Alleanza per Latina: le dimissioni di Costanzo certificano il fallimento di Lbc

Alessandro Ciammaruconi

“Le dimissioni dell’assessore Antonio Costanzo certificano definitivamente, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, il fallimento politico-amministrativo del sindaco Damiano Coletta e del suo movimento Latina Bene Comune”.

Con queste parole l’avvocato Alessandro Ciammaruconi, tra i fondatori del movimento civico Alleanza per Latina, commenta l’ultimo colpo di scena della giunta “civica” del capoluogo pontino.

“Alle elezioni dello scorso anno Lbc si era connotata come forza civica con forti elementi di radicamento anche nell’area della destra cittadina, purtroppo oggi invece vediamo all’opera un sindaco ed un’amministrazione che si collocano nell’area di riferimento dell’estrema sinistra. Se a questo poi aggiungiamo – afferma Ciammaruconi – le dichiarazioni dell’assessore Costanzo che nella sua lettera ha dichiarato senza mezzi termini che Coletta e tutta Lbc ‘hanno contraddetto impegni e obiettivi con i quali si sono presentati all’elettorato’ ecco che abbiamo chiaro come nell’ultimo anno sia stato perpetrato un vero e proprio inganno nei confronti della città tutta.

Se lo stesso Costanzo, tra i primi fondatori di Lbc e tra gli esperti schierati nella sua giunta dal Sindaco Coletta, dichiara che si è deviato dai principi ispiratori del movimento ‘legalità, trasparenza, partecipazione e cambiamento’: viene da chiedersi dove ci stanno portando il sindaco e la sua Giunta, reduci non dimentichiamolo anche dalla cacciata del dirigente Aldo Doria e dalle dimissioni da presidente del Consiglio Comunale di Oliver Tassi”.

“Il riferimento al ruolo del Direttore Generale, scelto direttamente dal sindaco – continua Ciammaruconi -, che secondo le normative agisce direttamente su sua indicazione, e che a detta di Costanzo si frappone al raggiungimento di questi obiettivi; dovrebbe farci riflettere sul fatto che oggi a rassegnare le dimissioni non doveva essere Costanzo ma lo stesso Coletta. Il passaggio poi sull’azienda speciale dei rifiuti e sul riferimento ad atti e normative reperite su internet, così come il riferimento a consiglieri inesperti e impreparati non possono lasciarci indifferenti e preoccupati. Al tempo stesso ci preoccupa anche e soprattutto il curioso episodio del ‘copia – incolla’ denunciato dalla stampa sullo statuto dell’azienda Abc, una consulenza costata al Comune 39.000 euro ed affidata ad un dipartimento universitario di Napoli, che ha prodotto lo stesso risultato dell’Azienda idrica partenopea, e su cui chiederemo presto lumi alla Corte dei Conti. Ma la cosa che in questo momento ci preoccupa di più è la situazione in cui versa la nostra amata Latina. Una città lasciata nel più assoluto degrado urbano e una comunità divisa anche e soprattutto per la deriva estrema che sta prendendo l’amministrazione Coletta. Basti pensare che la cerimonia d’intitolazione del Parco Mussolini ai due eroi della lotta alla mafia, Falcone e Borsellino, si è conclusa con lo sventolio di bandiere rosse sulle note di ‘Bella Ciao’. Una scelta quanto mai inopportuna per il tentativo di intestare la battaglia per la legalità ad una sola parte politica di questa città”.

“Vorremmo ricordare al sindaco e ai suoi seguaci – conclude Ciammaruconi -che le persone per bene, come anche i disonesti, non possono essere individuate sulla base dell’appartenenza all’uno o all’altro schieramento; mentre un dato è certo: oggi lascia la sua amministrazione una persona per bene, mentre rimane in carica un assessore che vede uno dei suoi familiari sotto processo a Roma per quella che fino a ieri era definita Mafia Capitale. Lo stesso familiare che secondo quanto riportato dalla stampa locale risulterebbe essere al centro di un’inchiesta per truffa ai danni del Comune di Latina”.

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