Latina, dopo la sentenza di Cassazione scatta la diffida per liberare il cimitero dal regime di monopolio

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Dopo la sentenza di Cassazione, che ha sancito la nullità delle clausole della convenzione tra il Comune di Latina e la società Ipogeo che violano la libera concorrenza, scatta la diffida al sindaco Damiano Coletta, all’assessore e al dirigente dei Lavori pubblici, Gianfranco Buttarelli e Annunziata Lanzillotta, e al segretario generale Rosa Iovinella per la modifica del contenuto della stessa.

L’iniziativa porta la firma del direttore provinciale dell’associazione Contribuenti.it, Antonio Bottoni, che questa mattina ha inviato una formale richiesta di ripristino della legalità nella gestione del cimitero del capoluogo pontino, mentre è incorso l’accertamento della Guardia di Finanza su delega della Procura presso la Corte dei conti sulla base dei rilievi mossi dall’Anac sulla stessa convenzione.

La diffida di Bottoni è finalizzata all’ottenimento di una tempestiva modifica della convenzione di gestione del cimitero nella parte censurata sia dall’Autorità Antitrust, che dalla Corte di Appello di Roma e, da ultimo dalla Suprema Corte di Cassazione, con la recente sentenza 11456/2017.

“La Cassazione – dichiara Bottoni – ha definitivamente posto la parola fine al regime di monopolio sulle attività relative al cimitero di Latina, disponendo che le attività commerciali, cioè quelle di posa in opera e fornitura di arredi funerari, siano svolte da soggetti diversi dal soggetto affidatario del servizio cimiteriale. Ciò, infatti, come definitivamente riconosciuto dalla Suprema Corte, violava i principi di libera concorrenza, come già riconosciuto dall’Antitrust e dalla Corte di Appello di Roma, recando un possibile danno ai cittadini-utenti del servizio, i quali non potevano usufruire dei vantaggi della concorrenzialità tra più soggetti economici”.

Oltre alla diffida per la tempestiva modifica della convenzione, Bottoni e quindi l’associazione Contribuenti.it, ha “invitato e diffidato l’Ente civico a vigilare assiduamente affinché non vengano da chicchessia poste in essere in alcun modo condotte volte ad eludere quanto disposto nella richiamata Sentenza n. 11456/2017, con possibile danno economico e/o patrimoniale in genere verso i cittadini”.

Antonio Bottoni
Antonio Bottoni

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