“Caro Costanzo, il tuo lavoro resta nel dna di Lbc il cui percorso è più vivo che mai”

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Dario Bellini, capogruppo di Latina Bene Comune

Latina Bene Comune fa i conti con le dimissioni dell’assessore Antonio Costanzo. Se il sindaco ha ricondotto il caso a un problema “fisiologico”, i consiglieri del gruppo di maggioranza si dicono rammaricati per la scelta di Costanzo il cui lavoro resta nel dna del movimento che, anche grazie al suo gesto diretto, è più vivo che mai. La riflessione completa del gruppo consiliare capeggiato da Dario Bellini è contenuto nella seguente nota: “Con la presente i Consiglieri del gruppo di maggioranza di Latina Bene Comune, vogliono esprimere tutto il proprio rammarico per la scelta di Antonio Costanzo di dimettersi da Assessore al Personale. Siamo coscienti di quanto questo passo sia stato sofferto. Un ruolo importante quello esercitato in questi anni da Antonio, che lo ha visto sempre impegnato in prima linea, con le sue professionalità e la sua generosità, dalla stesura del programma di Latina Bene Comune, all’impegno profuso come Assessore, oltre al supporto offerto al gruppo dei Consiglieri. Ciò di cui siamo convinti è che il lavoro fin qui svolto da Antonio Costanzo è, e rimane, nel DNA dell’azione amministrativa e del movimento Latina Bene Comune il cui percorso, anche grazie al suo lavoro, anche grazie a questo gesto se si vuole diretto e tranchant così com’è il carattere e l’agire di uno dei fondatori del nostro movimento, è più vivo che mai”.

Dunque, nessun accenno alle pesanti critiche mosse da Costanzo laddove afferma che la linea condotta in tutti questi mesi contraddice impegni ed obiettivi condivisi con Latina Bene Comune. Impegni e obiettivi “con i quali – ha sottolineato Costanzo – ci siamo presentati alla città, per i quali io mi sono esposto. La nostra entrata in politica e la nostra azione, è stata sempre ispirata ad alcuni principi: legalità, trasparenza, partecipazione e cambiamento. Cambiamento rispetto alle precedenti amministrazioni che non hanno tenuto in debito conto l’importanza della macchina amministrativa e del personale che ne è la concreta espressione…”. Nessuna replica esplicita ad uno dei fondatori di quel movimento che oggi i consiglieri dicono che anche senza di lui “è più vivo che mai”. Anche il sindaco del resto aveva sorvolato sulle accuse omettendo qualsivoglia cenno di autocritica o al contrario di smentita. Damiano Coletta aveva spiegato l’”incidente” dovuto a momenti di incomprensione, di difficoltà davanti alle quali si reagisce secondo la propria sensibilità e che i ritardi, dovuti alle difficoltà incontrate, non avrebbero modificato né le priorità né il proseguimento degli obiettivi.

A tentare la replica alle accuse mosse da Costanzo ci ha pensato invece Pietro Gava, segretario del movimento in una lettere aperta indirizzata ormai all’ex assessore: “Legalità, trasparenza, partecipazione, cambiamento: il movimento- scrive Gava – se rinunciasse a perseguire la concretizzazione di queste parole nella nostra città, anche attraverso l’azienda speciale, sarebbe finito.”

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