Latina, fondi persi per accessi al mare per disabili: Comune pronto a ricorrere al Tar

Roberto Lessio

Riceviamo e di seguito pubblichiamo integralmente la nota dell’amministrazione comunale di Latina in merito al recente de-finanziamento da parte della Regione Lazio del contributo stanziato per l’esecuzione di un progetto relativo alla realizzazione di “strutture per l’assetto e riqualificazione della spiaggia e l’accesso ai disabili, postazioni di salvataggio e servizi sugli arenili liberi”. Il Comune annuncia un ricorso al Tar per l’annullamento del de-finanziamento determinato dalla Regione con atto del 12 luglio scorso (qui in pdf)

In merito alla revoca del finanziamento per la realizzazione di passerelle per disabili alla marina di Latina, l’Amministrazione comunale (e/o l’Assessore all’Ambiente del Comune di Latina), nel confermare di non aver ancora ricevuto, ad oggi, alcuna comunicazione ufficiale, né scritta, né verbale, da parte della competente Direzione della Regione Lazio, intende ribadire di aver compiuto tutti gli atti necessari per impedire un de-finanziamento che, nella sostanza, si era già concretizzato ben prima del proprio insediamento.

Il provvedimento di revoca infatti, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (BURL) martedì scorso, è stato adottato in data 12 luglio, mentre l’ultima comunicazione ufficiale avvenuta tra l’Assessore Lessio e i competenti uffici regionali, così come si evince dal provvedimento stesso, è del 22 giugno u.s. Dunque non sono state concesse neppure tre settimane di tempo per verificare, ripresentare e aggiornare gli atti di una vicenda che stava in piedi da ben sette anni. Vicenda “complessa e farraginosa” della quale l’Assessore all’Ambiente è stato messo a conoscenza dalla medesima Direzione regionale solo nello scorso mese di aprile, proprio con la comunicazione dell’avvio del provvedimento di de-finanziamento. Solo in data 07/04/2017 infatti è pervenuta anche alla PEC del Servizio Ambiente del Comune di Latina la comunicazione relativa a quanto in essere dal 2010, senza alcun avanzamento sostanziale e alcun esito positivo. Tutte le altre comunicazioni passate sono state inviate direttamente al RUP del procedimento e/o all’Ufficio Demanio Marittimo del Comune di Latina; va precisato che quest’ultimo non fa più parte del Servizio Ambiente dall’inizio del 2016 per decisione del Commissario Barbato. Alla comunicazione del 7 aprile è comunque seguita un’immediata verifica con l’ufficio comunale competente e la società incaricata della progettazione, mentre per le vie brevi sono intervenute e-mail e telefonate di chiarimento sui motivi del mancato perfezionamento dell’intero iter con il funzionario regionale incaricato. A tal fine c’è stato l’invio del 22 giugno scorso degli atti più importanti. Tutto ciò è avvenuto malgrado il fatto che la medesima Direzione regionale avesse avviato analoghe procedure per i cosiddetti “progetti PLUS” della Marina, risultati tutti in fase di abbandono al subentro dell’attuale amministrazione e poi comunque riportati all’interno delle regole contrattuali che ne avevano permesso il finanziamento grazie all’intenso lavoro prodotto dal Servizio Ambiente. 

Da notare inoltre che nel provvedimento pubblicato sul BURL è presente il seguente passaggio: “Considerato altresì che i pareri, nulla osta e autorizzazioni rilasciati dalle competenti autorità a valere sulla proposta progettuale in argomento nel corso della Conferenza dei Servizi del 2/02/2010 e del 16/03/2010 (in particolare per quanto attiene al parere paesaggistico, ambientale e idrogeologico) sono da ritenersi non più validi in quanto risultano trascorsi più di cinque anni dalla data del loro rilascio”.

Questo passaggio compare per la prima volta solo nel provvedimento pubblicato sul BURL del 25 luglio 2017: tre giorni fa.

Se inerzia c’è stata quindi, questa non può essere imputata all’attuale Amministrazione comunale che si riserva di impugnare tale provvedimento davanti al TAR.

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