Inchiesta Tiberio, D’Achille condannato a tre anni. Patteggiano la pena Ferrazzano e De Biaggio

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Il Comune di Sperlonga, a destra Prossedi e Priverno

“Soddisfatti del riconoscimento della provvisionale in favore del Comune di Priverno, anche perché il danno è stato di particolare rilevanza e creato grave disagio alla comunità privernate”. E’ questo il commento a caldo dell’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, in rappresentanza del Comune di Priverno, parte civile nel processo Tiberio. Oggi la prima sentenza di condanna proprio a carico di Domenico D’Achille, ingegnere responsabile del settore Lavori pubblici dell’ente municipale lepino accusato di aver pilotato le assegnazioni delle opere di ristrutturazione della scuola “Don Andrea Santoro” e del servizio di spazzamento delle strade. Il giudice Mara Mattioli, al termine del rito abbreviato, ha emesso una sentenza di condanna a tre anni di reclusione, come richiesto dal pubblico ministero Valerio De Luca. D’Achille è stato assistito dall’avvocato Francesca Roccato.

E’ andata meglio all’imprenditore Mauro Ferrazzano di Nettuno e all’ingegnere Gian Pietro De Biaggio di Latina che hanno patteggiato la pena, il primo a due anni e sei mesi e il secondo a un anno e tre mesi. Ferrazzano, amministratore unico della Edilfer che si aggiudicò a Sperlonga il lavori di riqualificazione dell’area archeologica di Villa Prato a Sperlonga, è stato difeso dagli avvocati Renato Archidiacono e Luigi Di Mambro. De Biaggio, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Prossedi accusato di aver pilotato l’appalto del restauro del palazzo comunale, è stato invece assistito dall’avvocato Alessandro Paletta.

Il 13 giugno l’udienza a carico degli altri imputati tra cui l’ex presidente della Provincia di Latina nonché sindaco di Sperlonga Armando Cusani.

 

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