Sperlonga, tunnel “pedonale” trasformato in latrina. La vergogna a due passi dal museo archeologico

Vergognosa situazione di degrado a due passi dal museo archeologico di Sperlonga. Imbarazzate le guide turistiche.

Quel vecchio canale di scolo delle acque provenienti dalla montagna, sottostante la sede stradale della Flacca, sottoposto a manutenzione in occasione dei lavori della pista ciclabile che collega il centro di Sperlonga al museo, è diventato un ottimo passaggio pedonale per chi è diretto all’esposizione archeologica e alle discoteche. Ma l’inciviltà sottotraccia, complice dell’oscurità, esplode nel primo sabato di settembre. Da tempo buste e cartacce sparse precedevano l’ingresso al tunnel, ma questa mattina il sottopasso è apparso agli occhi di una comitiva di turisti una mega pattumiera e al contempo una latrina puzzolente con tanto di deiezioni umane. “Ho provato vergogna a passare lì con al seguito il gruppo di visitatori arrivati al parcheggio con il pullman”, ha confermato la guida turistica Cinzia Vastarella che ha segnalato il caso agli addetti del museo.

Il tunnel, sebbene non nato per uso pedonale, di fatto rappresenta un utile passaggio sicuro poiché evita l’attraversamento pedonale della strada ad alta percorrenza veicolare che separa il parcheggio dall’ingresso del sito archeologico. La bestialità umana certe volte, come in questo caso, è la sola responsabile. Tuttavia qualcuno dovrà pur provvedere alla bonifica. Di chi la competenza? Il museo è già chiamato fuori, ed è ovvio. Il Comune? Ammesso che qualcuno, anche a titolo volontario per amore del territorio, si rimbocchi le maniche e sanifichi il sottopasso, quale potrebbe essere l’iniziativa deterrente affinché mai più i visitatori del museo e più in generale gli utilizzatori del tunnel non debbano rischiare il colera? Non vorremmo che alla fine, per evitare il problema, si ricorresse alla soluzione più facile: interdire ai pedoni il passaggio nel canale di scolo.

Ci piacerebbe invece che la ragione della pubblica incolumità prevalesse e spingesse l’amministrazione comunale a percorrere un iter che possa verificare se la struttura sia agibile all’uso alternativo, se l’utilizzo della stessa in condizioni meteorologiche favorevoli possa essere regolamentata, e in caso affermativo “sorvegliare” anche con l’uso delle tecnologie l’intero percorso in modo da scoraggiare l’abbandono di rifiuti e comportamenti indecenti e incivili. Sarebbe una bella sfida poter ufficialmente pedonalizzare il tunnel esistente, che in periodi di siccità come questo perde la sua funzione originaria. Se ciò non fosse possibile allora a maggior ragione che si impedisca l’accesso in primis a chi sporca.

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