Posti di lavoro nell’Abc, un lato oscuro. “Malumore tra i dipendenti della Latina Ambiente, il sindaco si affretti a chiarire”

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La protesta del 2015 dei dipendenti della Latina Ambiente davanti al palazzo comunale

“Il sindaco Damiano Coletta chiarisca subito se i dipendenti con contratto a tempo indeterminato della fallita Latina Ambiente saranno riassorbiti direttamente dalla nuova Azienda speciale per i rifiuti”. Il clima in questi giorni si è fatto pesante, si respira troppa incertezza e il morale è a terra, tra chi sta dando il massimo per mantenere la città pulita in attesa che il Comune perfezioni la costituzione dell’azienda speciale a cui è stato già dato il nome “Abc”.

Le garanzie offerte dall’assessore all’Ambiente Roberto Lessio sulla tutela occupazionale degli operatori ecologici in servizio non “sono più sufficienti difronte alle notizie giornalistiche diffuse negli ultimi giorni che, al contrario di quanto finora detto dall’amministrazione, asseriscono che le assunzioni all’Azienda speciale debbano essere effettuate tramite bando”, lamenta Emanuele Foresti, segretario regionale della Filas, Federazione italiana lavoratori ambiente e servizi.

“Da tempo abbiamo chiesto un incontro con il sindaco di Latina – prosegue il sindacalista – ma ad oggi non siamo stati contattati. Mi auguro ora, vista la ‘bomba’ lanciata, credendo ancora nella buona fede dell’amministrazione comunale, che il sindaco Coletta si affretti a smentire l’ipotesi avanzata dai giornali. I lavoratori della Latina Ambiente ne hanno bisogno. Questa botta adesso non ci voleva proprio. Grazie ai curatori fallimentari in azienda si stava vivendo un periodo sereno, mai vissuto finora, con un utile in poppa e diritti rispettati. Ora, l’entusiasmo dei lavoratori è stato tarpato, anzi ucciso, da questa storia del concorso pubblico”.

Alle pagine 80 e 81 della relazione sulla fattibilità dell’operazione Azienda speciale redatta dal dipartimento dell’Università di Napoli Federico II incaricato dal Comune di Latina vengono esplicitate le motivazioni occupazionali che inducono a ritenere l’ipotesi trattata più credibile rispetto alle altre soluzioni: “La raccolta con il sistema ‘porta a porta’ – si legge – richiede un’alta intensità di mano d’opera, mentre quella attuale, svolta con i cassonetti stradali e i relativi camion per lo svuotamento laterale (dunque non si prende a paragone un sistema porta a porta gestito da un operatore privato scelto con gara pubblica mentre il sistema attuale, ndr), può essere considerata ad alta intensità di capitale. Nel progetto considerato nella presente relazione, a regime, viene stimato l’impiego di 203 unità lavorative complessive, mentre nella progettualità alla base del bando di gara sono previsti solo 174 unità lavorative con contratto a tempo indeterminato”. Da qui, quindi, le promesse di Lessio: con l’Azienda speciale l’occupazione sarà garantita e presto sarà anche aumentata.

La parola di Lessio probabilmente affonda la presa sull’artico 24 dello statuto della costituenda società, redatto dallo stesso dipartimento universitario: status del dipendente. “A norma di legge, il rapporto di lavoro di tutti i dipendenti di Abc ha natura privatistica. La disciplina generale dello stato giuridico e del trattamento economico dei dipendenti risulta dalla legge e dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle associazioni di categoria cui Abc aderisce, dai contratti collettivi integrativi di settore e aziendale, nonché dai contratti individuali. I requisiti e le modalità di assunzione dei dipendenti sono stabiliti da un regolamento interno (che al momento non risulta agli atti, probabilmente sarà approvato successivamente alla costituzione dell’azienda, ndr), in osservanza delle vigenti disposizioni di legge e dei contratti collettivi…”.

Quanto riportato all’articolo 24 dello Statuto stride con il pronunciamento del Consiglio di Stato, sezione V, contenuto nella sentenza 820 depositata il 20 febbraio 2014. Circa la natura delle procedure selettive per l’assunzione dei dipendenti dell’Azienda speciale – recita la sentenza “… si tratta di procedure poste in essere da soggetti qualificabili come Pubbliche Amministrazioni, per le quali vige il principio del concorso pubblico, esse sono in tutto e per tutto assimilabili alle procedure concorsuali dell’ente pubblico (il Comune) cui l’Azienda Speciale è strumentale; con la conseguenza che la selezione in oggetto, anche se fosse giuridicamente imputabile all’Azienda Speciale, non può che importarne regime giuridico e disciplina e, quindi, per ciò che qui interessa, non può che comportare il rispetto del principio di imparzialità amministrativa nell’assunzione…”

Resta da capire quindi come mai nello statuto della costituenda Abc il rapporto di lavoro di tutti i dipendenti venga indicato di “natura privatistica”. In base a quale norma giuridica? Il chiarimento sollecitato dal sindacalista Filas appare a questo punto indispensabile, visti i legittimi interessi coinvolti.

Per chi in questi giorni ha lamentato l’assenza di clausole di salvaguardia per il personale dipendente della Latina Ambiente vale la pena ricordare che la società mista è fallita e che pertanto il proprio personale potrebbe – salvo ulteriori diverse soluzioni – essere riassunto attraverso il “Collocamento”. Fortunatamente la maggioranza dei dipendenti della Latina Ambiente sono inquadrati in categorie basse per le quali la selezione pubblica potrebbe consistere nel semplice colloquio, a differenza dei colleghi impiegati negli uffici che invece dovrebbero partecipare a un vero e proprio concorso. Per tutti varrebbe il possesso dei requisiti soggettivi previsti per le assunzioni pubbliche. Il condizionale è d’obbligo vista la complessa materia e l’atteso chiarimento da parte dell’amministrazione di Latina Bene Comune, sollecitato con urgenza dalla Filas. Un modo per far uscire allo scoperto il sindaco e valutare eventuali azioni sindacali da intraprendere.

 

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