Costretta a prostituirsi e stuprata per punizione, due arresti ad Aprilia

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Ingannata, costretta alla prostituzione e punita con lo stupro dopo un tentativo di fuga. Una storia sconvolgente, consumata tra le pareti domestiche di un’abitazione di Aprilia. Vittima una giovane romena giunta in Italia con la promessa di un lavoro. Ha trovato l’inferno. Il suo incubo è stato interrotto grazie alla Polizia di Stato che ha arrestato i suoi aguzzini, due connazionali: il 54enne Valerian Voroneanu ed Elena Voroneanu che 54 anni li compie domani, entrambi residenti ad Aprilia ed accusati di induzione e sfruttamento della prostituzione. L’uomo anche di violenza sessuale. A dare esecuzione ai fermi di indiziato di delitto, emessi dal sostituto procuratore Cristina Pigozzo, sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Roma e del Distaccamento della Polizia Stradale di Aprilia che hanno avvisato le indagini sul caso il 5 giugno scorso.

L’attività investigativa aveva preso piede a seguito di un controllo del territorio. Alcuni romeni erano stati fermati e tra questi anche una giovane donna particolarmente provata spaventata. Acquisita la fiducia nella Polizia, la ragazza si era confidata con il personale operante raccontando l’incubo che stava vivendo. Arrivata in Italia con il miraggio di un lavoro sicuro, aveva riferito di essere invece stata costretta, con violenza e minacce, a esercitare l’attività di prostituzione dall’agosto scorso in un’abitazione di Aprilia, privata dei documenti e del telefono cellulare la cui numerazione era stata inserita in specifici siti internet dedicati agli incontri, sui quali tra l’altro venivano pubblicate numerose fotografie che la ritraevano in pose provocatorie.

La romena agli agenti della Polstrada di Aprilia aveva anche denunciato il fatto di essere stata costretta a consegnare l’intero guadagno al suo aguzzino, secondo un prezzario che lui stesso imponeva. La ragazza, continuando nel suo racconto, riferiva di essersi servita di un espediente affinché le fosse accordato un breve ritorno in Romania, inventando di dover assistere la madre gravemente ammalata. In realtà una volta giunta nel paese di origine, si era rifugiata a casa della madre per evitare di essere ulteriormente perseguitata dai suoi sfruttatori. Ma il suo mancato rientro in Italia nei tempi stabiliti aveva provocato la reazione del suo principale sfruttatore che, dopo messaggi minatori diffusi sui social, non aveva esitato a raggiungerla in Romania, presentandosi a casa della madre.

E qui l’uomo – secondo il racconto della vittima di questa terribile storia – avrebbe paventato pesanti ripercussioni in danno dei suoi famigliari. Dunque, la sua decisione di tornare ad Aprilia. Una volta di nuovo nella città pontina, la poveretta avrebbe subito altre violenze: prima stuprata e poi malmenata fino ad essere costretta a prostituirsi ancora nel maledetto appartamento.

Le indagini della Polizia hanno accertato che nel medesimo stabile venivano sfruttate, anche altre due giovani ragazze rumene. I mirati approfondimenti investigativi sul contesto segnalato dalla giovane romena hanno consentito di stabilire che, effettivamente, la donna era stata privata del proprio documento d’identità e che il suo telefono cellulare veniva utilizzato per contattare i clienti che rispondevano agli annunci pubblicati sui sociali, attratti dalle sue fotografie. Nel corso della perquisizione dell’appartamento indicato dalla giovane romena è stato rinvenuto il prezzario del meretricio. Gli elementi investigativi acquisiti hanno convinto la Procura della Repubblica ad emettere i due fermi. L’uomo è stato ristretto nel carcere di Latina, la donna a Rebibbia.

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