Centrali nucleari da smantellare, interrogazione parlamentare sulla gestione Sogin

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Claudio Moscardelli

Il senatore pontino Claudio Moscardelli del Partito democratico torna a Borgo Sabotino con un’interrogazione parlamentare sottoscritta insieme ad altri 49 senatori. Al Governo si chiede quali attività si intende porre in essere per una governance adeguata per la Sogin, società incaricata dello smantellamento delle centrali nucleari italiane. L’atto è rivolto ai ministri dello Sviluppo economico, dell’Economia e delle finanze, del Lavoro e delle Politiche sociali.

Il senatore Moscardelli e i suoi colleghi ricostruiscono le scelte e le attività messe in atto da Sogin, per adempiere alle sue funzioni, segnalando tra le altre cose i notevoli ritardi nelle attività di decommissioning degli impianti e del “programma a vita intera” che la Sogin avrebbe dovuto presentare entro il 31 ottobre 2016, ma che ha richiesto all’Aeegsi di posticipare al 31 ottobre 2017. Ai rappresentanti i senatori chiedono quali attività si intenda porre in essere per garantire un effettivo rispetto della tempistica e una discontinuità gestionale. L’atto parlamentare sollecita la risposta dei ministri sulla “ragione per cui  la Sogin non predisponga un piano industriale che valorizzi gli asset tecnologici e le competenze tecniche possedute, che definisca una strategia nuova di decommissioning e una strategia di sviluppo di business da affiancare allo smantellamento degli impianti nucleari”.

Infine Moscardelli chiede “se corrisponda al vero che la Sogin non intenda più sviluppare i propri poli formativi specializzati sulla sicurezza sul lavoro”. Nell’interrogazione si legge: “L’amministratore delegato della Sogin, nel corso del safety day organizzato venerdì 28 aprile 2017 presso la centrale nucleare di Latina alla presenza delle autorità locali, ha dichiarato che la società non sta prestando adeguata attenzione alla sicurezza sul lavoro, dimostrando un’imbarazzante difficoltà di conoscere i processi aziendali e l’attenzione alla sicurezza sul lavoro, evidenziata dalla costituzione di due poli formativi di eccellenza nelle centrali di Caorso e Latina”.

Di seguito l’intero testo.

Atto n. 4-07659

Pubblicato il 14 giugno 2017, nella seduta n. 838

MOSCARDELLI , FASIOLO , SCALIA , ORRU’ , CARDINALI , BERTUZZI , GRANAIOLA , PAGLIARI , GINETTI ,PEZZOPANE , ROSSI Gianluca , GIACOBBE , LUCHERINI , TURANO , SUSTA , VALENTINI , SPILABOTTE , LEPRI ,CAPACCHIONE , MARINO Mauro Maria , SANTINI , LAI , CORSINI , BROGLIA , ZANONI , GUERRIERI PALEOTTI ,CUCCA , PIGNEDOLI , VALDINOSI , SAGGESE , MORGONI , PUPPATO , DALLA ZUANNA , PADUA , PUGLISI ,IDEM , FISSORE , MARGIOTTA , AMATI , COLLINA , MATURANI , DEL BARBA , FILIPPIN , FAVERO , FABBRI ,MIRABELLI , RUTA , ESPOSITO Stefano , ANGIONI

 

– Ai Ministri dello sviluppo economico, dell’economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali. –

Premesso che:

il Ministro dello sviluppo economico, nell’audizione del 14 settembre 2016 tenuta presso la Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati, ha illustrato la strategia nazionale sul nucleare, indicando come primo pilastro il riprocessamento all’estero del combustibile contenuto nelle ex centrali nucleari;

gli accordi con l’estero prevedono che le giacenze di combustibile, le ulteriori materie e i rifiuti vetrificati e compattati derivanti dal riprocessamento del combustibile in Francia e nel Regno Unito dovranno essere restituiti all’Italia;

il Ministro ha esposto una serie di informazioni sui tempi del rientro indicando sia per la Francia che per il Regno Unito un periodo tra il 2020 e la fine del 2025, senza però fare alcun riferimento agli incrementi dei costi sostenuti per il loro mantenimento all’estero;

