Latina, indagini in corso sull’inferno della baraccopoli. Un minuto di silenzio per l’ucraino morto

Sarà l’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Valerio De Luca a chiarire cause ed effetti dell’incendio avvenuto ieri a Latina tra via dei Volsci e via degli Elleni. E’ prevista nella giornata di sabato l’autopsia disposta sul corpo dell’immigrato ucraino rinvenuto sulle sponde del canale delle Acque Medie, deceduto probabilmente mentre tentava di sfuggire alle fiamme. Il rogo ha interessato un accampamento di senzatetto per lo più provenienti dall’Est Europeo. Durante le operazioni di spegnimento un vigile del fuoco è rimasto ferito ed ha dovuto ricorrere alle cure mediche.

La Polizia Scientifica ha effettuato rilievi nel punto il cui è stato rinvenuto il cadavere dell’immigrato, mentre l’accertamento dei vigili del fuoco è stato indirizzato per determinare con esattezza la causa dell’incendio che secondo alcune testimonianze sarebbe di natura dolosa. Qualcuno ha visto appiccare il fuoco. Mentre l’intenzione di colpire proprio gli immigrati resta nel campo delle ipotesi investigative. Le indagini, coordinate dal pm De Luca, sono state affidate alla Polizia di Stato che dovrà mettere in fila gli elementi raccolti dai propri investigatori con l’esito degli esami svolti dai tecnici dei vigili del fuoco.

Questa mattina il Consiglio comunale si è aperto rispettando un minuto di silenzio per la tragica morte dell’ucraino. E’ stato il presidente dell’assise civica Massimiliano Colazingari, subito dopo l’appello, a invitare i consiglieri ad esprimere in questo modo il cordoglio “per la grave tragedia accaduta in città”.

Sul luogo del disastro tanta desolazione. Lamiere accartocciate dal calore, giacigli di fortuna ed effetti personali trasformati in cenere e poi tutt’attorno il nero, piante carbonizzate e ferraglie e bottiglie sparse su inesistenti prati bruciati. Un uomo morto in mezzo all’inferno di fuoco e di degrado impone verità.

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