Sperlonga, parcheggio pericoloso sulla Flacca. I lavori misteriosi in una denuncia presentata ai carabinieri

Il parcheggio antistante il museo archeologico di Sperlonga

Uno sbancamento su terreno privato perpetrato da ignoti che ha deviato il canale della raccolta delle acque in zona ad alto rischio idrogeologico. E’ quanto contenuto in una recente denuncia/esposto cautelativo depositata da Alfredo Scalfati presso la stazione dei carabinieri di Sperlonga.

La questione riguarda il parcheggio sulla Flacca realizzato in corrispondenza del chilometro 16,600 “utilizzato da numerosi autobus che si introducono nell’area di sosta a retromarcia dalla strada”. Il limite di velocità nel tratto interessato dalla “misteriosa” opera – spiega Scalfati – “è di 70 chilometri orari e dal parcheggio partono strisce pedonali che consentono di accedere al museo archeologico di Sperlonga in prossimità di una galleria”. Scalfati nella sua denuncia afferma che l’area di sosta è stata realizzata su fondo di sua proprietà, da ignoti che utilizzavano mezzi meccanici e che hanno “tagliato il piede della montagna sul bordo del canale di raccolta delle acque”, conseguenza – afferma a margine – dei continui allagamenti della sede stradale purtroppo teatro di numerosi incidenti. La situazione di pericolo venutasi a creare ha spinto Scalfati, dopo essersi recato all’Astral – titolare della strada – per verificare quali procedure amministrative siano state attuate per la realizzazione dell’opera senza avere risposte, a presentare la denuncia ai carabinieri allo scopo di sollevarsi quale proprietario del terreno oggetto dei lavori “da qualunque evento riconducibile alla realizzazione del parcheggio e all’utilizzo dello stesso chiedendo alla stazione dell’Arma di accertare quanto segnalato al fine della sicurezza pubblica e della viabilità in genere”.

Scalfati, inoltre, riferisce di aver chiesto più volte un incontro con il direttore del museo per mettersi a disposizione per una diversa soluzione del problema avendo lui stesso preso l’iniziativa di far redigere un progetto di massima per una viabilità sicura possibile in quel tratto, consistente nella realizzazione di due rotatorie che consentano ai pullman di immettersi nel parcheggio senza manovre pericolose. Un incontro mai avvenuto.

Nei giorni scorsi ci siamo interessati del degrado in cui versa il tunnel sottostante la sede stradale che i turisti utilizzano per evitare l’attraversamento della Flacca e raggiungere agevolmente l’ingresso del museo. Da quanto risulta si tratterebbe di una preesistente struttura per lo scolo delle acque meteoriche probabilmente adeguata al nuovo uso, vista la presenza di punti luce a una trentina di centimetri dal piano di camminamento. Che fine faranno le acque non appena riprenderanno le precipitazioni? Allagheranno il sottopasso o saranno convogliate nel tombino presente e sporgente dal piano di calpestio del tunnel? Ci si chiede se invece, vista la denuncia di Scalfati, finiscano sulla sede stradale della Flacca provocando il fenomeno di acquaplaning, compromettendo la tenuta della strada da parte dei veicoli in transito?

Dal museo archeologico di Sperlonga al parcheggio sbancato ai piedi della montagna, passando per il tunnel, forse è il caso di accendere un faro.

Le foto del sottopasso

 

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