Agricoltori in ginocchio per la crisi idrica. Alleanza per Latina: “Coletta preferisce giocare a pallone”

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“Restiamo sempre più basiti dal comportamento del sindaco Damiano Coletta che, nei giorni scorsi , invece di dedicarsi alle tante emergenze della sua città e tra queste ascoltare il grido d’aiuto degli agricoltori pontini colpiti dall’emergenza idrica, ha preferito trascorrere il weekend a Rimini per giocare le finali nazionali del campionato di calcio amatoriale: dove forse si trova più a suo agio sul prato verde rispetto alle vesti istituzionali e di responsabilità a cui è chiamato dal suo ruolo”. Sono le parole di Alleanza per Latina, che in una nota sollecita l’intervento dell’amministrazione comunale per fronteggiare le problematiche che in questi giorni stanno mettendo a dura prova il territorio pontino – “Le cronache degli ultimi accadimenti nel capoluogo e nelle campagne dei 13 borghi della città di Latina – si legge nella nota – raccontano di agricoltori stremati dalla siccità e costretti a rompere i lucchetti degli impianti di pompaggio del consorzio di Bonifica per far fronte alla scarsità di acque presenti nei canali. È evidente che ci troviamo di fronte ad un grave stato di emergenza idrica e che Coletta avrebbe avuto il sacrosanto dovere di confrontarsi con i rappresentati del mondo agricolo e delle altre istituzioni per cercare insieme a loro una soluzione al problema. Non solo, invece, il sindaco e i rappresentati della sua giunta hanno disertato i tavoli di confronto e le varie assemblee pubbliche, ma non hanno nemmeno operato per produrre una soluzione. Va ricordato – prosegue Alleanza per Latina – che Coletta, come primo cittadino del capoluogo, è anche il presidente della Conferenza dei sindaci e, a nostro modesto avviso, avrebbe dovuto convocare una Conferenza dei sindaci per affrontare il problema anche alla presenza dei rappresentati della Regione.Oggi che le acque dei canali di irrigazione sono sotto il livello di guardia, mentre le falde dei pozzi, nella zona della duna quaternaria, sono invase dalle acque salmastre che se usate per innaffiare le culture le brucerebbero; ci interroghiamo su quali strumenti pensa di mettere in campo il primo cittadino di Latina per dare respiro al mondo agricolo che rappresenta una delle forze trainanti dell’economia della nostra comunità. La proposta della Coldiretti di chiedere alla Regione lo stato di emergenza idrica e di utilizzare i fondi del Psr 5 per coprire i danni documentati dovrebbe trovare la massima attenzione non solo da parte dell’amministrazione comunale di Latina, ma anche da parte di tutti gli altri soggetti presenti in quell’assise”.

“Ci saremmo attesi che la questione venisse dibattuta, vista l’urgenza e la gravità della situazione, anche durante il Consiglio Comunale straordinario di domani convocato invece in tutta fretta per permettere la votazione sulla toponomastica e il cambio di nome del Parco Mussolini. Prendiamo dunque atto che per la maggioranza e il sindaco le priorità sono il titolo tricolore di calcio amatoriale e la cancellazione della storia della nostra città, mentre ci auguriamo che dai banchi dell’opposizione ci sia uno scatto d’orgoglio per trattare questo tema come punto prioritario all’ordine del giorno. Nel frattempo il mondo degli imprenditori agricoli è in ginocchio e il prossimo duro colpo arriverà alle imprese dall’amministrazione Comunale che aumenterà l’importo della Tari del 20-30%. Coletta in una recente intervista si è detto convinto che la città lo rivoterebbe senza alcun dubbio, noi gli consigliamo di fare un vero tour di ascolto nei borghi e nelle periferie o di mettersi in fila la domenica per il rientro dal mare, avrebbe la vera percezione dei disastri che ha combinato la sua amministrazione in un solo anno di governo. A Latina le coltivazioni bruciano per la siccità mentre il sindaco preferisce suonare l’arpa nel palazzo comunale insieme ai suoi assessori”.

 

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