La casa viola. Undicesimo capitolo

Eccoci all’undicesimo capitolo di questa storia.

Vi confesso che, come faccio sempre prima di scrivere un nuovo capitolo, ho riletto tutto ciò che ho scritto finora e l’ho trovato stracolmo di errori e di contenuti da sistemare.

Ho avuto voglio di piantare tutto lì e di smetterla di tediarvi con questo mio scritto.

Ma in fondo era ovvio che capitasse: questa è  la prima stesura , quella che poi andrà rivista e corretta. E quindi vado avanti, da buona testa dura quale sono. Arriviamo alla fine della storia tra Claudia e Alessandro.

E’ giusto, dobbiamo vedere quel che succederà tra loro : al resto penserò dopo.

Al solito vi lascio i link dei capitoli precedenti .

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO 

CAPITOLO SESTO 

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

Non mi resta che augurarvi buona lettura

Capitolo 11

Claudia adorava correre lungo il sentiero tra le foglie che cominciavano a staccarsi dagli alberi inventando tappeti soffici e odorosi.

Arrivata all’altezza della casa viola si fermò sotto un grande albero a stirare i muscoli , come sempre.

Ma non era un giorno come gli altri quello. Ora la casa era viva. Aveva un’identità e se ne percepiva la vivacità anche attraverso le finestre chiuse e ancora assonnate.

Sicuramente tutti stavano dormendo, pensò Claudia riprendendo la sua corsa e salutando Luna che le stava abbaiando aldilà del recinto.

Non ti ricordavo tanto atletica”

Claudia frenò di colpo e poggiandosi con le mani sulle ginocchia attese che il fiato ritornasse alla normalità prima di parlare

Mi hai fatto prendere uno spavento”

Sono diventato così brutto ?” Alessandro fece una smorfia fingendosi offeso.

Aveva i capelli lunghi e scompigliati come da ragazzo.

Claudia gli sistemò una ciocca sulla fronte con un gesto ed una tenerezza propri degli anni che li avevano visti innamorati .

Alessandro l’aveva aspettata alla fine del ponticello che univa il canale alla sponda sulla quale sorgeva la sua casa.

Ti faccio compagnia , se vuoi”

Se ce la fai a starmi dietro” lo schernì la donna riprendendo a correre .

Quando l’uomo la raggiunse , trovò Claudia seduta sull’erba , vicino alla riva, lo sguardo perso all’orizzonte , una linea curva di dolci colline talmente ricoperte di vegetazione da sembrare soffici , come cuscini.

Si sedette accanto a lei, restando in silenzio .

Il sole iniziava ad alzarsi e a scaldare l’aria. I pioppi facevano tintinnare le loro foglie solleticate dal venticello fresco della mattina.

Un pesce saltò fuori dall’acqua per rituffarsi subito nelle profondità del lago: quasi un saluto, un cenno di presenza.

Alessandro fu il primo a rompere il silenzio .

Non sai quante volte ho pensato di raggiungerti , quando ti vedevo passare”

Da quanto tempo sei qui?”

Un anno”

Un anno?”

Siamo arrivati a settembre l’anno passato. Marco ed Antonio hanno pensato a tutto”

Proprio a tutto non direi” Claudia si alzò e iniziò a camminare nervosamente lungo la riva.

Alessandro la raggiunse

Non potevamo dirti nulla” tentò una spiegazione, una giustificazione che improvvisamente sentì diventare necessaria.

E avete pensato bene di coinvolgermi in questa specie di caccia al tesoro”

Il tono di Claudia si fece ancora più nervoso : la voce le tremava sebbene tentasse di mantenere un distacco che non le apparteneva.

Lo so è stata un’idea folle …”

Alessandro le sfiorò un braccio , mentre lei gli dava le spalle continuando a guardare le acque calme del lago.

Marco ti amava molto….”aggiunse poi

Lo so” la voce si bagnò e si spezzò “Più di quanto meritassi ….”una lacrima accompagnò quest’ultimo pensiero a voce alta di Claudia.

