Latina, lettera di Coluzzi a Mattarella. Appello per una politica che superi gli steccati ideologici

Sergio Mattarella

Il consigliere comunale di Latina Matteo Coluzzi oggi ha rivolto un appello alla più alta carica dello Stato, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché solleciti nel nostro Paese quella pacificazione nazionale che continua a trovare ostacoli negli steccati ideologici anche da parte di rappresentanti delle istituzioni. In maniera diretta il giovane consigliere di Latina si riferisce anche al presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, la cui presenza oggi a Latina, in occasione dell’intolazione dei Giardinetti (ex Parco Mussolini) ai magistrati Falcone e Borsellino, è apparsa – scrive Coluzzi – come la continuazione della damnatio memoriae dal momento che la stessa ha esternato “disagio” nei confronti delle testimonianze tangibili legate al periodo storico del ventennio fascista. Il testo della lettera, di seguito riportata, è stata inviata per conoscenza anche al Prefetto di Latina Pierluigi Faloni.

Al Presidente della Repubblica
Prof. Sergio Mattarella,
Palazzo del Quirinale
00124 Roma

Illustrissimo Presidente,
chi le scrive è un giovanissimo Consigliere Comunale della Città di Latina. Dopo essere
stato eletto in una lista civica in appoggio ad uno dei candidati a Sindaco, con altri giovani
della nostra Città si è deciso di creare un movimento giovanile autonomo e senza vincoli
ideologici denominato appunto “Generazione per Latina”. Evidenzio tale passaggio per
sottolineare che le parole che seguiranno sono totalmente distanti da qualsiasi tipo di
retorica partitica o colorazione politica.
Rivolgo a Lei questo appello, Presidente, perchè il clima che negli ultimi tempi serpeggia
nel contesto in cui viviamo sia a livello locale che a livello nazionale non lascia di certo
intravedere una prospettiva di unione e condivisione dalla quale tutti noi, nell’interesse del
paese e delle comunità locali che quotidianamente viviamo, dovremmo ripartire.
– In riferimento alla cronaca locale, in data odierna la Città di Latina intitolerà il Parco
Comunale, già Parco Arnaldo Mussolini, agli eroi della nazione Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino. Un gesto di legalità e trasparenza motivo di orgoglio per la nostra comunità.
Tuttavia tale cerimonia, che sarà presieduta dalla Presidente della Camera Laura Boldrini,
ha il sapore di una continuazione della “damnatio memoriae” che la Città di Latina, già
Littoria, ha subito nei decenni del dopoguerra.
Numerose perplessità emersero già nel momento in cui fu indicato l’ex Parco Arnaldo
Mussolini ( fratello del Duce, al quale tali giardini nel cuore della Città vennero intitolati
durante il periodo di Fondazione) in quanto già nei mesi precedenti vi furono alcune ipotesi
di modifica del nome prima della scoperta sulla base di documenti storici che dal 1951 in
poi, attraverso atti ufficiali, quei giardini erano stati rinominati “Parco Comunale”.
Oltre al cambiamento relativo alla toponomastica, ulteriore elemento di diatriba e di acceso
confronto ha riguardato l’invito di una figura politica ma ancor prima istituzionale che in più
circostanze ha esternato una certo “disagio” nei confronti delle testimonianze tangibili
legate al periodo storico del ventennio fascista.
Parliamo dunque di periodo storico. Ma a quanto pare questo “pezzo di storia” non è stato
ancora metabolizzato da molti italiani (in questo caso non solo cittadini ma anche
istituzioni pubbliche) che provano un senso di vergogna per quelle che, con tutti i pro ed i
contro del caso, non sono altro che pagine della nostra storia.
In una Città come la nostra, così come nelle altre città di Fondazione, tutto ciò ad oggi non
è sinonimo di nostalgia o ancor peggio di apologia, bensì la base culturale sulla quale la
nostra gente ha cercato di costruire un’identità ed un senso di appartenenza che altrimenti
non esisterebbe.
Le radici della nostra comunità affondano in quel periodo storico (come premesso al di là
di ogni steccato ideologico) e questa Città, già ferita ed umiliata nei decenni passati, non
può e non deve più vergognarsi della sua genesi e del suo essere come fosse un peccato
originale. Ed allora è doveroso interrogarsi sul senso che può avere ad oggi la volontà di
cancellare, la provocazione, l’azione finalizzata a dividere e non unire.
Perché la politica, Presidente, dovrebbe unire e non lacerare. Lacerare quei rapporti
umani oltre che il rapporto tra cittadino ed istituzione ad oggi sempre più conflittuale in un
periodo storico così tumultuoso. Tuttò ciò non fa altro che favorire la politica che non fa
bene a nessuno, quella del populismo e del qualunquismo. Riaccendere lo scontro
ideologico non ci porterà a nulla. Questo clima da “anni di piombo”, che la mia
generazione non vuole e non deve vivere, deve essere schiacciato dalla partecipazione di
tutti coloro che amano la propria terra e che nonostante ciò si trovano ad oggi costretti a
lasciarla. Perchè negli anni di piombo troppi giovani hanno perso la vita per mano di un
odio fratricida. Perchè tanto odio, tanto sangue, non deve essere vano.
Si è tanto parlato di “pacificazione nazionale”. Questo appello, questa riflessione
condivisa, è finalizzata semplicemente a mettere in luce una contraddizione che ci
riguarda e della quale non si può far finta di niente. Che riguarda i cittadini ma in primis le
istituzioni. Solo la sua figura può ad oggi fermare il clima di contrapposizione da “anni 70”
che qualcuno vorrebbe in qualche modo riaccendere. Nel 2017 è arrivato il momento di
voltare pagina, parlare ancora di ideologie ormai superate ed ancorate al secolo scorso
non è funzionale ad una ripartenza virtuosa nell’interesse di tutti noi.
Prendiamo esempio dalla memoria di chi ci ha preceduto, di chi si è sacrificato per il
nostro paese ma traduciamo tutto ciò in progetti ed azioni concrete che guardano al
domani. Che guardano oltre.
Noi Giovani, figli di questa Città, figli di questa Nazione, vogliamo solamente essere fieri
delle nostre radici.
Fieri della Storia che ci appartiene, che portiamo con noi non più per guardare indietro ma,
finalmente, per guardare al futuro che ci vedrà protagonisti.
Per un’Italia fiera dei suoi valori e proiettata verso un avvenire che ci appartiene.
La ringrazio per l’attenzione.

Latina, 19 Luglio 2017

Matteo Coluzzi
Consigliere Comunale
Coordinatore del movimento giovanile
“Generazione per Latina”

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