Crisi idrica, la Cisl a Zingaretti: “Tubature obsolete che disperdono acqua”

Roberto Cecere

Roberto Cecere segretario Generale della Cisl risponde al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti in merito alle ultime dichiarazioni sull’emergenza idrica sul territorio e propone interventi incisivi mirati a fronteggiare la grave problematica partendo dai dati della dispersione di risorse dovuta allo stato fatiscente della rete.

“Il Presidente Zingaretti ha annunciato che l’acqua sta finendo quasi come se fosse un evento naturale, per la Cisl l’acqua non è finita ma purtroppo si disperde nei chilometri di tubatura sostanzialmente obsolete. I dati tecnici al riguardo ne danno conferma ormai da anni – spiega la Cisl – infatti più del 40% dell’acqua che entra nelle condotte idriche si perde per strada. Per quanto ci riguarda una possibile soluzione percorribile è un vero ‘Piano Marschall’, ovvero una programmazione almeno quinquennale sulle condotte che analizzi e valuti le tratte più bisognose di rinnovamento e/o manutenzione”.

Gli interventi

Secondo Cecere, quindi, “sono necessari degli interventi di massa simili a quelli messi in campo in questi anni dal gestore sul piano della depurazione che, rispondendo alle priorità di mettere in sicurezza e controllare il processo, hanno raggiunto eccellenti risultati. Sono note infatti le molteplici bandiere blu sparse per tutto il litorale laziale che danno un po’ di lustro alla nostra regione. Proviamo per un attimo ad immaginare l’efficientamento delle reti idriche che, oltre a portare un serio risparmio in termini economici sull’utilizzo di energia elettrica, genererebbe un’importante aumento occupazionale nel comparto edile, da troppi anni oramai in una profonda crisi che sembra non aver mai fine”.

 Le risorse

“Trovare le opportune risorse economiche non può essere una prerogativa del gestore – prosegue Cecere – ma occorre un intervento responsabile da parte della Regione, un segnale chiaro che restituisca fiducia ai cittadini nel poter usufruire di un bene primario e vitale come l’acqua. Non bastano più le solite politiche di incentivi a pioggia che molte volte sono andate in direzione di aziende già con profitti alti e che quindi assumerebbero a prescindere i lavoratori invece si potrebbero spostare risorse mirate su questi capitali dove, oltre a creare nuovo lavoro, si darebbe un servizio migliore a tutta la collettività”.

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