Gervasi scalpita per risolvere le prime emergenze. Intervista al primo sindaco donna di Sabaudia

Giada Gervasi

Giada Gervasi, sindaco o sindaca di Sabaudia?

“Decisamente sindaco, sindaco è un ruolo”, risponde il primo cittadino eletto con il 77,75%, la percentuale più alta del Lazio.

Il ciclone Gervasi a poche ore dal plebiscito è in relax “forzato” perché fin quando non ci sarà il passaggio delle consegne non potrà fare altro. E’ in relax e scalpita, perché la città confida nel nuovo sindaco. Domani a mezzogiorno, Gervasi è attesa in Comune dal commissario straordinario Antonio Luigi Quarto per la prima formalità propedeutica alla proclamazione degli eletti. Il commissario, non appena ricevuto l’esito della consultazione, le ha fatto le congratulazioni…

Sarà stata sommersa da messaggi e telefonate…

“Sto cercando di rispondere a tutti”.

Giada Gervasi, 42 anni a novembre, avvocato, madre di una bambina di 9 anni. Sindaco, che cosa le ha detto sua figlia?

“Mamma, io lo sapevo. Sono molto contenta”.

E suo marito?

“Lui ha fatto parte di questa avventura, ha seguito tutta la campagna elettorale in prima linea”. Non aggiunge altro il sindaco, probabilmente le basta questo. Non avrebbe potuto avere una migliore solidarietà dall’uomo della sua vita.

Ha notizie del suo avversario del ballottaggio, Giovanni Secci?

“Mi ha chiamato al telefono ieri poco prima della mezzanotte quando io non avevo ancora contezza dell’andamento dello spoglio. In pratica ho appreso da lui che stavo vincendo. E’ stata una conversazione telegrafica. Mi ha fatto le congratulazioni, mi ha fatto un in bocca al lupo”.

Lei fa parte di uno studio legale che ora dovrà fare i conti con qualche assenza. Dal suo studio sono usciti un sindaco e due consiglieri di maggioranza. Che succederà? Abbasserete la saracinesca?

“Mai, mi organizzerò come ho sempre fatto. Certo dovrò ridurre la mia attività professionale. Lo studio è in grado di colmare le nostre assenze. Siamo in sei”.

E’ già pronta per la nomina della giunta?

“Esiste una rosa di nomi basata sulle competenze, come anticipato in campagna elettorale saranno cinque gli assessori di cui almeno una donna in aggiunta a me, come prevede la legge. Va evidenziato che queste elezioni non le ho vinte io in quanto Giada Gervasi ma le ha vinte la squadra. Motivo per cui anche per la nomina degli assessori ci confronteremo appena possibile e valuteremo le scelte nell’ambito di una rosa di nomi già condivisa. Per ora nessuna anticipazione perché appunto non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci su questo aspetto”.

Avrà pensato a un vice sindaco?

“Ci penserò quando saranno definiti gli assessori”

Che cosa ha provato in nottata quando ha preso coscienza del risultato eccezionale?

“Ho provato una forte emozione quando ho visto la piazza gremita. Sono venuti tutti i miei sostenitori, in piena notte si sono mossi anche dai borghi. E’ stato bellissimo e sono stata contentissima per il grande senso di comunità che si è respirato. Abbiamo cantato l’Inno d’Italia. Che dire di più?”

Tra le cose che le hanno detto i suoi concittadini questa notte, oggi, o i rappresentanti delle istituzioni che certamente l’avranno chiamata per complimentarsi, ce n’è una che l’ha colpita maggiormente?

“Più che altro mi ha colpito il fatto che in molti mi hanno rivolto un ‘in bocca al lupo’, segnalando che c’è tanto da fare. Ne sono pienamente consapevole, ma come ho detto anche durante questa lunga campagna elettorale noi non abbiamo la bacchetta magica ma faremo il possibile. Certo non è il momento migliore per avviare una macchina amministrativa, visto che siamo già in estate. Partiremo dalle emergenze.”

Sindaco, ecco appunto, quali sono in questi giorni le emergenze di Sabaudia? A cercherà di rimediare non appena riceverà le “chiavi” del Comune?

“Verde pubblico e rifiuti urbani. E’ tutto secco e la manutenzione dei giardini è indietro. Poi in questi giorni c’è stato un ritardo nella raccolta dell’indifferenziato, in molte parti della città. Queste due emergenze saranno al primo posto”.

Gervasi, lei ha ottenuto il 77,75% del consenso. Le fa paura questo numero?

“Mi sono candidata a sindaco consapevole delle responsabilità che avrei avuto se eletta. Questo numero me lo ricorda ed è un bene perché penserò sempre che rappresenta una comunità”.

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