Sabaudia, blitz in Comune: acquisita la delibera del commissario sulla lottizzazione Fontana Verde

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Il Comune di Sabaudia

L’urbanistica di Sabaudia di nuovo sul terreno scivoloso degli atti amministrativi. Questa mattina, probabilmente su delega della Procura della Repubblica, i carabinieri forestali del Nucleo investigativo di Latina sono andati in Comune per acquisire la delibera del commissario straordinario Antonio Luigi Quarto, data 17 marzo 2017, con la quale è stata approvata definitivamente la lottizzazione Fontana Verde che prevede la realizzazione di edifici residenziali (95 aree), su una superficie di 123 mila quadrati, per una volumetria complessiva di 74mila metri cubi, al netto di servizi di interesse pubblico.  L’iniziativa del Nipaf è finalizzata a verificare la correttezza dell’atto, atteso che la convenzione di Fontana Verde era notoriamente inciampata in un ostacolo che, aprendo un contenzioso di natura demaniale-consortile per l’inclusione di un canale, aveva finto di scoperchiare una strana anomalia.

La storia inizia nel 2007 con un primo passaggio in Consiglio comunale. L’adozione della lottizzazione e relativa convenzione approda così in Regione e nel 2008 torna a Sabaudia con relative prescrizioni. Nel 2009 il Consiglio comunale approva la lottizzazione tendo conto delle prescrizioni della Regione Lazio. Si scoprirà soltanto dopo che invece il Consiglio aveva approvato un qualcosa di diverso, poi confluito nel contenzioso demaniale-consortile. Allegato agli atti una convenzione diversa, che nulla aveva a che vedere con quella che doveva essere rettificata come prescritto dalla Regione. Si arriva così al 2014-2015 con Fontana Verde al palo. Poi lo sblocco del commissario sulla base di un parere fornito da un legale incaricato che inquadra l’accaduto come un errore materiale. Da qui l’intervento del commissario Antonio Luigi Quarto che con propria deliberazione del 16 marzo 2017 ha rimosso “l’errore materiale rilevato nell’aver allegato agli atti della delibera del 2009 “, “non corrispondente” a quello che era stato invece approvato dal Consiglio comunale nel 2007. Ora gli inquirenti vogliono capire se l’iter amministrativo svolto sia regolare.

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