Rinvenuta nelle acque marine del Circeo un’antica ancora in pietra. La scoperta di Natoli

Un’antica ancora in pietra di oltre due metri e larga 40 centimetri circa è stata individuata nelle acque antistanti la costa del Circeo dal giornalista e scrittore Umberto Natoli, appassionato di archeologia subacquea autore nel recente passato di altre scoperte nella zona.

Il reperto, che a detta dello scopritore potrebbe risalire al VI secolo a.c., presenta al centro una scanalatura trasversale con due fori ai margini serviti presumibilmente per alloggiare e legare la barra trasversale in legno per il governo dell’ancora.

Natoli ha allertato il Locamare che ha notificato a sua volta la notizia alle altre autorità competenti attivando nel contempo le misure di tutela e sorveglianza del sito con interdizione della zona alle immersioni nel raggio di duecento metri, mentre la dottoressa Francesca d’Atri della Soprintendenza per i beni archeologici–settore subacqueo ha disposto la verifica del sito incaricando del sopralluogo l’archeosub Filippo Avilia, esperto di archeologia subacquea e in particolare di ancore antiche, alla ricerca di eventuali altri reperti nelle vicinanze, legati in qualche modo alle vicende dell’ancora che ne possano raccontare la storia.

Il sindaco di San Felice Giuseppe Schiboni ha già dato la disponibilità di locali comunali per le operazioni preliminari al trattamento del reperto e per la successiva custodia ed esposizione al pubblico previa autorizzazione della soprintendenza.

I vari interventi sono coordinati dal Comune tramite il delegato del sindaco ai beni culturali Angelo Guattari, che in considerazione del valore storico e della notevole entità dei reperti archeologici subacquei che in continuazione emergono dai fondali marini del Circeo, intende proporre all’Amministrazione Comunale la costituzione di uno specifico sito espositivo destinato a diventare parte del grande polo museale comunale già nei programmi del sindaco.

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