Senz’acqua? Non è colpa della siccità. Forte chiede commissione di verifica su gestione Acqualatina

“I nostro territorio vanta la presenza di falde acquifere imponenti, di talché non è la scarsità di acqua il vero nodo cruciale del peggioramento drastico della vita di circa 650.000 persone ma la gestione assolutamente inefficiente di Acqualatina spa”.

E’ quanto afferma il consigliere regionale di Latina Enrico Forte in un’interrogazione rivolta al presidente Nicola Zingaretti e all’assessore alle Infrastrutture Fabio Refrigeri. Nell’atto depositato e indirizzato al presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, l’esponete pontino del Partito democratico evidenzia che “la conclamata dispersione del 70% a causa delle tubature fatiscenti implica che almeno il nostro territorio non avrebbe minimamente risentito della siccità se Acqualatina spa, nel corso dei 15 anni di gestione, avesse operato con diligenza e senso di responsabilità, mantenendo fede agli impegni assunti e provvedendo anche esclusivamente ad una manutenzione ordinaria”.

Nella sua interrogazione, Forte scrive che “il deficit degli investimenti operati da Acqualatina spa per realizzare il programma degli interventi previsti, oltre a configurare un grave inadempimento al quale dovrà conseguire la risoluzione del contratto, è, quindi, l’unica causa dell’attuale fase critica che la popolazione sta subendo”. Parole di fuoco contro il gestore del servizio idrico integrato Ato 4 che anticipano la richiesta, alla base dell’interrogazione dem, dell’istituzione di verifica dell’intera gestione del bene pubblico da parte di Acqualatina sin dal 2003. Una commissione che vada a fondo sui fatti che hanno determinato l’interruzione di pubblico servizio, sulle modalità indiscriminate di interruzione e sulla equa ripartizione delle conseguenze del razionamento, verificando altresì la rispondenza del piano industriale con gli interventi effettivamente eseguiti e la correttezza di tutto l’operato prima con la ordinaria amministrazione e poi nell’attuale fase emergenziale disponendo”.

Forte chiede anche, se del caso, la nomina di un “commissario ad acta”, per garantire l’adempimento degli obblighi previsti dalla legge da parte della società Acqualatina spa e, di conseguenza, ad attivare tutte le procedure atte ad assicurare la gestione completamente pubblica del Servizio Idrico Integrato dell’Ato4 Lazio Meridionale Latina, sostenendo e assistendo gli Enti Locali in questo passaggio”.

Il consigliere pontino a margine dell’interrogazione sottolinea come a partire dal luglio 2016 si siano verificate interruzioni nella fornitura di acqua,  interruzioni che da maggio di quest’anno sono ormai diventate permanenti.

“La società Acqualatina – spiega – ha proceduto all’apertura e chiusura dell’erogazione senza alcun avviso oppure con avvisi non corretti riguardo agli orari mentre il servizio di emergenza e pronto intervento non sono di alcuna utilità visto che delle 13 squadre tecniche non c’è traccia. La carenza ormai permanente di acqua sta creando notevoli disagi anche economici e provoca gravissimi rischi sanitari per una collettività di 650mila persone che superano il milione durante la stagione estiva”.

“La società nei vari comunicati stampa – prosegue il consigliere regionale – si giustifica adducendo come unica causa la siccità mentre il nostro territorio vanta la presenza di falde acquifere imponenti. Appare quindi necessario accertare le responsabilità circa una conclamata dispersione del 70% provocata da una rete fatiscente e gli interventi sulla rete attuati da Acqualatina nei suoi 15 anni di gestione del servizio idrico. Opinabile il comportamento della società anche sul fronte della trasparenza visto che di recente in risposta ad una richiesta di accesso agli atti presentata da un pool di avvocati che stanno avviando una class action contro il gestore Acqualatina afferma che i documenti richiesti non sarebbero di pubblico interesse e impegnerebbero per troppo tempo gli uffici distogliendoli da altro lavoro. Tutto ciò – conclude Forte – impone l’istituzione di una commissione di verifica sull’operato della società e l’avvio delle procedure per arrivare ad una gestione completamente pubblica del servizio idrico integrato”.

 

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