Latina, l’urbanistica di Buttarelli in finestra sui Ppe annullati. L’assessore da un anno fermo al bivio

Gianfranco Buttarelli

Tempo di report per gli assessori comunali di Latina. Sono in pubblicazione in questi giorni i resoconti delle attività di governo svolte nel corso del primo anno di Latina Bene Comune. Felice Costanti e Paola Briganti, con deleghe rispettivamente alle Attività produttive, agricoltura e turismo e alla Trasparenza, legalità e sicurezza hanno già vuotato il sacco. Particolarmente atteso è ora il bilancio dell’assessore Gianfranco Buttarelli, non tanto per quanto attiene alla sua delega ai trasporti di cui in questi lunghissimi mesi se ne è parlato a iosa fino alla pubblicazione del fatidico bando per la gestione del servizio Tpl, ora anche rettificato per via di un errore materiale, neanche per quanto concerne quella ai lavori pubblici, poiché tra finanziamenti in arrivo e progetti trovati nel cassetto il pluridelegato del sindaco gode di ampio respiro.  E’ la relazione sull’urbanistica che incuriosisce.

Dalla clamorosa uscita in Consiglio comunale del 3 novembre 2016, con la quale l’assessore annunciava l’intenzione di riportare in aula il Piani particolareggiati annullati per riapprovarli come varianti in virtù della necessità di “assicurare continuità nella programmazione del territorio”, e dalla conferenza stampa dell’10 novembre 2016 indetta per esplicitare meglio quel concetto di “continuità” che tanto aveva allarmato i sostenitori della bontà dell’azione del commissario Giacomo Barbato finalizzata a bloccare l’assalto cementizio tentato con strumenti ritenuti illegittimi, Buttarelli è rimasto alla finestra.

Sarà stato il tintinnio delle manette scattate con l’operazione Olimpia, le cui indagini confluivano anche sull’urbanistica, a moderare il passo dell’assessore. Era il 14 novembre, pochi giorni dopo la palesata intenzione di tornare in aula con i Piani particolareggiati. Forse l’assessore non aveva ben compreso dove stava infilando le mani. Curioso osservare, infatti, che negli atti relativi ad altra inchiesta sull’edilizia malata di Latina, da qualche settimana chiusa, emerge che gli indagati – intercettati proprio in quel periodo – si siano definiti più sereni con l’arrivo del nuovo assessore all’urbanistica poiché a loro dire si sarebbe mostrato disposto a rivedere alcune pratiche. Sia ben chiaro, nessun coinvolgimento di Buttarelli nell’inchiesta in questione né esiste in questo fascicolo alcuna sua conversazione intercettata. Sono gli indagati che, parlando tra di loro, dicono di aver avuto un incontro con l’assessore.

Dunque, l’urbanistica si attesta uno dei campi più minati su cui muoversi. La prudenza è d’obbligo, ma la città ha bisogno di essere “disinnescata”.  Urge una campagna antimine, proprio per assicurare quella “primaria forma di welfare” – per usare la definizione data da Buttarelli sull’urbanistica – che serve a rivalutare le risorse rimaste inespresse, a garantire servizi e a risollevare l’economia della città nel rispetto delle normative senza necessariamente consumare ulteriore suolo.

Dai titoli professionali di Buttarelli, sui quali Coletta ha probabilmente puntato affidandogli i gravosi compiti, e dall’anno trascorso dall’insediamento della nuova amministrazione ci si aspettava una decisione concreta. Perché, comunque sia, il compito di tirare fuori il bandolo della matassa dei Ppe è una sua competenza. Delle due, una. Apportare i correttivi ai Ppe ritenuti illegittimi, ovvero ridurre le volumetrie rendendoli conformi al vigente Piano regolatore generale, e riapprovarli; oppure lasciarli così come sono intraprendendo la strada delle varianti al Piano regolatore generale. Delle due, una… tenendo possibilmente a mente quelli che potrebbero essere le azioni legali in danno del Comune. Lasciare la città senza una risposta in questo ambito equivale ad un clamoroso fallimento della giunta già aggravata da altre incombenze importanti come quella dei rifiuti.

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