Circeo, Bianchi rivendica la paternità delle opere pubbliche: eseguite grazie al risanamento finanziario del Comune

Giuseppe Bianchi

Giuseppe Bianchi, consigliere comunale di San Felice Circeo, attualmente candidato per la stessa carica nella lista Insieme per Circeo a sostegno del “sindaco” Stefano Capponi, in un lunghissimo intervento che pubblichiamo di seguito, rivendica la paternità delle opere pubbliche effettuate nel corso dei cinque anni di amministrazione comunale a guida di Gianni Petrucci.

Durante l’intero periodo in cui ho gestito le deleghe, ho lavorato soprattutto per il risanamento finanziario e amministrativo di questo Comune, permettendo a tutti, oggi, di poter vantare dei risultati anche a scopi elettorali. Questo è stato possibile perché ho applicato le politiche di bilancio che hanno reso realizzabili molti lavori, di cui diversi erano già stati previsti nella precedente consiliatura: il recupero delle facciate e il 4 lotto della pavimentazione del Centro Storico, la pista ciclabile di via Terracina, la nuova piazza G. Cresci, il completamento di Vigna La Corte, il recupero dei beni storici e archeologici come il risanamento della villa dei Quattro venti, la sistemazione della fonte di Lucullo, la sistemazione della scalinata del Convento e il recupero dell’orologio della torre dei Templari, la costruzione di quasi 250 nuovi loculi, le decine di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria fatti dal servizio tecnologico in tutto il paese, per terminare cito anche la gara per la raccolta dei rifiuti porta a porta. Quale amarezza, invece, per il disimpegno di circa 500 mila euro, previsti per la sostituzione di lampioni e per l’efficientamento energetico, che sarebbero stati ammortizzati dalla riduzione delle spese sulla bolletta dell’energia elettrica.

Al fine di chiarire, spiego di seguito le modalità con cui si realizzano i lavori in un Comune.

Per ogni Ente Locale, così come per tutte le Pubbliche Amministrazioni, ogni iniziativa che comporta una spesa, necessita di un iter amministrativo complesso che inizia con l’inserimento dell’opera che si vuole realizzare, nel piano triennale delle opere pubbliche (si tratta di un allegato obbligatorio al bilancio con cui, l’amministrazione comunale determina i lavori da realizzare con indicazione delle priorità, delle risorse economiche necessarie, dei tempi di realizzazione, in base alle esigenze e ai bisogni della cittadinanza e del territorio). Successivamente, bisogna prevedere la spesa e iscrivere lo stanziamento nel Bilancio di previsione. Solo dopo aver completato queste operazioni, è possibile procedere all’individuazione della ditta fornitrice attraverso una regolare gara d’appalto che viene svolta secondo precisi criteri e tempistiche previsti dalla normativa e che variano a seconda della dimensione finanziaria. Questa procedura può durare anche molti mesi e costituisce il termine della sola fase iniziale attraverso cui una ditta si aggiudica l’appalto. A questo punto si procede con un calendario dei lavori.

Normalmente per la realizzazione delle opere pubbliche il pagamento viene dilazionato attraverso i SAL (Stato Avanzamento Lavori) per esempio: a conclusione del 20% dei lavori, poi del 50%, del 70%, del 90% e, il saldo finale, dopo il collaudo dell’opera.

Nella maggior parte dei casi i lavori sono finanziati dalla Regione che, dopo aver valutato la proposta del Comune, formalizza l’autorizzazione, ma i finanziamenti non vengono erogati sin dall’inizio. Man mano che l’azienda produce i SAL, il Comune li verifica e li invia alla Regione, con la relativa determina, al fine di ottenere il versamento dell’importo certificato.

Come è facile notare, i tempi previsti per ottenere materialmente il finanziamento, sono molto lenti e questo accade a causa della crisi economica che ha colpito l’intera Nazione, non è possibile auspicare che la Ditta si autofinanzi le spese della mano d’opera e del materiale occorrente, pertanto è il Comune che deve provvedere alla liquidazione degli importi spettanti, attraverso anticipazioni di cassa. Per questo motivo è indispensabile che nelle casse del Comune ci siano disponibilità finanziarie. Il finanziamento, quindi, della Regione è un rimborso.

Nel nostro Comune, all’atto dell’insediamento dell’amministrazione uscente, la disponibilità di cassa era pari a circa (meno) -2.000.000,00 di euro, invece, nel Rendiconto dell’esercizio finanziario 2015, cioè sino a quando ho avuto le deleghe al bilancio e tributi, il fondo cassa (liquidità del comune) ha raggiunto 4.375.752,50 di euro.

E’ stato possibile raggiungere questo risultato solo a seguito di un attento e lungo lavoro che ho dovuto svolgere per il risanamento finanziario.

Come sempre, i dati di cui ho parlato, sono tutti documentati e accessibili, questo è quanto accaduto dietro le quinte, è un’offesa all’onestà intellettuale ostentare meriti e risultati.

 

Giuseppe Bianchi

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