Integrazione migranti a Latina, Contribuenti.it segnala incognite e chiede alla Prefettura dati completi

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Antonio Bottoni e un momento della firma dell'ultimo protocollo d'intesa tra Prefettura, Comuni e associazioni sull'integrazione dei migranti

“Quante sono le somme che vengono erogate e, quindi, percepite, dalle Associazioni e dagli Enti che si occupano dei progetti di integrazione a Latina e in provincia?”. E ancora: “Quante sono le persone che finora hanno volontariamente aderito ai progetti di integrazione a Latina e in provincia?”; “I cittadini pagano due volte la cura del verde?”

A porre questi due interrogativi è Contribuenti.it – sportello di Latina dell’Associazione contribuenti italiani, il cui direttore provinciale è Antonio Bottoni.

Bottoni è personaggio molto noto a Latina e in tanti sanno che lavora in Prefettura, ma in qualità di rappresentante di un’associazione nata per la tutela dei contribuenti si trova a segnalare informazioni carenti provenienti dalla Prefettura in occasione del recente protocollo d’intesa, sottoscritto con nove Comuni della provincia pontina, e prima ancora con altri sei, e associazioni operanti sul territorio finalizzato all’individuazione di forme di integrazione dei migranti ospitati nelle strutture di accoglienza straordinaria nel tessuto sociale della comunità ospitante. I comuni che hanno sottoscritto il protocollo, lo ricordiamo sono Latina, Aprilia, Terracina, Minturno, Priverno, Sermoneta, Maenza, Pontinia e Lenola che vanno aggiungersi a Fondi, Norma, Cori, Roccasecca dei Volsci, Rocca Massima e Santi Cosma e Damiano.

“Dalla lettura del comunicato stampa della Prefettura – scrive Bottoni – si evince che nei comuni di più remota sottoscrizione, i progetti attuati sono consistiti prevalentemente nella manutenzione del verde e del decoro urbano, ‘con i quali sono state supportate attività comunali rese più difficoltose dalla carenza di risorse finanziarie e umane’. Si apprende, inoltre, che i richiedenti protezione internazionale ammontano in provincia di Latina a 2.892 unità, gestite da 11 associazioni operanti in provincia, che si attestano complessivamente a 3.210 se si considerano anche coloro che sono ospiti dei Centri di accoglienza straordinaria e programmi Sprar curati dai Comuni. Tuttavia, al riguardo, questa Associazione non può considerarsi pienamente soddisfatta dalle cifre citate dalla Prefettura, in quanto, dalle stesse, non si è in grado di poter effettuare alcuna valutazione sull’effettiva integrazione dei soggetti interessati, anche se non sembra che ciò rientri negli interessi degli enti erogatori dei contributi in denaro, nonché sul grado più o meno intenso né sul tempo impiegato per raggiungere degli standard progressivi di integrazione, i quali dovrebbero essere specificamente previsti nei protocolli, al fine di valutare la bontà dell’offerta ‘integrativa’ proposta dalle associazioni riceventi le erogazioni economiche. Ciò potrebbe essere indizio di elargizione di somme, anche consistenti, senza che, tuttavia, vengano raggiunti gli scopi precipui per i quali quelle somme vengono messe a disposizione. Altro elemento di criticità, viene rilevato proprio nell’assoluta mancanza di indicazioni sulle somme che vengono erogate e, quindi, percepite, dalle Associazioni e dagli Enti che si occupano dei progetti di integrazione”.

Bottoni evidenzia inoltre che nel comunicato della Prefettura è assente il numero delle persone che sino ad ora hanno volontariamente aderito ai progetti: “Infatti – spiega – il numero complessivo delle presenze è del tutto insignificante per le finalità dei progetti di integrazione, in quanto una cosa sarebbe parlare di 10-20 o 30 unità su oltre 3.000, altra cosa sarebbe venire a conoscenza che le unità aderenti ammontano, ad esempio, a 2.000-2.500 o anche più”.

Il direttore provinciale dell’associazione Contribuenti.it ritiene opportuno rammentare che “si tratta di denaro pubblico, della cui destinazione e del cui buon impiego dovrebbe essere edotta la cittadinanza tutta in maniera trasparente, magari attraverso la pubblicizzazione di report periodici, conseguenti a specifiche attività di monitoraggio, senza costringere nessuno a dover effettuare particolari e, talvolta, difficili ricerche sui vari siti istituzionali, dai quali, tuttavia, nel migliore dei casi, si ricavano dati sommari e del tutto parziali”.

“Da ultimo, questa Associazione – aggiunge Bottoni -, proprio per le specifiche funzioni nelle quali sono stati dichiaratamente impiegati i soggetti che hanno volontariamente aderito, cioè ‘prevalentemente nella manutenzione del verde e del decoro urbano’ non può esimersi dall’effettuare una ulteriore considerazione. Se i soggetti in argomento sono stati impiegati per tali attività, che sono proprie di aziende che, comune per comune, devono svolgere detti servizi e che, per motivi vari non li svolgevano per ‘carenza di risorse finanziarie ed umane’, ciò sta a significare che i costi delle lavorazioni affidate agli aderenti ai progetti di integrazione, svolti in sostituzione del personale che doveva ordinariamente svolgerli, devono essere decurtati dal costo che le singole amministrazioni comunali fanno pagare ai propri cittadini attraverso la fiscalità generale. Altrimenti si verificherebbe il paradosso che i cittadini, direttamente o indirettamente, pagherebbero due volte lo stesso servizio, e, per converso, altri soggetti, magari le stesse aziende che non assicurano quei servizi in maniera ottimale, potrebbero indebitamente arricchirsi risparmiando sui costi dei lavori non eseguiti dal rispettivo personale”.

“Questa Associazione, pertanto, auspica che la Prefettura di Latina – conclude Bottoni -: voglia rendere edotti in maniera esaustiva i cittadini del proprio territorio sui dati numerici ed economici relativi ai progetti sottoscritti; voglia effettuare regolari ed approfonditi monitoraggi sul corretto impiego delle risorse economiche messe a disposizione di Enti ed Associazioni di volontariato sul tema specifico; voglia rendere noti periodicamente i report dei monitoraggi effettuati in tal senso”.

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