Wonder Woman, una novità tra i cinecomic che stupisce nonostante le imperfezioni

La DC Comics aggiunge un nuovo film all’elenco del suo Extended Universe, e con Wonder Woman porta in sala il primo lungometraggio interamente dedicato ad un supereroe donna. Diretto da Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo della celebre amazzone, il film è una boccata d’aria fresca per la casa di produzione, dopo gli insuccessi di Man of Steel e Batman V Superman.

Figlia della regina delle Amazzoni, Diana (Gal Gadot) attende di capire la sua vocazione, quando il pilota e spia americana Steve Trevor (Chris Pine) precipita nelle acque che circondano la mistica isola di Themyscira. Il grande conflitto universale di cui parla l’uomo sembra proprio opera di Ares, dio della Guerra e nemico delle amazzoni, e Diana insiste per riaccompagnare Steve e porre fine alle sofferenze di sua mano. Lì fuori però imperversa la Prima Guerra Mondiale, e Diana scoprirà che tra le profezie e la realtà ci sono di mezzo gli esseri umani.

Ideata da William Moulton Marston negli anni ’40, Wonder Woman è da sempre uno dei tre personaggi di spicco della DC Comics insieme a Batman e Superman. Qui trova finalmente il giusto spazio per essere raccontata anche a chi non bazzica il mondo dei fumetti, e con un degno film riusciamo ad entrare nella sua storia. Il lungometraggio, dall’affascinante messa in scena, diretto da Patty Jenkins acquisisce elementi dell’estetica Marvel, rinunciando a quei toni cupi e introspettivi che sono tra le caratteristiche migliori della DC, per concedersi invece un tono più leggero e fumettistico. Se ciò sia un bene o un male è a soggettiva discrezione. Ad ogni modo la pellicola segue la classica storia introduttiva, dove ci viene finalmente presentato il personaggio di Wonder Woman in tutte le sue sfumature. Valorosa, forte, ingenua, testarda, leale, romantica e di origini divine, il personaggio trova in Gal Gadot la perfetta interprete, capace di calarsi nel ruolo e donare credibilità ad ogni suo aspetto. Lei è il centro di un film che si muove su binari consolidati ma ripresentanti con le ennesime novità, di cui non ci si stanca. Il ritmo è infatti ben sostenuto, tra buone scene d’azione, umorismo ben costruito e momenti più intimi dedicati ai personaggi protagonisti. Personaggi che, esclusi quelli di Wonder Woman e della spia Steve Trevor, dove Chris Pine conferma di essere un buon attore, non trovano però il giusto approfondimento. Gli stessi villain non risultano sufficientemente convincenti, ma a loro modo tengono alto il livello di intrattenimento. Elemento supportato dalle scenografie molto curate, dall’incalzante colonna sonora, e dagli effetti speciali sempre sbalorditivi.

Il film funziona, e possono tirare un sospiro di sollievo in casa DC, ma la strada verso la maturità è ancora lunga. Wonder Woman presenta diversi scivoloni di scrittura, cose da poco che comunque possono far storcere il naso, come gli stucchevoli discorsi sull’amore nel terzo atto del film. In conclusione però, nonostante i suoi difetti, riesce a classificarsi sopra la media dei recenti cinecomic, sfuggendo in parte allo stampo con il quale sembrano venir tutti realizzati. Nel mostrarci la storia di formazione e di scoperta di sé del personaggio, regista, sceneggiatori e produttori ci consegnano un più che buon prodotto d’intrattenimento in grado di introdurre una gran bella novità nel mondo dei cinecomic, finora quasi esclusivamente maschile.

Wonder Woman, diretto da Patty Jenkins con Gal Gadot, Chris Pine e David Thewlis è in sala dal 1 giugno nei cinema di Latina (Oxer, Supercinema), Aprilia (Multiplex Village Cinemas), Formia (Del Mare Multisala) e Terracina (Teatro Traiano).

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