considerato che:

l’Autorità per l’energia elettrica e il gas e il sistema idrico con la delibera 381/2017/R/EEL del 25 maggio 2017 di approvazione del programma quadriennale di decommissioning, predisposto dal nuovo consiglio di amministrazione e dal nuovo amministratore delegato, ha sottolineato i pesanti ritardi del programma presentato dalla SOGIN con contestuale incremento dei costi del programma di decommissioning nucleare;

in recenti trasmissioni televisive sono stati evidenziati notevoli ritardi nelle attività di decommissioning degli impianti nucleari italiani;

la SOGIN sta sempre più rallentando il volume operativo delle attività di smantellamento per fattori esogeni, ma anche per fattori endogeni, come dimostrano i crescenti ritardi nel cantiere Cemex di Saluggia (Vercelli), nel cantiere di cementazione di Trisaia (Matera), nel trattamento delle resine di Caorso (Piacenza), e le recenti interruzioni di rapporti di lavoro a termine per effetto di chiusure di contratti di importanza strategica per effettuare il decommissioning degli impianti nucleari del Centro-Sud affidati a Nucleco e tesi a digitalizzare il know how impiantistico della SOGIN;

con l’imminente avvio dell’Ispettorato per la sicurezza nucleare (ISIN), i suddetti fattori esogeni sono in via di superamento;

la SOGIN, nel mese di febbraio 2017, ha presentato all’AEEGSI un rendiconto dei costi consuntivi 2016 che evidenzia un forte ridimensionamento delle attività rispetto al programma quadriennale inviato nel mese di febbraio 2016;

la riduzione delle attività operative di questi mesi evidenzia che la società non sta rispettando il programma quadriennale presentato dal nuovo consiglio di amministrazione nel mese di dicembre 2016 dimostrando scarsa attenzione alle problematiche industriali del decommissioning;

la SOGIN non ha ricoperto alcune posizioni professionali sugli impianti nucleari, indispensabili per mantenere in sicurezza gli impianti stessi;

l’amministratore delegato della SOGIN, nel corso del safety day organizzato venerdì 28 aprile 2017 presso la centrale nucleare di Latina alla presenza delle autorità locali, ha dichiarato che la società non sta prestando adeguata attenzione alla sicurezza sul lavoro, dimostrando un’imbarazzante difficoltà di conoscere i processi aziendali e l’attenzione alla sicurezza sul lavoro, evidenziata dalla costituzione di due poli formativi di eccellenza nelle centrali di Caorso e Latina;

la SOGIN sta facendo revisionare il programma di decommissioning formulato da una commissione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA),

si chiede di sapere:

quali attività i Ministri in indirizzo intendano porre in essere per assicurare una governance adeguata alla conduzione della SOGIN a livello industriale, nel pieno rispetto della sicurezza degli impianti nucleari;

quali attività intendano porre in essere per assicurare che il “programma a vita intera” che la SOGIN avrebbe dovuto presentare entro il 31 ottobre 2016, ma che ha richiesto all’AEEGSI di posticipare al 31 ottobre 2017, venga predisposto secondo una modalità completamente nuova, in modo tale da garantirne un effettivo rispetto negli anni e in modo da segnare una discontinuità gestionale;

quali strategie intendano porre in essere, tramite la SOGIN, per ridurre il costo di stoccaggio all’estero del combustibile;

quali elementi impediscano la creazione di un polo unico nazionale nel settore del decommissioning nucleare e delle bonifiche ambientali, accorpando sotto un unico soggetto giuridico tutte le società pubbliche operanti nel settore;

per quale ragione la SOGIN non predisponga un piano industriale che valorizzi gli asset tecnologici e le competenze tecniche possedute, che definisca una strategia nuova di decommissioning e una strategia di sviluppo di business da affiancare allo smantellamento degli impianti nucleari;

se corrisponda al vero che la SOGIN non intenda più sviluppare i propri poli formativi specializzati sulla sicurezza sul lavoro.

 

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