approfittò di un momento in cui dava le spalle alla finestra e sgattaiolò fuori del giardino , aprendo appena il cancello per non farlo cigolare.

Luna aprì gli occhi e si voltò a guardarla , silenziosa. Quindi guardò verso la casa , forse per assicurarsi che Sara vedesse ciò che stava succedendo.

Svogliatamente si alzò, decisa infine a seguire la bambina.

“Silenzio Luna!” l’ammonì Greta quando la raggiunse abbaiando per attirare la sua attenzione.

“Se ci scoprono sono guai…”

Luna la guardò con aria interrogativa e prese a camminare accanto a lei .

Greta aveva visto il ponte che univa le due sponde del canale fiancheggiante la  casa dalla finestra della sua camera.

Aveva invidiato quelle famiglie in bici , che percorrevano il sentiero in direzione del lago e aveva più volte immaginato di unirsi a loro .

Affrettò il passo, continuando a guardarsi le spalle , nel timore che Sara la stesse già cercando.

“Forza Luna, voglio arrivare fino al lago”

La cagnolina corse fino al ponte e una volta lì iniziò ad abbaiare scodinzolando , invitando Greta a raggiungerla.

Insieme lo attraversarono e si ritrovarono sul sentiero completamente deserto a quell’ora.

Il sole iniziava a tramontare , c’era ancora luce a sufficienza per andare e tornare , pensò la bambina.

Tuttavia accelerò il passo .

Ci vollero una decina di minuti per arrivare fino alla spiaggia.

Non c’era nessuno , fatta eccezione per un pescatore , intento ad infilare l’esca ad un amo.

Greta raccolse un bastone da terra .

“Dai Luna , prendilo”  disse lanciandolo nel lago.

Sulle prime Luna pensò di accontentarla, ma quando vide cadere il bastone in acqua, tentò un timido approccio con il freddo elemento e si ritrasse , decisamente convinta a a lasciare il bastone al suo destino.

“E dai pigrona!” la schernì Greta ridendo.

Quindi iniziò a correre su e giù per la riva . Le scarpe  si stavano riempiendo di terra , così decise di toglierle posandole sull’erba, lontane dall’acqua.

A piedi nudi pensò di bagnarsi.

“Brrr …è freddissima!” esclamò camminando praticamente sulle punte “Hai ragione a non volerti bagnare Luna”

Il pescatore si voltò verso di loro , lo sguardo accigliato e infastidito dalla confusione che quel cane e quella ragazzina stavano facendo , spaventando i pesci .

Indifferente Greta lo salutò con un cenno della mano e riprese a rincorrersi con Luna.

Il pescatore bofonchiò qualcosa e riprese a fissare le acque calme del lago.

La bambina vide un pontile che dalla riva arrivava fino al centro del lago , al quale erano ormeggiate piccole barche e alcuni pedalò che i turisti utilizzavano per le loro escursioni.

C’era infatti, sulla riva , all’ombra dei pioppi, una piccola costruzione in legno , e un cartello che spiegava come noleggiare una barca o un pedalò e illustrava le tariffe orarie.

Ovviamente a quell’ora era tutto chiuso. Anche un piccolo bar , che probabilmente restava aperto solo durante le ore in cui la spiaggia era frequentata dai turisti.

Greta cominciò a camminare sul pontile , incitando Luna a seguirla. Ma la cagnolina non voleva saperne di passare su quella specie di passerella traballante e rimase sulla riva abbaiando , per richiamare indietro la bambina.

Il pescatore voltò appena la testa verso di loro , scrollando le spalle , infastidito , pensando che se si fossero cacciate nei guai se la sarebbero dovuta sbrigare da sole: non aveva tempo da perdere lui!

Greta continuò a correre sul pontile, voltandosi di tanto in tanto per assicurarsi che Luna avesse preso a seguirla e per continuare ad incoraggiarla.

Un gabbiano si posò proprio alla fine del pontile , subito seguito da una cornacchia.

Greta li vide stare lì , a lasciarsi dondolare .

Pensò che forse avrebbe potuto anche toccarli , se non avessero avuto paura di lei

Quindi rallentò il passo e iniziò ad avvicinarsi a loro piano piano , quasi in punta di piedi.

Era giunta proprio vicina , le bastava allungare una mano per poter toccare la testolina del gabbiano .

I due uccelli sembravano guardarla incuriositi.

“Buoni uccellini , non vi muovete, voglio solo accarezzarvi un po’ ” disse loro , sporgendosi in avanti con la manina tesa .

La cornacchia fu la prima a spiccare il volo ,gracchiando e raggiungendo la riva .

Il gabbiano rimase ancora un po’ lì , con i suoi occhietti neri , curiosi e stupiti.

Greta si allungò ancora , lo aveva quasi raggiunto , quando il pennuto pensò bene di spiccare il volo. La bambina, completamente sbilanciata in avanti,  perse l’equilibrio e cadde goffamente in acqua. 

Il pescatore che aveva seguito tutta la scena con apprensione e fastidio balzò in piedi e raggiunse il pontile correndo in direzione di Luna che ora abbaiava , spaventata dalle grida della bambina.

L’uomo non ci pensò un momento e si buttò in acqua . Raggiunse la piccola che aveva smesso di gridare nel tentativo di restare a galla : ma la paura , e l’acqua fredda avevano già preso il sopravvento e la bambina stava per scomparire nelle acque scure del lago.

Il pescatore la raggiunse giusto in tempo .L’afferrò e cerco di trascinarla verso il pontile .

Tentò di risalire , ma il peso della bambina e dei vestiti zuppi , gli impedivano di avere agilità nei movimenti.

Tuttavia , sebbene a fatica , riuscì a tirare su la bambina e a poggiarla sul pontile .

Quindi salì anche lui : Greta aveva perso conoscenza .

Sicuramente era solo sotto choc: era infatti riuscito a raggiungerla proprio un istante prima che la testa scomparisse sott’acqua.

Si guardò intorno . Non c’era anima viva. Stava iniziando a calare la sera . Un vento lieve accarezzava i pioppi e la superficie del lago , increspandola appena e facendo dondolare ancor più il vecchio pontile.

Il pescatore prese  in braccio Greta e si affrettò a raggiungere la riva , dove Luna non aveva smesso di abbaiare neppure un secondo.

Appena posò la bambina sull’erba , il cane iniziò ad annusarla e a leccarla.

“Tranquilla ” le disse il pescatore con una carezza sulla testa . Fortunatamente non è successo nulla di grave . Sta bene. Dobbiamo solo portarla al caldo e toglierle questi vestiti bagnati.”

Fu allora che realizzò di non sapere nulla di loro e di non avere idea di dove potesse accompagnarle.

Poi gli venne in mente che il posto più vicino era il Bed and Breakfast Fiore.

Forse loro conoscevano la bambina , magari era un’ospite della struttura.

Si affrettò a raggiungere la sua Ape ,parcheggiata alla fine del sentiero , prima dell’inizio della spiaggia, seguito da Luna che non perdeva di vista Greta neppure per un momento.

L’uomo adagiò la piccola su una coperta che teneva sul pianale per quando le serate si facevano più fresche e prolungava i suoi pomeriggi di pesca fino a tardi.

Fece cenno a Luna di salire anche lei .

Il cane si accovacciò vicino alla bambina ,poggiandole la testa sulla pancia.

L’uomo raccolse in fretta la sua attrezzatura e partì in direzione del Bed and Breakfast.

All rights reserved

puoi leggere questa storia anche sul mio blog 

LE VOSTRE OPINIONI

commenti