Sabaudia, il civismo di Gervasi autoctono e autonomo rispetto a Lbc. L’uscita di Gava, un falso storico

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Damiano Coletta e Giada Gervasi: due civici, due esperienze e storie diverse

Il successo elettorale di Giada Gervasi attribuito a Latina Bene Comune: un’euforica allucinazione. Come dire che dalla costola di Eva nacque Adamo: un falso biblico. Ciò che unisce il movimento civico creato dalla candidata sindaco della cittadina delle dune a quello del primo cittadino del capoluogo pontino Damiano Coletta è sì il civismo. Attribuirsi però il merito della paternità della performance di Gervasi, che al primo turno ha stracciato i concorrenti, è politicamente non corretto.

Ieri, nel corso dell’assemblea di Latina Bene Comune, il segretario Pietro Gava ha detto – almeno come riporta l’odierna edizione di Latina Editoriale Oggi -: “E’ la prima volta che ci presentiamo e abbiamo quasi preso Sabaudia, città di fondazione”. Un passaggio fondamentale servito al giovane segretario per sostenere che il Bene Comune è contagioso e per affermare che Lbc ha dato vita ad una rete extracomunale di liste e movimenti, buttandoci dentro anche Sabaudia. Un altro falso storico che rischia di entrare a gamba tesa nell’ultima fase della campagna elettorale in corso a Sabaudia.

L’avvocatessa Giada Gervasi si è portata a casa il 48,18% dei voti espressi dai sabaudiani. Chi l’ha votata la conosce quale persona attivissima sul territorio già prima delle elezioni del 2013, a capo di un’associazione civica che ha quindi deciso di candidarla – nella precedente consiliatura – alla carica di primo cittadino. Eletta consigliere comunale di minoranza ha avuto modo di studiare, trattare, approfondire temi nevralgici dell’amministrazione comunale promuovendo quelle che per lei e per il suo movimento-associazione erano le idee, le soluzioni, i progetti e i rimedi più validi, sollecitando dai banchi dell’opposizione un’azione politica vigile e propositiva senza lasciarsi incantare dalle sirene. Amata e odiata, financo isolata dagli altri gruppi di minoranza, ha tirato dritta per la sua strada: “Non facciamo accordi con nessuno, rispettando il mandato ricevuto dagli elettori”. Nel 2014 ha fondato insieme ad altri noti politici pontini (nessuno tra gli attuali esponenti di Latina Bene Comune) il movimento Civiche Pontine sulla scia delle elezioni provinciali dello stesso anno. Un movimento che quest’anno si è proposto alle elezioni dello stesso ente, accogliendo nella propria lista anche gli esponenti di Lbc.

Durante la campagna elettorale 2017 che ha interessato Sabaudia, la candidata sindaco Gervasi in occasione degli eventi pubblici, in particolare quella della presentazione ufficiale della sua corsa per la carica di primo cittadino e delle liste a suo sostegno, ha avuto modo di spiegare le differenze tra Latina Bene Comune e il suo movimento che va oltre i termini sul chi è nato prima e chi è nato dopo: “L’esperienza in Consiglio comunale, sia pure all’opposizione, è stata fondamentale – aveva detto Gervasi -, di crescita, di conoscenza della complessa macchina amministrativa”, prendendo così le distanze dall’improvvisazione mostrata da Latina Bene Comune. Un riferimento velato, ma al contempo chiaro e perfettamente comprensibile ai presenti in platea da dove erano giunte domande specifiche sull’argomento.

L’uscita di Gava rischia di sollevare un polverone a Sabaudia – già oggi sui social si è fatto qualche riferimento – e di offrire la sponda a chi elettoralmente parlando vorrebbe morta la Gervasi, etichettandole le modalità di gestione del Comune… alla Coletta. Contattata telefonicamente, l’avvocatessa senza fare polemiche ha semplicemente affermato che il suo movimento “è autoctono e autonomo rispetto a Lbc, pur condividendone il civismo”. Per il candidato sindaco di Sabaudia, del resto, la cronistoria politica è testimoniata dai fatti ben noti ai suoi concittadini.

 

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