Aprilia, 170 viaggi in un anno nella cava dei veleni: le verifiche dell’Arpa

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Una veduta della maxi discarica sequestrata in via Corta ad Aprilia

Ci vorranno settimane, forse mesi, per capire la portata del disastro ambientale legato allo sversamento di rifiuti nella cava di via Corta. Un traffico illecito smantellato grazie all’operazione condotta ieri su disposizione del DDA di Roma, che ha portato all’arresto di 22 persone coinvolte a vario titolo e al sequestro di beni per 15 milioni di euro riconducibili alla famiglia Piattella, a capo dell’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti. Questa mattina l’Arpa Lazio ha effettuato un nuovo sopralluogo sul sito e prelevato dei campioni di terreno dalla cava di pozzolana che dovranno essere analizzati. Le analisi sulle acque e sul suolo permetteranno di far luce sulla tipologia di sostanze riversate in un anno e mezzo all’interno della cava. I mezzi pesanti, che viaggiavano di notte per raggiungere la discarica abusiva, hanno effettuato almeno 170 viaggi sversamenti di rifiuti tossici e pericolosi, tutti documentati grazie alle microcamere piazzate dalla Polizia a partie da marzo 2016, quando l’indagine ha avuto inizio. E’ stato proprio quel singolare via vai di mezzi pesanti, che dalla Pontina raggiungevano quella strada abitata da una manciata di persone, in una zona periferca sconosciuta ai più, a insospettire gli uomini della Polizia Stradale di Aprilia coordinati dall’ispettore superiore Massimiliano Corradini, decretando di fatto l’avvio dell’indagine. Smascherati i colpevoli, quasi tutti imprenditori edili o dediti allo smaltimento dei rifiuti, resta da capire la portata della ferita inferta al suolo e alle acque.

L’assessore Lombardi: “Il denaro sequestrato per garantire la bonifica” Proprio dalla trasmissione dei dati dei prelievi dell’Arpa, dipenderanno le azioni dell’ente di piazza Roma, che auspica tempi brevi per poter garantire la tutela della salute dei cittadini. “Ogni azione dell’amministrazione- spiega l’assessore all’ambiente Alessandra Lombardi- è legata alla ricezione di disposizioni in tal senso da parte degli organi di controllo. Ci vorranno diversi giorni per avere quei risultati e un quadro più chiaro sulla natura della sostanze sversate, dunque sul grado di penetrabilità nella roccia e nel terreno e sul rischio di inquinamento delle falde. Nella peggiore delle ipotesi, ossia se l’inquinamento ha raggiunto la falda, i danni potrebbero essere irreparabili. Per dirlo però è necessario aspettare l’esito delle prime analisi, poi dei carotaggi che verranno effettuati sulla cava per documentare la stratificazione e la tipologia di rifiuti riversati in un anno e mezzo. Fortunatamente, grazie all’intervento della Polizia e alle prove raccolte in un anno e mezzo, è stato possibile fermare i responsabili di questo scempio e anche i conferitori, ma giungere anche al sequestro preventivo di 15 milioni di euro, che potrebbero servire per la bonifica. Sconcertante constatare che molti dei responsabili sono residenti ad Aprilia”.

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