Alessandro ebbe voglia di stringerla forte, ma lei era ancora troppo fragile , ancora distante.

Di spalle , i capelli scuri lunghi ,sembrava ancora la ragazzina di allora, quella che lo aveva lasciato solo in aeroporto con tutto il suo bagaglio di dolore e di delusione.

Quando Marco mi ha cercato ho pensato di mandarlo a quel paese” disse l’uomo con un filo di voce

Ma oggi capisco di aver fatto la scelta giusta.” aggiunse poi mettendo una mano sulla spalla di Claudia.

La donna non si voltò, ma Alessandro capì che stava piangendo.

Marco non voleva lasciarti sola…..”

Avrebbe dovuto parlare con me….” Riuscì a dire Claudia , la voce spezzata.

chi altri sapeva?” chiese

Antonio”

Antonio?…..”

Solo lui. E’ lui che ci ha trovato la casa più appartata del paese e che ci aggiornava…”

E cosa prevedeva il piano geniale di mio marito?” il tono di Claudia era cambiato all’improvviso.

Si voltò, scura in volto, le guance ancora bagnate dalle lacrime.

Un’idea degna della sua fantasia , quella del taccuino.” aggiunse sarcastica.

Cosa sarebbe successo se Greta non avesse avuto l’incidente? Avreste davvero prenotato una stanza alla locanda? Cosa?”

Alessandro si lasciò strattonare, lasciò che Claudia buttasse fuori tutta la sua rabbia e il suo sconcerto.

Quando finalmente si allontanò per andare a sedersi sul molo, con le ginocchia piegate fino al petto e le braccia a stringerle , raggomitolata come faceva da ragazza , quando voleva star sola e ce l’aveva con il mondo intero, la raggiunse , sedendosi accanto, i piedi ciondoloni quasi a sfiorare il pelo dell’acqua.

Restarono così, in silenzio, per un tempo indefinito.

Fu Claudia a parlare per prima , alzandosi.

Devo rientrare. Si è fatto tardi” la voce era priva di colore: un tono indecifrabile.

Anche Alessandro si alzò. Stava per dire qualcosa , ma Claudia lo precedette

Dobbiamo parlarne. Ti aspetto domani sera. Ci vediamo alle nove”

Si voltò e prese a correre , diretta a casa.

Rientrando incontrò Anna in giardino intenta a cinguettare con Luigi che le sorrideva, apparentemente rapito da ogni sua parola.

Accennò appena un saluto per sparire all’istante , cercando rifugio in casa.

Non aveva voglia di incontrare nessuno e doveva fare subito una doccia: la giornata era lunga e piena di impegni. Almeno non avrebbe avuto tempo per pensare.

Accidenti ! Quanta fretta!”

Una voce familiare la scosse e scombinò subito i suoi piani.

Fabrizio se ne stava seduto sul divano nel grande salone con il giornale aperto sulle gambe.

Claudia si fermò di colpo, un piede già sul primo gradino della scala

Ciao…ben arrivato” salutò, sperando che Fabrizio se ne restasse lì seduto e non le venisse incontro.

L’uomo invece si alzò ,la raggiunse e l’abbracciò , dandole un bacio sulla guancia.

Dopo tanti anni tra loro era nata una bella amicizia. Fabrizio aveva più volte trascinato Marco, per natura piuttosto pigro, nelle sue battute di pesca con sveglia all’alba.

La sera , spesso, si riunivano tutti insieme per cenare , ascoltare Luigi suonare la chitarra , e fare tardi tra buon vino e chiacchiere.

Vado a fare una doccia” disse Claudia , iniziando a salire le scale con evidente voglia di sparire , come se stesse scappando da qualcosa o da qualcuno.

Ci vediamo più tardi” aggiunse con un po’ di fiatone , mentre saliva i gradini a due a due.

Fabrizio , al quale non era sfuggito lo strano comportamento dell’amica, annuì e ritornò nel salone.

 

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