Latina, commercianti massacrati di botte e rapinati: una rappresaglia. Tre arresti

Il tavolo della conferenza stampa
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La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto tre romeni ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina aggravata e lesioni personali in danno di quattro commercianti del Bangladesh aggrediti, picchiati e derubati in via Grassi la notte del 10 settembre scorso. Una rapina “rappresaglia”.

A finire nel carcere di via Aspromonte sono stati Sandu Vasile Caraiman, 36enne, e Silviu Turtureanu, a Rebibbia Cristina Dumitrache, 31enne.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, grazie alle testimonianze raccolte dalla Squadra Volante nell’immediatezza dell’accaduto, hanno portato all’individuazione di un gruppo sospetto, composto da quattro romeni, già noti alle forze dell’ordine per furti, rapine e ricettazione. Il riconoscimento dei quattro, quali presunti autori della rappresaglia notturna di via Grassi, è avvenuto attraverso confronto fotografico da parte di vittime e testimoni.

Nel pieno delle indagini è emerso ieri mattina che uno dei quattro aveva lasciato la città di Latina a bordo di un pullman diretto in Romania, come accertato da una copia del titolo di viaggio acquisito dagli investigatori. E’ a questo punto che la Questura di Latina ha deciso di intervenire, informando la Procura, procedendo ieri sera ai fermi di indiziati, stroncando sul nascere il rischio di ulteriori allontanamenti.

La rapina subita dai quattro commercianti, due fratelli, un cugino e un connazionale, con attività in corso Emanuele Filiberto, è stata caratterizzata da un’inaudita violenza. Chiuso il negozio di alimentari, erano stati aggrediti dai quattro romeni, tre uomini e una donna, armati di bastoni, una bottiglia di vetro e due grossi coltelli. Quest’ultimi avevano agito a volto scoperto, colpendo ripetutamente le loro vittime e derubandole della somma contante di 5.640 euro in contanti, equivalente all’incasso di una settimana. I malcapitati hanno riportato ferite, fratture ossee e contusioni multiple in diverse parti del corpo con prognosi fino a 30 giorni nel caso più grave.

Il vice dirigente della Squadra Mobile, Roberto Graziosi, questa mattina nel corso della conferenza stampa indetta in Questura per illustrare i dettagli dell’operazione ha riferito che la rapina può essere considerata una vera e propria rappresaglia nei confronti dei quattro commercianti stranieri “rei” di non aver pagato una richiesta di pizzo di 300 euro, per l’allestimento di tavolini all’esterno della loro attività, richiesto da uno dei componenti della cricca. La banda avrebbe agito con modalità mafiose, pronunciando la tipica frase “tu non sai chi sono io”.

Le indagini proseguono per verificare se i quattro romeni possano essere i responsabili di altre rapine avvenute negli ultimi periodi a Latina e dintorni.

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