Guide turistiche in provincia di Latina, un esercito di piccoli eroi tra siti chiusi e disservizi

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“Certe volte proviamo vergogna. Mete turistiche sporche, chiuse, irraggiungibili. E’ imbarazzante”. Lo sfogo arriva da una guida turistica abilitata, abituata ad accompagnare in largo e in lungo della provincia di Latina visitatori stranieri e non, affamati di cultura e di bellezze naturalistiche. “Viaggi organizzati da mesi, ma quando arrivi sul posto vorresti sprofondare”, commenta Cinzia Vastarella, in prima linea insieme a tanti altri colleghi (circa 150 guide pontine abilitate che risultano nell’elenco aggiornato al 19 maggio 2017 della Regione Lazio) ad accogliere i turisti sul territorio. “Non è facile, è un percorso ad ostacoli in un disordine generalizzato senza senso”. Vastarella per l’occasione si fa portavoce del disagio della categoria, che per altro deve fare i conti anche con un plotone di abusivi in un settore che viaggia a briglia sciolte, mettendo in luce il danno economico arrecato al territorio gestito da una politica poco attenta al turismo. “Si fa presto a parlare di turismo, di destagionalizzazione, quando non si riesce a garantire neanche il minimo”.

In provincia di Latina le mete predilette sono il castello di Sermoneta e i Giardini di Ninfa, le isole di Ponza e Ventotene, il Tempio di Giove e il centro storico di Terracina, Sperlonga, Gaeta, San Felice Circeo e i luoghi del Parco nazionale del Circeo.

Vai a Sermoneta e ai giardini di Ninfa, entrambi gestiti dalla Fondazione Caetani, e ti sembra di stare in Svizzera in quanto a organizzazione. Funziona bene anche a Ventotene – dove se non hai la tessera non ti accettano – e a Gaeta ad eccezione del museo diocesano che ha orari impossibili. “Ma per il resto, sarebbe tutto da riscrivere”.

A Terracina, da circa un mese, il Tempio di Giove è chiuso dal lunedì al giovedì (scaduta la convenzione e in attesa della nuova gestione, il servizio è stato affidato temporaneamente per soli tre giorni a settimana, dal venerdì alla domenica). “Arrivi lì e fai vedere da lontano il tempio. Puoi accedere solo al bar dove per fortuna c’è un plastico che ti aiuta a fornire qualche spiegazione”. Per la cronaca il servizio temporaneo è scaduto ieri, 29 maggio, e fino a tarda serata non era dato sapere quando entrerà in servizio il nuovo gestore. Rimanendo a Terracina, Vastarella spiega che il centro storico potrebbe soddisfare il “palato” del più sofisticato appassionato d’arte, se non fosse per la sporcizia, i topi che ti tagliano la strada. “Qualcuno ha proposto la tassa di accesso al centro storico di Terracina che ti darebbe diritto anche alla visita del museo. Mi auguro che possa servire almeno a mantenere pulito”.

A Ponza è da poco cambiato il gestore del trasporto pubblico locale e il nuovo non dispone della stessa flotta dei mezzi del precedente che con un servizio a parte, pagato dai gruppi capeggiati da guide turistiche, metteva a disposizione uno o più pullman per un giro dell’isola dedicato, con soste a Le Forna e in prossimità di Chiaia di Luna e rispetto dei tempi di attesa della comitiva. “Per il 2 e il 3 giugno abbiamo circa mille visitatori da accompagnare a Ponza e ad oggi non sappiamo come organizzare il tour sull’isola in assenza di pullman disponibili”.

Il museo archeologico di Sperlonga è un fiore all’occhiello della nostra provincia. Ma… Vastarella racconta una recente visita da dimenticare. La vasca della Grotta di Tiberio piena di polistirolo (colpa dei pescatori che lasciano i contenitori delle esche o di altre attrezzature in balia del vento che li trascina dentro) e una mamma costretta a caricarsi la figlia disabile con carrozzella perché l’apposito sollevatore non era funzionante. “Il museo di Sperlonga, che si sviluppa all’interno di piani posizionati su diversi livelli, è dotato di dispositivi per l’accesso dei disabili che però non funzionano”. E già. Qualcuno spiega che non ci sono soldi per la manutenzione. Colpa della spending review, che tuttavia non sarebbe stata al pari oculata nelle spese della custodia per la quale sono impiegate oltre dieci unità.

E’ notizia di questi giorni che il Comune di San Felice Circeo ha aperto Grotta Guattari alle visite… virtuali. E per fortuna, perché dopo i lavori eseguiti, a seguito di allagamento, nel luogo in cui fu ritrovato il cranio dell’uomo di Neanderthal, manca una protezione al piano fossile della grotta per essere riaperta al pubblico. Si spera in un’accelerata dell’installazione perché sono in tanti a chiedere visite guidate con questa destinazione. Il centro storico del Circeo, grazie agli interventi di restyling, è molto apprezzato. “Ma il problema è raggiungere il centro storico. Non c’è spazio per i pullman granturismo e nelle vicinanze non c’è un parcheggio adeguato”.

“Al museo del Parco nazionale del Circeo, a Sabaudia, l’apertura pomeridiana è stata ripristinata tre settimane fa soltanto dopo nostra insistenza”, afferma Vastarella che è anche guida turistica di Pangea. “La lestra (tipica costruzione pre-bonifica della foresta) in corso di ricostruzione, dopo danneggiamento, è un piccolo cantiere ormai abbandonato e la carbonaia è diventato un ammasso di terra indistinta. Se poi vuoi organizzare una visita a Villa di Domiziano basta metterti in contatto con la Sovrintendenza, purché non sia né di sabato e né di domenica”.

Welcome in provincia di Latina? No, benvenuti nella riviera della Regione Lazio – Agenzia regionale del turismo – ora competenze in materia, mentre i comuni si affidano alla politica dell’approssimazione.

Cinzia Vastarella
Cinzia Vastarella

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